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Il VenerdÌ Di Repubblica

Concerto rosso, colto come una canzone
di Paolo Conte ... Molti vedono la Liguria come terra di bianchi, ma
dimenticano un grande rosso: il Rossese di Dolceacqua.
che deve il suo nome non tanto al colore quanto all’habitat
roccioso in cui cresce. “Paesaggio superbo, con un ponte
che è un gioiello di leggerezza”, scrisse Monet nel 1884.
Il mare a meno di 10 km e le Alpi Marittime alle spalle.
un terreno di argille bianche e un nonno, Tommaso.
che impianto i primi vigneti nel 1890. Questa l’eredità
di Filippo Rondelli, che per fare il vignaiolo ha interrotto
gli Studi di musica e letteratura. Per modo di dire, pero.
Perché il suo Rossese, già nella versione-base. è musicale
e colto. Non è da tutti trasferire in bottiglia l’anima di un
territorio e Filippo ci è riuscito. Il Rossese 2013, che non
vede ombra di legno. color rubino smagliante, profuma
di “gariga” (la macchia mediterranea bassa), e già
il bouquet è musica. Al palato, rosa canina. ciliegia, mora
prolungano il concerto, elegante come una canzone di
Paolo Conte. Avvolge e appaga la grandezza della semplicità
A Milano da Scarpitti, a Roma da Trimani sui 14/15 euro.

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