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Il Venerdì Di Repubblica

La bottiglia ... Frutta e camomilla danno personalità al passito dorato... Si chiama Greco perché arrivò in quest’angolo di Calabria dalla Magna Grecia, intorno al settimo secolo a.C. Ma, secondo le ricerche genetiche, ha caratteristiche molto più vicine alla Malvasia (delle Lipari, di Bosa) che alla famiglia del Greco (di Tufo e così via). Poco importa, in fondo: è ormai considerato autoctono della Locride e conta quel che c’è nel bicchiere. Questo, dell’azienda Lucà, nasce proprio a Bianco, Azienda familiare, attiva da tre generazioni. Vanta, in Vincenzino, un “maestro in viticoltura” impegnato a condividere esperienza e conoscenza anche con altri produttori. Collaborano i figli, Santino e Giuseppe. Nei 15 ettari di proprietà sono coltivati Greco (6 ettari), Mantonico (2) e Guardavalle come vitigni bianchi. Nerello calabrese, Gaglioppo e Greco nero per i vini rossi. La cantina è affidata a Santino, che sta sperimentando un Mantonico in versione secca. Due i Passiti, di Mantonico e di Greco. Questo è deI 2011. Da uve appassite al sole (ma non bruciate) sui graticci per 8/10 giorni, nel calice bel colore dorato, profumi di fiori e frutti (emergono camomilla e albicocca), gusto di freschezza dolce, non stucchevole, di autorevole personalità. A Opera (Milano) alla Cantìna di Opera, a Pesaro da Vinerie Clandestine sui 30 euro.

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