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Il VenerdÌ Di Repubblica

La bottiglia ... Buono vero e pulito. Il rosso è da Nobel ... Veneta lei, Marta Peloso: una
vita a organizzare eventi di danza e teatro in ambito internazionale. Lucano lui, Felice
Cappa: regista, autore, sceneggiatore. Proficua collaborazione con Dario Fo e Franca Rame. A chi conosce le opere pittoriche di Fo non sfuggirà la sua firma, sotto il disegno in etichetta: una danzatrice tra la terra e il cielo. Chissà che non danzi sulle note del “canto della terra verso il cielo”, lirica definizione del vino che Luigi Veronelli scrisse di getto, sulla carta di un sacchetto per il pane. Auriel, dicono Matta e Felice, nasce dalla voglia di fare vino buono, pulito e vero”. Trovano il posto giusto in Monferrato, una tenuta di 64 ettari nel cui cuore sta un appezzamento dove fino a qualche decennio fa c’era la vigna, ormai andata in gerbido. E qui, in quei tre ettari, la vigna torna. Due ettari a Barbera, uno a Grignolino. È il 2005. Prima vendemmia nel 2010. Suolo adatto: bianco, argilloso, calcareo. E un bravo agronomo biodinamico, che li consiglia con chiarezza e rigore. Nel bicchiere, rubino profondo e profumi di frutti scuri e maturi, di viola e rosa canina. Sorso sincero, equilibrato, avvolgente. A Milano al Mercato del Suffragio e al Centro Botanico sui 16/18 euro.

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