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Il Venerdì Di Repubblica

Secco e raffinato com’è rotondo questo Verdiccho ... Piccola azienda, familiare e artigianale. La storia comincia con le vigne dei nonni, e continua con Andrea Felici, che dopo una carriera militare decide di dedicarsi al vigneto. E si aggiorna con Leo, suo figlio, per due anni sommelier da Pinchiorri, e l’apporto dell’enologo Aroldo Bellelli. Coltivano 10 ettari nella zona dei Castelli di Jesi, ad Apiro, sui fianchi del monte San Vicino, tra i 400 e i 500 metri. Il microclima risente dei pre-Appennini ma anche del soffio del mare, che dista 35km, e di un laghetto artificiale, utile per le viti e per la fauna benefica. Un ecosistema per salvaguardare la biodiversità. Si imbottiglia dal 2004, solo Verdicchio per precisa scelta, e solo due etichette: un cru e una cuvée. Il cru è il Cantico delle figure, possiamo definirlo la Ferrari aziendale. Nasce dalla vigna San Francesco, viti vecchie di 50 anni. Un bianco lussureggiante e longevo. Costo sui 22/24 euro e li vale tutti. Noi però ci soffermiamo sul prodotto base, Verdicchio classico 2014, da viti di 6/7 anni e di 35. Paglierino squillante, nel bouquet fiori di campo, erbe aromatiche. È secco, raffinato, ricco, rotondo. Gran bel bicchiere. A Novara all’enoteca Tre Archi, a Roma all’enoteca Gianicolo sugli 11 euro.

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