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Vinitaly: Commissaria Ue, da nuova Ocm più strumenti per vini nel mondo … Il mercato del vino torna a “tirare”, è questa la sensazione che emerge a Vinitaly, il salone più grande del mondo dedicato all’enologia aperto fino al 10 aprile a Verona. Lo dicono i numeri degli operatori esteri in visita alla rassegna, già in aumento rispetto allo scorso anno, arrivati ormai a rappresentare il 30% del totale. Si tratta di buyer provenienti sia da Paesi tradizionali consumatori, sia dai Paesi emergenti dell’Asia, con India, Giappone e Cina a fare da traino al nuovo interesse suscitato dalla produzione vitivinicola italiana.

Anche gli espositori manifestano ottimismo, nella convinzione che oltre al rafforzamento della presenza nei tradizionali mercati, dove il consumo del vino è già una realtà consolidata, ci sono reali possibilità per trovare nuovi interessanti sbocchi sui mercati per ora considerati di nicchia. Consapevole di ciò, Veronafiere ha da tempo spostato la propria attenzione verso i cosiddetti mercati emergenti: India e Russia, senza dimenticare le immense potenzialità del mercato cinese e di quello del Giappone, che da quest’anno entra nel programma di manifestazioni all'estero denominato Vinitaly Tour. “In quest’ottica - afferma Giovani Mantovani, direttore generale di Veronafiere - abbiamo creato un sistema integrato per la promozione organica sui mercati esteri che dura 365 giorni all'anno, attraverso un accordo pluriennale con Unione Italiana Vini, Federvini, Ice e BuonItalia, per sostenere l’internazionalizzazione e la formazione delle aziende italiane. Per raggiungere lo scopo - prosegue Mantovani - è stato previsto un programma di investimenti ad hoc, superiore ai 100 milioni di euro. Un vero e proprio patto di ferro per promuovere il nostro vino nel mondo grazie all'organizzazione di una serie di “tour” nei principali mercati di riferimento e in quelli emergenti”.

Di promozione della produzione enologica europea ha parlato nel corso della sua visita ufficiale ieri a Vinitaly la commissaria europea all’agricoltura e allo sviluppo rurale Mariann Fischer Boel. “L’obiettivo principale della riforma dell'Organizzazione comune di mercato del settore vitivinicolo - ha detto la rappresentante dell'Esecutivo comunitario - è quello di dare al settore gli strumenti per essere più competitivo sui mercati internazionali, perché se è vero che le nostre esportazioni verso i Paesi extracomunitari sono aumentate del 20% dagli anni ‘90, è altrettanto vero che competitori come Australia e Usa hanno avuto sui nostri mercati performance migliori; gli Usa hanno moltiplicato per quattro la loro penetrazione, mentre Australia e Cile per 19”. Per questo, secondo Fischer Boel, bisogna cambiare radicalmente il modo di spendere il miliardo di euro del budget a disposizione del settore attraverso l’Ocm, “perchè non è più accettabile - ha affermato la commissaria - che il 50% venga speso per distruggere eccedenze, mentre solo 14 milioni di euro vengono destinati alla promozione”.

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