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Il Venerdi Di Repubblica

E nella Zisola siciliana il rosso ha la sapienza del Chianti ... Una famiglia storica dei vini della Maremma ora produce a Noto un Nero d’Avola degno della sua fama... I marchesi Mazzei rappresentano tradizione e classicità, ma anche innovazione intelligente, e sembra che abbiano le antenne per vedere oltre l’orizzonte usuale. Fu Ser Lapo, dicono i documenti, a parlare per primo di vino “del Chianti” (nel 1398). I suoi eredi fondarono il Castello di Fonterutoli (vanto del vino italiano, con Chianti Classico, Sipei, Poggio alla Badiola).
Qualche secolo dopo, il presidente Usa, Thomas Jefferson, si rivolse a Filippo Mazzei: puoi venire in Virginia e dirmi se vi si può coltivare la vite? Ai giorni nostri l’ultima generazione al lavoro è rappresentata da Francesco e Filippo, che hanno moltiplicato l’impegno, sempre seguiti con scienza e sapienza dall’enologo Carlo Ferrini.
Dal ‘97 la tenuta di Belguardo, in Maremma, dà ottimi vini, come il Bronzone (cru di Morellino). È più recente (2003) l’acquisizione dell’azienda Zisola, in Sicilia.
A Noto, “un colpo di fulmine per la bellezza, il colore, i profumi di questa terra. Subito è nato il progetto di un Nero d’Avola che la racconti”. Eccolo, annata 2005: ricchezza di colore e calore, bouquet invitante e complesso, dai frutti neri a note minerali e balsamiche, al cioccolato su fondo appena speziato (10 mesi in legno). A Roma, da Trimani; a Palermo, da Picone, 11/12 euro.

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