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Il Venerdì Di Repubblica

Quel vino “italiano”, che italiano non è ... È il vero “tarlo” di uno dei settori trainanti della nostra economia: quel comparto dell’agroalimentare che, secondo le previsioni, si prepara a raggiungere i 50 miliardi di euro di export entro i prossimi quattro anni. Un fiume di soldi. Ma a minare questa eccellenza italiana c’è, appunto, un “male assurdo” che rischia di danneggiare pesantemente tutto il settore. Si tratta della piaga delle frodi alimentari e, in particolare, dell’Italian Sounding (cioè quei prodotti che “suonano” come nostri ma che, in realtà, non lo sono neanche un po’), una situazione che penalizza i produttori e, nello stesso tempo, inganna i consumatori. La denuncia arriva soprattutto dalla Coldiretti che, nel suo dossier Frodi in Italia e vinopirateria nel mondo, ha presentato i dati dei sequestri compiuti dai carabinieri dei Nas nel 2015: solo nel settore dei vini e degli alcolici, il valore dei prodotti falsi sottoposti a provvedimenti giudiziari ha raggiunto i 41 milioni di euro, con un incremento del 150 per cento rispetto al 2014 e una perdita di almeno un miliardo di euro. Il mercato estero più colpito, per quanto riguarda sempre il vino, è quello tedesco, dove il fenomeno coinvolge soprattutto il prosecco spacciato come italiano.

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