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VINO & SPORT

Le bollicine italiane hanno il vento in poppa e il Prosecco Doc fa rotta sulla Barcolana a Trieste

Dalle Olimpiadi al MotoGp, dal tennis al volley, alla vela con Shockwave3: la “virata” dello spumante italiano nella promozione del made in Italy

È un circolo virtuoso: le bollicine crescono, e cresce il “fenomeno” mondiale del Prosecco, che, come dicono i numeri, è la locomotiva del vino italiano, con 667 milioni di bottiglie vendute e un valore al consumo stimato in oltre 3,6 miliardi di euro (2025) oltre ad un export che supera l’82%, e che ha fatto la sua parte, trainando i record e la passione mondiale per i vini tricolore negli ultimi anni. Ma non solo perché, il suo stile di consumo fondato sulla “leggerezza” - alla quale, WineNews, ha dedicato anche un elogio - è quello che oggi piace di più agli appassionati di vino, soprattutto giovani, spingendo i consumi verso tipologie come le bollicine italiane, che, da tempo ormai destagionalizzate e sdoganate a tutto pasto, sia con la cucina di tradizione che con quella contemporanea, fresche, leggere, wellness, con - come fa il Prosecco Doc con il Grana Padano - o senza abbinamenti - quasi un “non vino” - possono essere oggi considerate anche un fenomeno sociale, perché rappresentano un “medium” di quella convivialità che tutto il mondo invidia all’Italia. Ma per il Prosecco, con questo vento in poppa, una decisa virata c’è stata anche nel racconto e nella promozione, se solo si pensa alle prestigiose partnership siglate dal Consorzio, con le bollicine venete brindisi delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, grazie al più importante investimento nella storia della denominazione, e, rimanendo sullo sport - linguaggio e passione “universale” ai quali si stanno legando sempre più spumanti italiani - del MotoGp, del grande tennis degli Internazionali Bnl d'Italia, dell’Imoco Volley di Conegliano, la squadra di volley femminile campione in carica in Italia, e pronte a salpare ancora una volta a bordo di Shockwave3, come Gold Sponsor e Official Sparkling Wine del 90 piedi da regata, e fare rotta sulla Barcolana 58, la storica regata velica internazionale nel Golfo di Trieste (11 ottobre). Con un approccio che trasforma le partnership sportive in uno strumento capace non soltanto di generare visibilità, ma conoscenza, esperienze e relazioni che vanno oltre.
L’impegno della denominazione nel mondo dello sport, spiega il Consorzio del Prosecco Doc, non una semplice ricerca di visibilità, ma la costruzione di partnership capaci di raccontarne l’identità e i valori sui grandi palcoscenici nazionali e internazionali. Anno dopo anno, la partnership tra il Consorzio e Shockwave3 ha, infatti, progressivamente superato i confini della presenza del brand sulla vela per diventare una vera piattaforma di esperienza, relazione e racconto. Il rapporto tra il Consorzio e il maxi yacht ha fatto di Prosecco Doc Shockwave3 un ambasciatore culturale e turistico del Nord-Est italiano. È questa la dimensione espressa dal concetto “Connecting People”: la barca non soltanto come mezzo per competere, ma come luogo capace di creare relazioni, mettere in dialogo persone e aziende e generare esperienze attorno a un percorso condiviso. Il maxi yacht diventa, così, uno spazio nel quale vivere il brand e sviluppare relazioni che continuano oltre il campo di regata e coniugare passioni diverse, come si è celebrato negli anni nel corso dell’evento “Maxi On Cooking Star” in cui alta cucina e spirito racing hanno portato chef stellati a regatare al timone di imponenti scafi maxi per poi sfidarsi in cucina.
Questa visione si è concretizzata anno dopo anno, competizione dopo competizione, scegliendo di partecipare a eventi nazionali e internazionali in contesti straordinari, e, nel 2026, sono arrivate importanti conferme anche sul piano agonistico: dalla Regata Internazionale Brindisi–Corfù n. 40 dove Prosecco Doc Shockwave3 ha conquistato la Line Honours stabilendo il nuovo record assoluto dell’evento (104 miglia nautiche percorse in 6 ore, 23 minuti e 57 secondi, migliorando un primato che resisteva da 21 anni), alla prima partecipazione all’Aegean 600, una delle regate offshore più impegnative e spettacolari del Mediterraneo (605 miglia attorno al Mar Egeo, con partenza e arrivo a Capo Sounion), e dove il 90 piedi ha conquistato la Line Honours, al termine di una regata combattuta fino all’arrivo e conclusa con appena 2 minuti e 9 secondi di vantaggio su Aiolos.
Una rotta percorsa anche dai viticoltori del Carso: alla Barcolana 2026, infatti, nasce anche una collaborazione tra New Zealand Endeavour, Associazione Viticoltori del Carso e Gal Carso - Las Kras, a partire dalla randa con il nome “Mare e Vitovska in Morje”, e momenti di degustazione a bordo. New Zealand Endeavour è un maxi-yacht di 26 metri progettato da Bruce Farr e portato alla vittoria da Grant Dalton nella “Whitbread Round the World Race” 1993-94, il giro del mondo a vela oggi conosciuto come “The Ocean Race”. Fu una delle grandi protagoniste dell’epoca dei “maxi” e affrontò oltre 32.000 miglia. Dopo anni di inattività, New Zealand Endeavour, che ha trovato nel Golfo di Trieste il suo porto sicuro, nella Bora il vento che ha ricominciato a riempire le sue vele e nel Carso la terra che l’ha accolta, ed i cui vini porterà ora con sé nei mari che solcherà, è stata recuperata attraverso un importante progetto che ha avuto un obiettivo preciso: non lasciare che una parte della cultura del mare e della grande vela oceanica venisse dimenticata. Ed è proprio qui che il mare incontra davvero il Carso e la sua vitivinicoltura.

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