Da Enrico Crippa, chef del 3 stelle Michelin Piazza Duomo ad Alba (della famiglia Ceretto), a Mauro Uliassi, del 3 stelle Michelin Uliassi a Senigallia, da Davide Oldani del 2 stelle Michelin D’O a Cornaredo, a Michelangelo Mammoliti del 3 stelle Michelin La Rei Natura a Serralunga d’Alba, da Carlo Cracco, chef di Cracco in Galleria, 1 stella Michelin a Milano, ad Antonia Klugmann, chef de L’Argine a Vencò, 1 stella Michelin a Dolegna del Collio, da Moreno Cedroni del 2 stelle Michelin La Madonnina del Pescatore a Senigallia, ad Alessandro Borghese, chef presente in Guida Michelin con Il Lusso della Semplicità a Milano, da Cristina Bowerman di Glass Hostaria, 1 stella Michelin a Roma, al grande maestro pasticciere Iginio Massari con la Pasticceria Veneto a Brescia. Sono soltanto alcuni, tra i tanti (in focus l’elenco completo), delle chef e degli chef che, il 22 ottobre, in Sala Zuccheri a Palazzo Giustiniani al Senato della Repubblica a Roma, riceveranno il “Premio Luxury Food” 2026, ideato e curato dalla giornalista e docente universitaria Annalisa Cavaleri, e promosso su iniziativa del vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio.
Un riconoscimento assegnato a quei professionisti del settore della ristorazione capaci di custodire e rinnovare saperi e tradizioni, generare valore attraverso il proprio lavoro, lasciando al contempo una testimonianza significativa per le generazioni future. Il Premio propone, infatti, una lettura del lusso che vada oltre la sola esclusività economica e che metta, invece, al centro valori etici e relazionali come identità, cultura, creatività, etica, sostenibilità, artigianalità e valorizzazione dei territori.
Ad assegnarli un Comitato scientifico composto da Annalisa Cavaleri, giornalista, docente universitario, ideatore del Premio e autore del libro e manuale universitario “Luxury Food. Le parole chiave per strategie vincenti nell’enogastronomia di lusso”, Sebastiano Grandi, professore ordinario di Marketing all’Università Cattolica del Sacro Cuore e coordinatore Laurea Magistrale in Food Marketing e Strategie Commerciali, ed Alberto Mattiacci, professore ordinario alla Sapienza Università di Roma, Senior Fellow Luiss Business School e presidente Comitato scientifico Eurispes.
“La Cucina Italiana è stata riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco grazie alla qualità dei suoi ingredienti, al legame con i territori, alla connessione tra processi produttivi e tutela dell’ambiente e della biodiversità, al sistema di valori che porta con sé - spiega il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio - ma troppo spesso dimentichiamo queste virtù, che appartengono alla nostra identità culturale. Per questo, ho deciso di sostenere il progetto della dottoressa Annalisa Cavaleri e di ospitare in Senato la prima edizione di questo Premio, riservato a chi ci ricorda ogni giorno, con l’eccellenza del proprio lavoro, che cosa rappresenta il lusso nel settore enogastronomico italiano”.
Un Premio che è, al tempo stesso, sia “l’apice che l’inizio”, afferma Annalisa Cavalieri: “il frutto di anni di lavoro per la ridefinizione di un nuovo concetto di lusso made in Italy, basato non su “ostentazione e prezzo alto”, ma su nuove parole chiave come identità, etica, sostenibilità, tradizione, creatività, valore del territorio e del lavoro umano, collaborazione tra i vari settori del lusso. Ma anche un nuovo inizio per dire ai giovani di avere fiducia nel futuro, perché il made in Italy è valore inestimabile da difendere, fatto di ingredienti eccellenti e storie di persone che rendono grande ogni giorno il nostro Paese. E i professionisti a cui verrà assegnato il Premio Luxury Food ne sono l’esempio concreto”.
Prima del conferimento ufficiale del riconoscimento, e dopo i saluti istituzionali del vicepresidente del Senato Centinaio e del Ministro delle Imprese del Made in Italy, Adolfo Urso, in una tavola rotonda si parlerà di “Made in Italy, cultura e territori: il nuovo lusso a tavola”, moderata dal giornalista e scrittore Angelo Mellone, direttore Day Time Rai, e nella quale verrà annunciato anche il “Decalogo del nuovo Lusso Made in Italy”, che vede, tra i punti saldi, la Cultura come patrimonio di conoscenze sedimentate nel tempo, l’importanza del Territorio come fonte inesauribile di identità, l’Etica come principio guida, la forza del Capitale umano per preservare le radici, la Creatività come asset per l’innovazione, il valore Tempo e l’attenzione alla Sostenibilità. Il confronto sarà volto a ridefinire il concetto di “lusso enogastronomico”, allontanandosi dal falso modello di “ostentazione, spreco e prezzo alto” per riportare il lusso made in Italy a nuovi valori e a nuove parole chiave strategiche: valorizzazione dei territori e del lavoro umano, etica, identità, creatività, sostenibilità, rispetto delle tradizioni. Con al centro anche la creazione di valore nella ristorazione attraverso nuovi modelli di business, lo storytelling nell’alta ristorazione, il rapporto tra marketing e intelligenza artificiale, l’importanza della formazione per i “cuochi del futuro”, le iniziative reali per l’antispreco.
Focus - Le chef e gli chef che riceveranno il “Premio Luxury Food” 2026
Umberto Bombana: 8 e 1/2 Bombana - 3 stelle Michelin (Hong Kong)
Hélène Darroze: Hélène Darroze at The Connaught - 3 stelle Michelin (Londra)
Ana Roš: Hiša Franko - 3 stelle Michelin (Slovenia)
Paolo Casagrande: Lasarte - 3 stelle Michelin (Barcellona)
Sven Erik Renaa: Re-Naa - 3 stelle Michelin (Stavanger, Norvegia)
Massimiliano Alajmo: Le Calandre - 3 stelle Michelin (Padova)
Enrico Crippa: Piazza Duomo - 3 stelle Michelin (Alba)
Mauro Uliassi: Uliassi - 3 stelle Michelin (Senigallia)
Davide Oldani: D’O - 2 stelle Michelin (Milano)
Michelangelo Mammoliti: La Rei Natura - 3 stelle Michelin (Serralunga d’Alba)
Riccardo Monco: Enoteca Pinchiorri - 3 stelle Michelin (Firenze)
Enrico Bartolini: Enrico Bartolini al Mudec - 3 stelle Michelin (Milano)
Carlo Cracco: Cracco in Galleria - 1 stella Michelin (Milano)
Valeria Piccini: Da Caino - 2 stelle Michelin (Montemerano)
Antonio Guida: Seta del Mandarin Oriental - 2 stelle Michelin (Milano)
Anthony Genovese: Il Pagliaccio - 2 stelle Michelin (Roma)
Matteo Metullio e Davide De Pra: Harry’s Piccolo - 2 stelle Michelin (Trieste)
Antonia Klugmann: L’Argine a Vencò - 1 stella Michelin (Dolegna del Collio)
Daniele Lippi: Acquolina - 2 stelle Michelin (Roma)
Salvatore Elefante e Vincenzo Tedeschi: L’Olivo del Jumeirah Capri Palace - 2 stelle Michelin (Anacapri)
Jessica Rosval: Al Gatto Verde - 1 stella Michelin (Modena)
Moreno Cedroni: La Madonnina del Pescatore - 2 stelle Michelin (Senigallia)
Alessandro Borghese: Il Lusso della Semplicità - in Guida Michelin (Milano)
Domenico Candela: George Restaurant del Grand Hotel Parker’s - 2 stelle Michelin (Napoli)
Davide Guidara: I Tenerumi del Therasia Resort - 2 stelle Michelin (Vulcano, Isole Eolie)
Franco Pepe: Pepe in Grani - Maestro Pizzaiolo (Caiazzo)
Stefano Baiocco: Villa Feltrinelli - 2 stelle Michelin (Gargnano, Lago di Garda)
Cristina Bowerman: Glass Hostaria - 1 stella Michelin (Roma)
Alessandro Negrini e Fabio Pisani: Il Luogo di Aimo e Nadia - 1 stella Michelin (Milano)
Iginio Massari: Pasticceria Veneto - Maestro Pasticciere (Brescia)
Pasquale D’Ambrosio: Capogiro del 7Pines Resort - 1 stella Michelin (Arzachena, Sardegna)
Francesco Apreda: Idylio by Apreda al The Pantheon Iconic Rome - 1 stella Michelin (Roma)
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