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Il VenerdÌ Di Repubblica

Quel passito calabrese
è una coccola da bere (anche per Slow Food) ... Una cantina nata con il nuovo millennio, quella di Maurizio e Roberto Bisconte a Saracena. Ma non sono novellini, la famiglia si
occupa di viticoltura da generazioni. Al vino si faceva per casa ma
anche per venderlo sfuso”, Alla bottiglia sono arrivati nel 2001,
con varie etichette, tutte da vitigni autoctoni: un bianco da uve
Greco, un rosso da uve Lacrima nera, un blend rosso (Donna
Marianna) più due Passiti. “Un tempo erano le donne a farli,
agli uomini toccava il lavoro in campagna”, I Bisconte propongono
il Moscato passito al governo di Saracena, uno dei pochi vini
Presidio Slow Food, che prevede l’utilizzo di uve Moscatello,
Malvasia, Guarnaccia bianca, Odoraca e una vinificazione
ancestrale, assai elaborata, con affinamento lunghissimo. E questo Mastro Terenzio, Moscatello di Saracena in purezza. L’appassimento sui graticci concentra l’essenza dell’uva, che si ritrova nel calice: colore ambrato prezioso, bouquet “moscatoso” con felici intrusioni di frutti canditi e secchi, miele, albicocca, e in bocca dolcezza fresca e avvolgente, nitida, senza eccessi. Una
coccola da bere. A Roma da Cantina Castrocielo, a Rende (Cosenza)
da Cinquesensi Store sui 22 euro la bottiglia da 500 cl.

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