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Il VenerdÌ Di Repubblica

La bottiglia ... Un rosso che rispetta i cicli della luna e i ritmi della terra ... Nel ‘99, quando Gabriele Da Prato decise di fare il suo vino in Garfagnana, c’era la sua piccola vigna e solo quella in un raggio di 50 km. Un pioniere, caparbio e innamorato della sua terra. Con la fortuna, in più, di avere tra gli avventori della sua osteria Gino Veronelli. Che “cammina la sua vigna” e Io consiglia: di giorno fai il contadino, di sera servi il tuo vino ai tavoli. Oggi l’osteria non c’è più e Gabriele, aiutato dall’amico enologo Saverio Petrilli, ha fatto molta strada. Dalla piccola vigna del bisnonno ai 3,5 ettari attuali. Dall’agricoltura tradizionale al metodo biodinamico. “Per la terra, come per la musica, i ritmi e l’armonia hanno un ruolo fondamentale”. Chi visita la sua azienda lo può trovare mentre suona il trombone tra i filari. Niente chimica in vigna, né filtrazioni né chiarifiche. Molta attenzione ai cicli lunari. I vini: un bianco da Pinot bianco e Chenin, un Pinot nero, un Syrah in purezza (Vigna Piezza) e questo Melograno, Che è Syrah per 185/90 per cento con aggiunta di altre varietà rosse. Bel vino, ha nell’eleganza e nella freschezza i punti dì forza. Deciso, limpido e appagante il sapore. A Torino all’enoteca Bordò. a Firenze da Burde sui 18 euro.

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