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Il Venerdi Di Repubblica

Il bianco che ha una grinta tale da sembrare un rosso ... L’Ageno è un vino piacentino particolare: ha colore e profumi dolci, invece è secco e sta bene con cibi dal gusto deciso... Dal colore (oro vecchio) e dai profumi (pera, pesca, albicocca, miele, erbe aromatiche) lo diresti un vino dolce. Poi assaggi e non solo è secco ma ha una bella spina dorsale di acidità e tannini, ha volume e pulizia di sensazioni, e una grinta quasi da rosso. È un bianco assai particolare, da amatore, a cui sono stati accostati con successo cibi dal gusto deciso: piccione e cinghiale, lardo e anguilla, o formaggi grassi come il taleggio e piatti speziati (curry). Questo vino si chiama Ageno, è prodotto da Elena Pantaleoni dell’azienda La Stoppa di Rivergaro. Le uve sono tra le più tipiche del territorio: Malvasia (ben riconoscibile, 60%), Trebbiano e Ortrugo. La vinificazione, curata come sempre dal bravo enologo Giulio Armani, vuole fermentazione e macerazione per 40 giorni con lieviti indigeni, un anno di affinamento parte in inox e parte in barrique, niente filtrazione. A noi piace, nella sua diversità. Come, da anni, apprezziamo le altre etichette, dal Gutturnio alla Barbera, alla Stoppa (taglio bordolese, da viti ambientate in loco fin dall’800), dal Semillon botritizzato Buca delle Canne al Passito di Malvasia Vigna del Volta (questo si, tutto dolce). L’Ageno si trova a Milano da La Botticella, a Parma da Viani sui i 15 euro.

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