Scrittrice e autrice teatrale italiana, è Laura Pariani “Il Maestro” di “Bere il territorio”, riconoscimento dedicato ad importanti figure della cultura italiana che possano essere di riferimento per i più giovani o testimoni di un particolare rapporto con l’identità dei luoghi e della civiltà materiale che li caratterizza. Ad assegnarlo, nei giorni scorsi al Castello di Grinzane Cavour nel cuore delle Langhe Patrimonio Unesco, è stata Go Wine nell’edizione n. 25 dello storico Concorso Letterario Nazionale che ha incoronato vincitore Lorenzo Franchini con il racconto “Bartolo Brusaferri, lo zen e l’arte d’andar per cantine”, e consegnato un premio speciale al libro “Valtellina, culla della Chiavennasca e del Vino” (Casa Editrice Stefanoni) di Nello Bongiolatti. Ma anche a Luigi Moio, professore universitario e già presidente Oiv-Organizzazione Internazionale per la Vigna e del Vino, produttore di vino con Quintodecimo in Campania ed enologo, per la carriera nel campo della ricerca e per l’importante opera letteraria a favore della cultura del vino, e ad “Equalitas”, l’ente di normazione per la sostenibilità della filiera vitivinicola italiana di FederDoc, il cui standard Sopd-Vino Sostenibile, pubblicato nel 2017, è stato il primo al mondo ad includere indicatori di sostenibilità sociale e del lavoro come parte integrante del modello di certificazione e oggi conta oltre 500 cantine certificate, per un totale che supera il 20% della produzione nazionale di vino.
“Bere il territorio” è un’iniziativa culturale che ha sempre accompagnato la vita di Go Wine, nata ad Alba nel 2001, per un progetto teso a promuovere cultura del vino ed enoturismo in Italia e per comunicare un’immagine positiva del vino di qualità e degli importanti valori sociali e culturali di cui è portatore. A cominciare dal titolo, nato come una sorta di provocazione, e rimasto sempre attuale: “Bere il territorio” per attribuire un valore aggiunto a ciascun vino di qualità ed apprezzare, attraverso il calice, non solo il prodotto in sé, ma anche la cultura e l’ambiente che esso racchiude. L’attualità del tema è, peraltro, confermata da un periodo complesso per il mondo del vino legato a diversi fattori: dagli effetti del cambiamento climatico, al tema dei dazi, agli attacchi che tendono ad equiparare - “sbagliando!”, dice Go Wine - il vino ai superalcolici, senza trascurare le nuove tendenze sui consumi e il fattore prezzi che rischia di allontanare quote importanti di pubblico.
La giuria del concorso è composta dal linguista Gianluigi Beccaria, dal romanziere Valter Boggione, dalla scrittrice Margherita Oggero, dal giornalista Bruno Quaranta de “La Repubblica”, e da Massimo Corrado, presidente Go Wine. Il riconoscimento de “Il Maestro” è stato nelle precedenti edizioni attribuito a Luigi Meneghello, Niccolò Ammaniti, Claudio Magris, Lorenzo Mondo e Gianmaria Testa, Sebastiano Vassalli, Dacia Maraini, Alberto Arbasino, Enzo Bettiza, Franco Loi, Francesco Guccini, Pupi Avati, Raffaele La Capria, Gustavo Zagrebelsky, Maurizio Maggiani, Luciano Canfora, Marcello Fois, Maurizio Molinari, Paolo Pejrone, Tullio Pericoli, Ugo Nespolo, Antonio Ricci e Melania Mazzucco.
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