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La Gazzetta Di Parma

Addio al maestro dell'enogastronomia … Luigi Veronelli è morto ieri a Bergamo, aveva 78 anni. Per quasi 50 anni ha rappresentato il critico enogastronomico per eccellenza. Uomo di battaglie, intuizioni, stimoli, idee a favore della cultura del mangiar e del bere bene e dell'agricoltura italiane. Se oggi i vini, la cucina e « i giacimenti gastronomici » d'Italia stanno avendo il successo che meritano, gran parte è stata opera sua. Scrittore brillante, battutista tagliente e creatore di un lessico tutto suo, Veronelli era uomo di grandi polemiche. Basti ricordare, ad esempio, il contrasto ( e la penalizzazione a livello di giudizio) con un grande chef come Vissani, reo di non usare l'olio extravergine di oliva nel fritto. Le sue Guide hanno fatto scuola e tendenza. Veronelli non classificava solo i ristoranti ma premiava i piatti che pi ù lo avevano affascinato, descrivendoli con una prosa smagliante e sontuosa. Le sue idee sui cru, sulle barrique, la spinta a considerare in un ettaro coltivato pi ù la qualità che la quantità, il recupero dei vitigni autoctoni, la classificazione dei vini e molte altre intuizioni hanno fatto di Veronelli un critico che - come è stato detto - non «assaggiava» i vini ma ci «dialogava» . E le sue descrizioni sono rimaste celebri: da «bocca piena e calda » a « vino da meditazione» .

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