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Chianticlassico.com

Da astemia a consumatrice moderata ... Luciana Litizzetto, comica e scrittrice, racconta il suo battesimo con il Chianti Classico. Complici il mondo dello spettacolo e le cene “alla romana”. Mi piace moltissimo mangiare e bere, anche se non sono una grande esperta. Il Chianti Classico, anche se sono piemontese, lo conosco bene e lo bevo volentieri: lo trovo un vino molto raffinato e spesso me lo regalano per vari motivi e varie ricorrenze, perciò ho sempre la cantina abbastanza fornita, anche di ottimo Chianti Classico; una volta ho vinto un premio insieme a Carla Fracci, dove mi hanno regalato ben 300 bottiglie di vino! Sono corsa all’Ikea a comprare gli scaffali: non ero preparata a un evento del genere! Posso dire una cosa? Delle volte, più che il vino, a me piacciono le scatole di legno in cui mi arrivano: capisco che per un intenditore questo è uno smacco terribile, ma io le uso per metterci fili colorati, cartoline, fotografie. Devo dire che ho iniziato a bere non da molto: vengo da una famiglia di gente che cucina, ma di “non bevitori”; mia mamma è astemia e papà beve pochissimo, un po’ di straforo; io ho iniziato con un fidanzato delle Langhe che mi ha insegnato a gustare Barolo e Barbaresco. Era campanilista, lui. Ma è stato il mondo dello spettacolo che mi ha avvicinato al Chianti Classico; quando si va in tournèe, per tradizione finita la recita si mangia e si beve allegramente e poi si divide alla romana; siccome io non bevevo mai pagavo certe staffilate per due bicchieri di acqua minerale… una sera ero con due colleghi di cui non faccio il nome “per cavalleria”: loro si sono scolati un Sassicaia Riserva e poi abbiamo equamente diviso in tre: da quella sera ho deciso che avrei sempre bevuto il vino! Quindi una bottiglia di grande Chianti mi ha tenuto ufficialmente a battesimo. Ma la strada era irta di ostacoli… Una volta mi hanno invitata a una manifestazione di vini; si degustava un bianco di cui tutti tessevano lodi e io pensavo freneticamente a una cosa intelligente da dire. Sentivo gli altri parlare di aroma, retrogusto, ascoltavo e assimilavo; finalmente tocca a me: ma io ero preparata sul bianco e mi arriva il vino rosso! Assaggio, con tutti gli occhi puntati su di me, e sicura dichiaro: “Ha un retrogusto di parquet!” Tutti mi hanno guardato sbigottiti, ma dire legno mi sembrava scontato! A parte questi miei “incidenti di percorso”, il Chianti Classico mi piace anche col pesce, anche se raramente ne bevo più di un bicchiere; per me, il vino bianco è dolce o molto acido, il rosso è più rotondo, più vino, più strutturato; sono contenta, a cena, di dividerle una buona bottiglia di vino rosso con qualcuno che se ne intende; per gli abbinamenti giusti, mi affido agli amici esperti; il mio fidanzato è un batterista che beve la birra: nessuno è perfetto…. Io sono talmente gnocca che mi arrivano bottiglie a volte pregiatissime di cui non capisco la portata; tempo fa ho invitato a cena degli amici, non avevo tempo di cucinare e ho preparato solo affettati e un grande pinzimonio di verdura. Con questa cena improvvisata, ho aperto un Chianti Classico Riserva; avevo dato questo nettare agli amici ben contenti senza saperlo: non che mi sia dispiaciuto, ma avrei potuto conservarlo per una cena più nobile…Perché io sono convinta che il Chianti Classico, oltre che preziosissimo, buono, giusto per accompagnare anche i grandi piatti piemontesi, sia miracoloso: Sting, che fa l’amore per sei ore consecutive, sono sicura che lo beve : ha la casa in Toscana! Quindi, lo consiglio vivamente a tutti.

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