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Il VenerdÌ Di Repubblica

Tra classici e new entry il brindisi è biologico ... In Italia si beve sempre più bio. Se nel 2013, infatti, la grande distribuzione dei vini ha registrato un calo del 6,5 per cento rispetto all’anno precedente (portando comunque a casa un fatturato di oltre un miliardo e mezzo di euro e 517 milioni di litri venduti), le bottiglie biologiche hanno avuto invece un trend positivo. Certo, con un milione di litri smerciati e un introito di circa cinque milioni di euro, sono ancora lontane dal fare grandi numeri, ma il più 4 per cento segnato l’anno scorso fa ben sperare per il futuro.
Sono questi alcuni dei dati che emergono da Vinitaly, il salone internazionale del vino che tra il 6 e il 9 aprile occuperà migliaia di metri quadrati del Veronafiere, ospitando i più importanti produttori vinicoli d’Italia e del mondo. Proprio in occasione di questa manifestazione torna la guida dell’Espresso I vini d’Italia 2014. Sarà in edicola, in due volumi, ognuno al prezzo di 6,90 euro in più: il primo, disponibile da oggi 4 aprile, tratta le regioni del Nord (dalla Valle d’Aosta all’Emilia Romagna); il secondo, in edicola l’il aprile, fa fare un tour tra i migliori vitigni dalla Toscana al Sud e alle isole. La guida (che si potrà acquistare anche alla Fiera di Verona durante i giorni della manifestazione) è frutto dell’assaggio di oltre 25 mila vini ed elenca non solo le “eccellenze”, ma anche i “migliori acquisti” per ogni regione, ovvero i vini con un rapporto qualità/prezzo molto favorevole, per dimostrare che si può bere un buon rosso (a volte ottimo) senza spendere più di 15 euro. Ma quali sono i vini più amati dagli italiani? Nella classifica elaborata dalla società di ricerche di mercato In per Vinitaly si trovano molte conferme e alcune belle sorprese. Se è vero, infatti, che il Chianti, il Lambrusco, il Vermentino e la Barbera restano i prodotti che più spesso finiscono sulle nostre tavole, è altrettanto vero che l’exploit registrato nell’ultimo anno dal Pignoletto e dal Cannonau dimostra che i gusti enologici degli italiani si fanno sempre più diversificati. Certificando che, in tempi di crisi, beviamo meno ma forse beviamo meglio.

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