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Il VenerdÌ Di Repubblica

Barolo come l’oro: 800 mila euro l’ettaro ... Il terreno destinato ai vini pregiati ha raggiunto valori stellari. Anche se da noi i consumi calano … Ma quale mattone, il vero bene rifugio sono i vigneti: hanno raggiunto valori che Coldiretti non esita a definire “stellari”. Un ettaro a Frascati (Roma) vale 150 mila euro, 35 volte di più rispetto al 1966, anno in cui è stata riconosciuta la Doc. Se dalle vigne laziali ci spostiamo nelle colline toscane dove viene prodotto il Brunello, la cifra sale a 380 mila euro. Nel 1967 sarebbero bastati poco più di 30 milioni di lire. Proibitivo il vitigno di Nebbiolo, dalla cui uva esce il re dei vini, il Barolo: per aggiudicarsene un ettaro ci vogliono la bellezza di 800 mila euro. Eppure gli italiani - un po’ per effetto della crisi, ma anche per i cambiamenti dello stile di vita - abbandonano i calici. Il consumo divino nel 2012 è stato cli 22,6 milioni di ettolitri: il minimo storico dall’Unità d’Italia, sottolinea Coldiretti. Un italiano su tre ormai si concede i piaceri di Bacco solo in occasioni particolari. I produttori sono preoccupati, ma non troppo. Anche perché nel 2012 ben 21,5 milioni di ettolitri hanno varcato la frontiera. Destinazioni principali, Stati Uniti (dove scorre più vino che nel Belpaese, 29 milioni di ettolitri), Germania e Cina. Il vino vale come l’oro. E infatti mette polvere d’oro nel suo spumante, l’Etoile, la cantina La Rocchetta di Villongo (Bergamo). “L’abbiamo pensato per il mercato estero ma va molto bene anche in Italia”, dice il responsabile commerciale dell’azienda, Alberto Faverzani. Produzione limitata, appena mille bottiglie. Il prezzo? Circa 70 euro. Bollicine e 24 carati. Per brindare alla crisi.

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