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Il VenerdÌ Di Repubblica

La bottiglia ... Se la cultura (del territorio) riempie il bicchiere... Benito Petrillo, una vita nell’editoria, una volta in pensione ha dato il via al suo progetto enologico... La bellezza dei nomi sta nel suono (Calafè) e nella solennità (Prata di Principato Ultra). Il secondo è un paese dell’Irpinia con reperti paleocristiani e longobardi, mentre Camilla, Laura e Federica sono tre bambine che prestano le prime due lettere del nome a un progetto del nonno, Benito Petrillo. È una storia d’amore per la terra questo progetto che continua anche nel dolore per la morte di mamma Clara, che ha lasciato le bimbe orfane. Benito ha passato la vita tra i libri (editoria scolastica) e nel 1999 ha acquistato una piccola vigna, per occuparsene una volta in pensione. Vitigni tipici (Greco di Tufo e Aglianico, che dà origine anche a un solenne, raffinato Taurasi). In cantina un bravo enologo, Fortunato Sebastiano. A noi è piaciuto molto l’Aglianico più semplice, il Campi Taurasini, limpido e diretto, vinificato in acciaio e affinato in botti da 500 litri. Colore intenso, profumi complessi (frutti rossi, lieve liquirizia). Sapore sincero, generoso, equilibrato. A Milano da Spazio Scarpitti, a Roma da Tastevin sui 16-18 euro.

Campi Taurasini 2007

Calafè

Prata di Principato Ultra (Avellino).

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