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L’EVENTO

Il futuro del vino di scena al “Merano Wine Festival” n. 35, tra degustazioni, scienza e cultura

Helmuth Köcher: “nasce il Merano Wine Observatory, per capire come verrà prodotto, venduto, consumato e percepito il vino tra 5, 10 o 20 anni”
HELMUT KOCHER, MERANO WINE OBSERVATORY, MERANO WINEFESTIVAL, THE WINEHUNTER, WINE HUNTER AWARDS, Italia
La presentazione del Merano Wine Festival n. 35 (6-9 novembre), al Senato

L’eccellenza nel calice, lo sguardo rivolto al futuro, tra consumi, ricerca e critica, per comprendere meglio le dinamiche di un settore in profondo cambiamento, anche grazie alle indicazioni che arriveranno da un nuovo osservatorio che sarà lanciato ad hoc. Sono, in estrema sintesi, gli atout del Merano WineFestival n. 35, di scena al Kurhaus di Merano dal 6 al 10 novembre, presentato, oggi a Roma, in una location di alta rappresentanza istituzionale, la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, con il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio a fare gli onori di casa, il fondatore di Merano WineFestival, “The WineHunter” Helmuth Köcher, e, tra gli altri, il presidente dell’Agenzia Ice Matteo Zoppas, ed il sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura Luigi D’Eramo. Una kermesse storica (della quale WineNews sarà media partner) che vivrà cinque giornate di festival, con 810 aziende presenti con oltre 2.600 prodotti in degustazione, e più di 100 produttori da 21 Paesi esteri. E con la prima novità annunciata da Köcher per l’edizione di quest’anno, che è l’istituzione del Merano Wine Observatory, operativo dal 2027, per analizzare, interpretare e anticipare i cambiamenti di un settore sempre più alle prese con scenari sfidanti sia a livello geopolitico che climatico.
“Il Merano WineFestival non è solo l’assaggio di vini - ha sottolineato Helmuth Köcher - ma guarda verso il futuro. Lo slogan che ho voluto lanciare, che “il futuro del vino passa passa da Merano”, è la realtà. Questa manifestazione vuole mettere in scena la biodiversità, l’eleganza e il fascino di tutti i territori, e dare anche spazio ai trend sul mercato. Ed uno dei più importanti, anche secondo tanti produttori, è quello dei vini low alcohol, che porta ad avvicinare al consumo soprattutto i giovani. Con l’osservatorio vogliamo capire come verrà prodotto, venduto, consumato e percepito il vino tra 5, 10 o 20 anni”.
“Il Merano WineFestival è uno dei più importanti eventi sul vino in Italia e non solo. Presentare la trentacinquesima edizione in Senato significa dimostrare l’attenzione delle istituzioni verso questa manifestazione, che è una vetrina di eccellenze del nostro Paese, sia da bere che da mangiare”, ha detto il vicepresidente del Senato e senatore della Lega, Gian Marco Centinaio. Che ha aggiunto: “chi visita il Merano WineFestival non ha solo l’opportunità di assaggiare vini e prodotti gastronomici di alta qualità, ma può anche parlare con i produttori, approfondire la conoscenza dei territori di origine, comprendere, insomma, la storia e le origini di un prodotto, che è legato indissolubilmente al luogo da cui proviene. Dobbiamo insistere su questi aspetti per costruire la giusta comunicazione attorno al vino. È un aspetto fondamentale, perché dobbiamo aiutare a sviluppare un consumo consapevole e di qualità del vino anche in chi non è un esperto o un sommelier”.
“L’attività di promozione delle aziende e dei territori che fa il Merano WineFestival è importante, e noi - ha aggiunto nel suo messaggio il presidente di Ice Agenzia, Matteo Zoppas - anche grazie ai fondi aggiuntivi che ci ha affidato il Governo, anche grazie al Tavolo Vino voluto dalla presidente Giorgia Meloni, abbiamo raddoppiato l’incoming su Merano, riconoscendo in questo evento una vocazione internazionale sempre più forte. Dobbiamo creare sempre più momenti di incontro tra domanda e offerta, non solo per le grandi aziende, ma anche per le realtà medio-piccole. Noi come Ice continuiamo nella nostra missione sia nelle fiere in Italia che in quelle all’estero, nelle missioni imprenditoriali e con i nostri 90 uffici nel mondo, dobbiamo continuare a sostenere il vino italiano che vale poco meno di 8 miliardi di euro all’export, sui 643 miliardi di euro di export italiano complessivo, e merita di essere supportato e affiancato sempre di più, con le imprese che vanno agevolate con tutte le misure di cui possono beneficiare i nostri imprenditori”.
Altra novità che ha animato la conferenza al Senato è stato l’annuncio dei quattro vini che hanno ottenuto, per la prima volta dall’istituzione del riconoscimento, il punteggio perfetto di 100/100 dei  “WineHunter Award Platinum”. Il massimo dei voti è stato assegnato a quattro etichette iconiche, espressione di altrettanti territori e stili produttivi: l’Alto Adige Terlano Doc Rarity 2013 della celeberrima Cantina Terlano, perché è “l’espressione di una filosofia enologica che ha reso Cantina Terlano un punto di riferimento per la straordinaria longevità dei grandi vini bianchi dell’Alto Adige. Una testimonianza della capacità del vino bianco italiano di sfidare il tempo e trasformarlo in bellezza”; la Vernaccia di Oristano Doc Riserva 1998 di Attilio Contini, che “racconta una Sardegna antica, profonda e identitaria. Una cultura, una memoria e un patrimonio enologico che meritano di essere consegnati alle generazioni future”; ancora, il Vin Santo di Montepulciano Doc Occhio di Pernice 2012 di Avignonesi, tra le cantine di riferimento del territorio toscano, che “è il racconto liquido del tempo: raro, meditativo, capace di trasformare un’antica tradizione toscana in un’esperienza di straordinaria contemporaneità. Una delle espressioni più affascinanti e preziose della tradizione toscana del Vin Santo”; ed il Trentodoc Perlè 2002 di Ferrari Trento, icona della spumantistica italiana e del territorio delle “bollicine di Montagna” del Trentino, perché “racconta una delle grandi storie della spumantistica italiana, nata nel Trentino di inizio Novecento dalla visione di Giulio Ferrari. La dimostrazione che le grandi bollicine italiane possono attraversare i decenni e confrontarsi con le più importanti espressioni mondiali del Metodo Classico”.
Guardando più in dettaglio al programma, Merano WineFestival si aprirà il 6 novembre con una cerimonia d’apertura di respiro internazionale: protagonista il brindisi inaugurale in collegamento con Tokyo, dove in contemporanea si tiene la prima edizione di Merano WineFestival Japan. Ma sarà anche il giorno di “TasteTerroir - bio&dynamica”, tra vini biologici, biodinamici, naturali, da vitigni Piwi. Spazio anche alla viticoltura sostenibile, alla vinificazione in anfora, all’affinamento “underwater”, alle migliori espressioni del Riesling e, infine, al percorso d’eccellenza “Cult Oenologist”, dedicato ai migliori enologi italiani selezionati da Helmuth Köcher: il compianto Franco Bernabei, Carlo Ferrini, Luca D’Attoma, Riccardo Cotarella, Alessandro Cellai, Gianni Menotti, Paolo Caciorgna, Paolo Vagaggini e Gabriele Gadenz. Mentre al Teatro Puccini sarà di scena la cerimonia di premiazione dei “WineHunter Award Platinum”, con la consegna dei 5 speciali “Honour Award” e dei riconoscimenti ai “Cult Oenologist”. E ancora, ci sarà la classica Gala Dinner alla Kurhaus, realizzata in collaborazione con Teritoria, collezione di oltre 300 Maisons e Tables sensationnelles in Europa, presieduta da Alain Ducasse. Un viaggio attraverso cinque territori e cinque diverse espressioni dell’eleganza: dalla purezza interpretata dagli chef Sara Bertocchi e Fabrizio Molteni (Frosch), al legame tra territorio, radici e memoria espresso dallo chef Massimo Spigaroli (Antica Corte Pallavicina - 1 Stella Michelin), per poi passare all’armonia, nel primo piatto a cura dello chef Arcangelo Tinari (Villa Maiella - 1 Stella Michelin), al carattere dello chef Giacomo Devoto (Locanda de’ Banchieri - 1 Stella Michelin) e, infine, alla bellezza, nel dessert della chef Anna Ghisolfi, alla guida ristorante che porta il suo nome. In una cena che vedrà anche la premiazione delle 5 “WineHunter Stars” dell’edizione 2026, le stelle che illuminano l’enogastronomia italiana: l’enologo Roberto Cipresso è la Winemaker Star; il maître-sommelier di Osteria Francescana, Beppe Palmieri riceverà la Wine Manager Star; a Giuseppe “Peppone” Calabrese la Wine&Food Tv Host Star (e che sarà premiato dal direttore di WineNews, Alessandro Regoli, che, nel 2025 ha ricevuto il riconoscimento come miglior “Wine & Food Journalist Web”, ndr); la Wine Artist Star in memoria di Livio Felluga, che sarà consegnata al figlio Filippo Felluga; mentre la Master of Wine Cristina Mercuri, prima donna a conseguire questo titolo in Italia, riceverà la Communication Star.
Dal 7 al 9 novembre, poi, il Festival riempirà il Kurhaus con oltre 350 aziende vitivinicole nella sezione Wine Italia, oltre 100 produttori da 12 Paesi diversi (tra cui Libano, Moldavia, Georgia, Azerbaigian, Brasile, Argentina, Sud Africa) per Wine International e oltre 120 etichette selezionate nella WineHunter Area servite in degustazione dai sommelier Fisar Alto Adige. Tra le novità, la selezione “Next Platinum” con i prodotti che hanno raggiunto il vertice della propria fascia di premio, e le etichette premiate con la Gran Medaglia d’Oro al Mondial des Vins Extrêmes, concorso internazionale indetto ogni anno dal Cervim, assoluto riferimento nel campo della viticoltura eroica e di montagna. Dal 6 al 9 novembre nella GourmetArena, in contemporanea, 150 aziende porteranno in scena prodotti gastronomici, birre e distillati da tutta Italia, insieme a un ricco palinsesto di showcooking e abbinamenti d’autore. Qui trovano spazio anche l’area No-Low Alcohol, focalizzata sulle nuove tendenze del bere a gradazione alcolica ridotta o nulla, e la WineHunter Rosé Selection, dedicata alle migliori espressioni del bere in rosa. E ancora, tornerano le WineHunter Masterclass, nelle sale dell’Hotel Terme Merano, ma ci saranno anche spazi dedicati al networking B2w come il “Wh Buyers’ Club” e la “Ice Buyers Area”.
Ma, come detto, Merano WineFestival sarà anche luogo di confronto del settore e di approfondimento. In collaborazione con la “International Viticulture & Enology Society”, “Connected Reality” e “ForTeam”, torna anche nel 2026 il Summit “Respiro e Grido della Terra”, previsto per il 6 novembre al Teatro Puccini. Il programma prevede l’introduzione di Helmuth Köcher e di Julien Dumercq, direttore Ives - International Viticulture and Enology Society. A seguire, la presentazione di cinque ricerche scientifiche nel campo della viticoltura e dell’enologia a cura di Francesco Mirone e Sara Zanella del Centro Interdipartimentale per la Ricerca in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Padova, di Valeria De Rosa del Centro Agricoltura Alimenti Ambiente dell’Università di Trento, di Matteo Migliorini dell’Università di Verona, e di Emanuele Boselli dell’Università di Bolzano. Ma nel programma di Merano WineFestival ci saranno anche alcuni momenti di approfondimento e di scoperta di interessanti storie legate al mondo del vino. Si inizia sempre il 6 novembre al Teatro Puccini con Laura Donadoni che presenterà il progetto europeo “Grapes of Change”, finalizzato a promuovere la parità di genere nel mondo del vino. Il 7 novembre, nella Zedern Lounge dell’Hotel Terme Merano, Camilla Lunelli, ai vertici di Ferrari Trento presenterà “Un’arte di famiglia”, il volume uscito ieri per Sperling & Kupfer nel quale racconta il suo percorso personale e professionale, dalla cooperazione internazionale in Africa al ritorno in Trentino nell’azienda di famiglia; a seguire, nella stessa location, Chiara Giorleo presenterà “Vino, donna. Storie e passioni di 90 protagoniste del cambiamento”, raccolta di interviste a protagoniste del mondo del vino edita da Luciano Pignataro; infine, al Museo delle Donne sarà di scena “Voci nei calici”, un brindisi che mette in dialogo il patrimonio storico del Museo cittadino e le eccellenze autoctone delle Donne del Vino del Trentino-Alto Adige. L’8 novembre, la Zedern Lounge ospiterà la presentazione di “L’Alto Adige in un calice. Vignaioli del Burgraviato” a cura di Mario Vacca per Edizioni Nisroch; a seguire, ci sarà la presentazione della nuova edizione della guida “I Vini del Cuore” di Olga Sofia Schiaffino, con prefazione di Marco Sciarrini. Infine, la giornalista e sommelier Antonella Amodio presenterà la nuova edizione di “Calici & Spicchi - Atlante mondiale della pizza e del vino in 100 abbinamenti”. Il tutto all’insegna di “eleganza e bellezza”, la parole chiave dell’edizione n. 35 del Merano WineFestival, secondo Helmuth Köcher.

Cristina Latessa

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