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Il VenerdÌ Di Repubblica

La bottiglia ... Semplicità e classe: da uve sane, buone e rispettate ... Un Pinot nero coi controfiocchi in Casentino, a Pratovecchio? Sicuro. Mai dire mai. Alla Civettaja, vecchia di cinque secoli, fino a qualche decennio fa la mezzadria era dura. Ma nonno Tommasi diceva: “Essere poveri non è una vergogna, ma vergognarsene sì”. Se n’era affrancato Bruno, l’erede, ha studiato e consentito ai suoi figli di studiare. Oggi il timone è in mano a Vincenzo, laureato in agraria, che condivide il lavoro con la moglie Barbara e i genitori di lei, Mauro e Romana. La gran parte dell’azienda è dedicata alla fornitura di alberi di Natale. Pinetti e Pinot, si potrebbe dire con una battuta, però gli alberelli del vivaio sono abeti, non pini. E veniamo al vino: solo 2,5 gli ettari a vigna, con 22.000 Ceppi di Pinot borgognone autentico. Bassissima resa, neppure mezzo chilo per pianta. “La vinificazione è di semplicità biblica, da uve sane, buone e rispettate”, riassume Vincenzo. Semplicità e classe, questo è il 2010, affinato per due anni: c’è l’anima del Pinot nero, l’eleganza di profumi, la nobiltà del gusto. Se era una scommessa, scommessa vinta. Chapeau. A Treviso da Vero Vino, a Milano da L’altro vino, a Firenze da Bonatti sui 22/23 euro.

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