Da “Summa” alla Tenuta Alois Lageder a Magrè (11-12 aprile), dove la famiglia Lageder accoglie più di 100 vignaioli di tutto il mondo, uniti dall’impegno condiviso per la qualità, un’agricoltura rispettosa e sostenibile (biologica, biodinamica o in conversione) e una profonda passione per la sperimentazione, a “ViniVeri -Vini secondo natura” a Cerea (10-12 aprile), dedicato all’“Elogio dell’attesa”, e che chiama a raccolta oltre 100 vignaioli del Consorzio ViniVeri d’Italia e d’Europa che portano avanti il “saper fare” artigiano, rispettando l’identità del territorio d’origine e i tempi della natura, passando per “VinNatur Tasting” a Gambellara (11-13 aprile), con più di 180 vignaioli italiani ed europei riuniti in VinNatur-Associazione Viticoltori Naturali, piccoli produttori che lavorano in armonia con la natura, è tempo degli eventi “pionieri” in Italia nell’aver messo in risalto il rapporto con la natura ed il rispetto del territorio nella produzione vitivinicola, oggi diventati un riferimento culturale che fa del vino, e dei vignaioli, i custodi del patrimonio italiano, grazie alla sostenibilità ambientale, economica e sociale.
La Tenuta Alois Lageder, la storica e prestigiosa griffe della famiglia Lageder nel cuore dei vigneti dell’Alto Adige, apre nuovamente le porte a “Summa” 2026, trasformando l’11 e il 12 aprile, il piccolo borgo altoatesino di Magrè in un punto di riferimento per la scena vitivinicola internazionale, ospitando, come fa ormai da un quarto di secolo, 115 i vignaioli provenienti da 9 Paesi, per incontrare professionisti del settore e appassionati di vino. La selezione dei partecipanti mette in dialogo icone consolidate e nuove voci del mondo biologico e biodinamico: l’Italia sarà rappresentata da realtà come Arianna Occhipinti, Gravner e Frank Cornelissen (ma anche da Tenuta del Nicchio a Castiglion del Bosco, da Nino Franco a Giodo, da Maso Martis alla Tenuta di Trinoro, da Petrolo a Barone Pizzini, da Toscani alla Tenuta di Valgiano, da Vistorta a Boscarelli, da Elena Fucci a 1701 Franciacorta); da Germania e Austria saranno presenti, tra gli altri, Wittmann, Dr. Bürklin-Wolf, Georg Breuer, Nikolaihof e Jurtschitsch, mentre a livello internazionale parteciperanno cantine come Champagne Tarlant dalla Francia, Otronia dalla Patagonia e Château Musar dal Libano. Oltre alle degustazioni ai tavoli con i produttori, le masterclass sono guidate da esperti come Willi Schlögl della celebre enoteca berlinese Freundschaft, e Christine Mayr, sommelier Wset ed ex presidente dell’Ais-Associazione Italiana Sommelier Alto Adige, mentre verticali sono dedicate ai grandi vini delle cantine Graf Neipperg, Gravner, Bernhard Ott, Trinoro, Champagne Tarlant e della Tenuta Alois Lageder, con approfondimenti personali dei vignaioli sul lavoro in vigneto e in cantina. E se nei Gastronomy Corners una selezione variegata di partner gastronomici propone una vasta scelta culinaria, la Vineria & Osteria Paradeis, in collaborazione con partner locali, offre un food tasting dedicato ai prodotti dell’organismo agricolo. E una parte del ricavato dei biglietti (scontati per gli under 25) sarà devoluto alla rivista di strada “zebra.” dell’Oew-Organizzazione per un Mondo Solidale con sede a Bressanone.
In un’epoca che premia la velocità e la standardizzazione, c’è ancora chi sceglie di aspettare: aspettare che la vigna faccia il suo corso, che la fermentazione trovi il suo ritmo, che il vino dica chi è, da dove viene, di che stagione porta il segno. Sono i vignaioli del Consorzio ViniVeri che, da oltre 20 anni, ogni primavera, portano il risultato di quella pazienza a “ViniVeri -Vini secondo natura” 2026 che torna, con l’edizione n. 21 dedicata proprio all’“Elogio dell’attesa”, a Cerea (Area Exp, 10-12 aprile), dove ci saranno oltre 100 produttori selezionati, provenienti dalle regioni italiane e dai principali terroir d’Europa, dalla Francia alla Spagna, dalla Slovenia all’Austria, e che sono accomunati non da un’etichetta, ma dall’adesione a una “Regola” che è insieme produttiva ed etica. Ma “ViniVeri” non è solo fiera, quanto incontro tra persone - appassionati, sommelier, ristoratori, giornalisti, ma anche semplici curiosi - territori, storie, idee ed esperienze, raccontate direttamente dai produttori, per capire le scelte dietro ogni etichetta, scoprire vitigni dimenticati e l’essenza vera dei territori. Tra degustazioni guidate (come la verticale del raro e iconico Barolo di Giovanni Canonica), le cene di giovani ed affermati chef come Juri Chiotti di Reis Cibo Libero di Montagna a Cuneo, e Sara Nicolosi e Cinzia de Lauri di AlTatto di Milano con abbinamento dei vini artigianali nel Ristorante ViniVeri, la presentazione del libro di Marzia Pinotti “Lungo i sentieri del Nebbiolo” (Edizioni Le Piccole Pagine), la mostra fotografica di Gianni Pillon “Visages des Vignes”, e momenti di confronto tra vignaioli. E con l’Enoteca ViniVeri, la vetrina-bottega dove acquistare molte delle etichette dei vignaioli presenti a prezzo di cantina maggiorato di 1 euro che il Consorzio devolverà in beneficenza. Ma anche con uno sguardo particolare ai giovani: anche per questa edizione viene confermata la speciale riduzione “Under 25 uguale 25 euro”, ovvero l’ingresso a “ViniVeri” per tutti i maggiorenni, fino ai 25 anni, con biglietto dedicato e scontato, per favorire la partecipazione delle nuove generazioni, incoraggiandole a conoscere da vicino un modello produttivo fondato su responsabilità, sostenibilità e passione condivisa. “Il vino è uno specchio del luogo da cui viene: il nostro compito è non appannarlo. “ViniVeri” nasce da questo impegno, dalla cura in vigna, dalla mano dell’artigiano, dalla consapevolezza che fare vino secondo natura significa prendersi cura di un patrimonio collettivo. Con l’edizione n. 21 guardiamo al futuro sapendo che il nostro ruolo va oltre il calice: siamo parte di un dialogo necessario tra produttori, territorio e comunità, perché le sfide che abbiamo davanti, dal clima alla tutela dei suoli, dall’innovazione all’educazione del consumatore, si affrontano solo insieme”, spiega il presidente del Consorzio ViniVeri, Paolo Vodopivec.
Dall’11 al 13 aprile, lo show-room Margraf di Gambellara ospita, infine, “VinNatur Tasting” 2026, tra gli appuntamenti di riferimento per il vino naturale in Europa, dove addetti ai lavori (con una tasting room ed uno spazio networking dedicati) ed eno-appassionati possono incontrare 180 produttori provenienti da 6 Paesi - Albania, Austria, Francia, Germania, Slovenia e Spagna - e da 19 regioni italiane. Accanto ai banchi d’assaggio dei vignaioli di VinNatur-Associazione Viticoltori Naturali (con la possibilità di acquistare i vini), le masterclass guidate sono dedicate alle “Alterazioni microbiologiche dei vini”, con Food Micro Team, l’agronomo Giacomo Buscioni e il tecnologo alimentare Damiano Barbato e vini bianchi appositamente modificati per evidenziare le principali alterazioni organolettiche di origine microbiologica; e al rapporto tra vino e cucina con “Abbinamento? Una questione di stile (Introduzione al metodo Vinology)” con Alessandro Torcoli, direttore della storica rivista “Civiltà del bere” e il suo nuovo libro; ed a “La molteplicità dell’Alsazia”, con Samuel Cogliati, fondatore Possibilia Editore. Tra i momenti di intrattenimento e convivialità, l’esibizione live del Ruggero Robin Trio, e una jam session del quartetto Saxphonia. Tra le novità, la realtà di Controcorrente Vermouth racconta profumi e sapori del Mediterraneo a partire da vini di piccoli produttori che lavorano in armonia con la natura, un banco d’assaggio di Avla-Association Vins Libres d’Alsace, con la nuova generazione di produttori alsaziani di vino naturale, e The Terroirs Project con i viticoltori internazionali che producono vini accessibili e autentici. Da segnalare anche la presenza di Saulty Chef, che trasforma carne e pesce grazie a innovative tecniche di salagione cinetica, e di Amami Shochu, un distillato giapponese ottenuto da zucchero di canna kokutō e riso kōji, prodotto esclusivamente nelle Isole Amami. E, ancora, la partecipazione di ScuolaLibera - Alla Nostra Portata, associazione di promozione della pedagogia steineriana che propone un menu esclusivamente nel focus sul food, accanto a numerose realtà artigianali italiane, dalle carni ai salumi, dai formaggi alle birre artigianali, dal caffè ai dolci. E parte del ricavato, sarà devoluto al Progetto Alepé, Onlus che attua progetti assistenziali e di solidarietà sociale per gli abitanti della città nel Sud della Costa d’Avorio. Last but not least, “VinNatur Tasting” si unirà alle celebrazioni per il centenario della nascita di Luigi Veronelli, maestro del giornalismo enogastronomico italiano, ricordando il suo straordinario apporto alla cultura enologica italiana e il ruolo di pioniere della critica del vino. “Ha contribuito in modo decisivo a ridefinire il senso della vitivinicoltura nel nostro Paese e non si è limitato a raccontare il vino, ma ha difeso e dato voce ai vignaioli. In lui riconosciamo un lucido precursore dei valori oggi considerati fondanti nel settore del vino naturale”, conclude Angiolino Maule, presidente VinNatur, lanciando un vero e proprio appello: “produttori, mi rivolgo direttamente a voi: per favore, non portate vini difettosi. È tempo di chiamare un difetto con il suo nome: acidità volatile, brettanomyces, ossidazione, souris. Troppo spesso questi sentori vengono confusi con il terroir, ma non lo sono. Ho iniziato a produrre vino naturale quasi 40 anni fa: a quei tempi non sapevamo come fare vini piacevoli ed equilibrati in modo costante, senza l’aiuto di enologia convenzionale. Oggi abbiamo conoscenze ed esperienza per farlo; niente scuse. C’è ancora da imparare. Per questo continuiamo a collaborare con la comunità scientifica, con l’obiettivo di migliorare la qualità e supportare i nostri soci nel mettere in bottiglia il meglio possibile: non vogliamo vini senza identità, ma nemmeno difetti considerati normalità”.
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