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WELFARE

Nasce la “Carta del Lavoro in Agricoltura”, una dichiarazione condivisa per il futuro del settore

Promosso da Confagricoltura, il documento punta su tutela delle persone, sostenibilità delle imprese, responsabilità condivisa e stabilità normativa
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Nasce la “Carta del Lavoro in Agricoltura” promossa da Confagricoltura

Una dichiarazione condivisa messa nero su bianco in un documento, la “Carta del Lavoro”, per costruire una visione capace di tenere insieme la tutela delle persone, la sostenibilità delle imprese, la responsabilità condivisa e la stabilità normativa, il tutto alla luce di un lavoro agricolo che è attraversato da numerose trasformazioni profonde e che deve fare i conti con aspetti come l’evoluzione tecnologica, nuove esigenze di sicurezza, crescente attenzione al benessere, difficoltà di incontro tra domanda e offerta, bisogno di maggiore attrattività per le nuove generazioni. Frutto di un percorso partecipato che ha coinvolto imprese, organizzazioni di rappresentanza, esperti, mondo della formazione e parti sociali, la “Carta del Lavoro in Agricoltura”, è la risposta di Confagricoltura Siena, un insieme di analisi, proposte e linee di indirizzo per affrontare le principali sfide del settore, lanciata a “Siena Lavora - Impresa, Persone, Territorio, Futuro”, iniziativa promossa dall’Unione Provinciale Agricoltori di Siena, nei giorni scorsi, nella città del Palio, con istituzioni, esperti, rappresentanti delle imprese e delle organizzazioni sindacali per discutere il futuro del lavoro in agricoltura. Una novità, quella della “Carta del Lavoro”, che mira ad essere una base di confronto permanente tra imprese, istituzioni e rappresentanze dei lavoratori.
A Siena si sono incontrati numerosi esponenti del mondo agricolo e sindacale. Roberto Caponi, dg Confagricoltura, ha sottolineato come il tema del lavoro rappresenti una priorità strategica per le imprese agricole. “Per Confagricoltura il lavoro è un tema centrale - ha spiegato Caponi - perché rappresentiamo imprese che danno occupazione. Ci sono criticità importanti, dalla carenza di manodopera al tema degli appalti di servizi, ma il confronto con i sindacati e con la politica è stato costruttivo e può rappresentare un passo avanti per affrontare le sfide del settore”.
Per Teresa Bellanova, già Ministra delle Politiche agricole (dal 2019 al 2021, ndr), “dobbiamo far conoscere l’agricoltura per quello che è oggi: non un settore del passato ma un settore del futuro, dove innovazione e tecnologia possono offrire opportunità professionali e percorsi di carriera”.
Sulla centralità del lavoro di qualità si è soffermato anche Cesare Damiano, già Ministro del Lavoro nel secondo Governo Prodi, secondo cui “innovazione, qualità delle produzioni e qualità del lavoro sono l’arma vincente nella competizione globale. La flessibilità è necessaria, ma deve accompagnarsi alla stabilità del lavoro e a retribuzioni adeguate se vogliamo attrarre soprattutto le nuove generazioni”.
Renata Polverini, già presidente della Regione Lazio, ha spiegato che “il tema del welfare e quello demografico devono essere al centro della discussione sul lavoro. Occasioni di dialogo come questa sono fondamentali per costruire risposte condivise”.
Gianluca Cavicchioli, direttore Unione Provinciale Agricoltori di Siena, ha affermato come “il lavoro è un tema fondamentale per le nostre imprese e la Carta rappresenta uno strumento su cui costruire anche il futuro”.
Il dibattito ha coinvolto anche le organizzazioni sindacali, che hanno sottolineato il valore del dialogo sociale per affrontare le sfide del settore. Per Enrica Mammuccari, segretaria generale Uila (Unione Italiana dei Lavori Agroalimentari), “il confronto tra rappresentanza datoriale e rappresentanza dei lavoratori è sempre stato decisivo per costruire diritti e competitività per le imprese”. Sulla stessa linea Giovanni Mininni, segretario generale Flai Cgil (Federazione Lavoratori Agro Industria - Confederazione Generale Italiana del Lavoro), “la sfida è valorizzare il lavoro in agricoltura investendo su formazione, sicurezza e qualità dell’occupazione”. Anche Antonio Castellucci, reggente Fai Cisl (Federazione Agricola Alimentare Industriale e Ambientale), ha evidenziato, infine, come il confronto tra le parti rappresenti “un passaggio fondamentale per costruire relazioni sindacali moderne e rafforzare un settore strategico come quello agricolo”.

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