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Il VenerdÌ Di Repubblica

Brunello e tartufo, prove di unione: un comune per due ... Nel Paese dei campanili il vino e il tartufo sono pronti a unirsi. E lo fanno anche rinunciando a un po’ della loro identità e della loro storia, pur di non morire. Così succede che in Toscana il piccolo comune di San Giovanni d’Asso, 853 abitanti e patria del tartufo delle crete senesi, decida di perdere il suo nome e il suo stemma per tentare la fusione con il più celebre Montalcino, 6 mila abitanti e capitale del Brunello. In Toscana già altri piccoli comuni hanno scelto la via della fusione, ma spiega Michele Boscagli, ex sindaco per

15 anni di San Giovanni d’Asso, “questa sarà “anomala””. Se il referendum del 16-17 ottobre dovesse approvare la fusione, infatti, il nuovo comune si chiamerebbe solo Montalcino e avrebbe, nelle insegne, il vino Brunello ma non il tartufo”.

Un particolare che a qualcuno, tra le 5 frazioni del piccolo paese, non è piaciuto. Dice il sindaco Fabio Braconi: “La decisione di cedere il nome è una scelta ponderata. Lo perdiamo volentieri pur di dare un futuro abitativo e socio-economico a San Giovanni d’Asso”. Il ragionamento è semplice: “Prima di scomparire del tutto ed essere accorpati dall’alto in consorzi di maxi comuni facciamo noi un progetto con qualcuno con cui si può stare meno peggio”. E quel qualcuno è proprio la patria del Brunello con le sue 14 milioni di bottiglie vendute nel 2015. “L’accostamento con il vino può far fare il salto di qualità anche al tartufo” prosegue Braconi, “incrementando il turismo”. Il nuovo Comune avrebbe nel suo territorio non solo i vigneti (“che non aumenteranno”, rassicura il Consorzio del Brunello) ma anche il paesaggio sito Unesco della Val d’ Orcia, la francigena, il treno storico Natura e le terme. Eppure non è solo questione di turismo: l’esigenza della fusione nasce anche da problemi amministrativi e di gestione del territorio: “In Comune siamo ridotti a 4 dipendenti polizia municipale compresa” sottolinea il sindaco. “Non riusciamo a sbrigare le pratiche né a garantire i servizi minimi come scuole, trasporti e sanità”. Problemi che toccano anche gli abitanti di Montalcino. La paura è che San Giovanni possa perdere qualsiasi potere diventando solo una frazione. “Ci sarà un Municipio a salvaguardia della nostra identità”, rassicura ancora Braconi, “e non chiuderà né l’ufficio postale né la caserma”. San Giovanni d’Asso però dovrà adeguarsi alla tassazione dei vicini, introducendo l’addizionale Irpef e la tassa di soggiorno.

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