“Mio cugino Mario è sempre stato un pensatore libero e anticonformista, guidato dall’innata curiosità di svelare le storie italiane più vere, oltre ogni cliché. Desiderava dare voce all’Italia dei piccoli produttori con uno sguardo inedito. Il suo straordinario equilibrio tra ragione, passione e genialità gli ha consentito di costruire un percorso creativo unico, che rappresenta ancora oggi un modello assoluto a cui ispirarsi”: è Chiara Soldati, Cavaliere del Lavoro e ceo della Cantina La Scolca, a Gavi, a tracciare il ritratto più intimo e familiare di Mario Soldati, in occasione della tappa milanese del roadshow internazionale, da lei voluto insieme all’Associazione Mario Soldati, dedicato al celebre regista e scrittore, in occasione dei 120 anni dalla nascita. L’iniziativa, inaugurata a Roma lo scorso 18 maggio, proseguirà in autunno nelle prestigiose cornici di New York (26 ottobre) e Londra (18 novembre). Insieme a Chiara Soldati, un panel di relatori d'eccezione - tra cui Paolo Verri, direttore Fondazione Mondadori, Giuseppe D’Avino, presidente Strega Alberti Benevento, Arturo Artom, imprenditore e autore del libro “La Nuova Intelligenza”, e Maddalena Fossati, direttrice della storica rivista de “La Cucina Italiana” e presidente del Comitato promotore del riconoscimento Unesco della cucina italiana - ha esplorato la sorprendente attualità del pensiero di Soldati, mettendolo in dialogo con le profonde trasformazioni della comunicazione e della società contemporanea.
Un intellettuale libero, un regista visionario e un narratore capace di anticipare i tempi. A 120 anni dalla nascita, la figura di Mario Soldati torna protagonista per il suo straordinario contributo alla cultura italiana, celebrato oggi per il genio, il coraggio e lo spirito pionieristico con cui ha saputo raccontare l’enogastronomia e il patrimonio del vero Made in Italy. Ad aprire i lavori è stato Paolo Verri, direttore Fondazione Mondadori e moderatore dell’incontro: “Mario Soldati è stata una figura incredibilmente poliedrica e innovativa, capace di attraversare linguaggi e discipline diverse con uno sguardo sempre originale. Ha influenzato la cultura italiana seguendo tre direttrici fondamentali: l’immagine, con il cinema e la pittura; l'esperienza del gusto, cogliendo e raccontando l’essenza dell’enogastronomia; e lo storytelling del Made in Italy, dando voce all’artigianalità e ai protagonisti del “saper fare”. A questo si unisce il grande romanziere, capace di esplorare “il mondo del possibile” e di invitarci, ancora oggi, a interpretare la realtà attraverso prospettive nuove”.
Un ponte inaspettato tra il passato letterario e le frontiere del futuro è stato delineato da Giuseppe D’Avino, presidente Strega Alberti Benevento e membro dei comitati direttivi del Premio Strega: “Soldati vinse il Premio Strega nel 1954 con “Le Lettere di Capri”. Oggi la sua eredità ci spinge a riflettere sul delicato rapporto tra creatività umana e Intelligenza Artificiale nell’arte. Un tema dirompente, come dimostrano le recenti discussioni sull’esclusione di autori dal Premio Strega per l’uso dell’Ia. In una fase storica di grandi cambiamenti tecnologici, il dibattito è quanto mai aperto e sfidante”.
Sulla stessa linea di pensiero è intervenuto Arturo Artom, imprenditore e autore del libro “La Nuova Intelligenza”: “Soldati è estremamente contemporaneo: aveva compreso che, una volta acquisito un metodo, lo si può applicare a contesti e linguaggi differenti. Oggi il mondo delle competenze esclusivamente verticali è finito. L’Ia ci obbliga a ripensare come valorizziamo il talento. È un messaggio cruciale per i giovani: il mondo del lavoro richiede “menti orizzontali”, capaci di interpretare la complessità in tutte le sue sfaccettature”.
A chiudere le riflessioni sull’enogastronomia, Maddalena Fossati, direttrice de “La Cucina Italiana” e presidente del Comitato promotore del riconoscimento Unesco della cucina italiana: “Soldati ha svolto un lavoro fondamentale restituendo dignità alla cucina semplice. Non amava definirsi “gourmet”; era l’uomo che raccontava il contadino e il buon prodotto italiano. Ha compreso tra i primissimi che la cucina è cultura, toccando l’anima più sensibile del Paese”. Al termine del dibattito, Rossella Marino, curatrice, ed Edoardo Zambelli, autore e docente di scrittura, hanno accompagnato gli ospiti alla scoperta del percorso espositivo “Mario Soldati negli Archivi Mondadori”. Un viaggio emozionante costruito attraverso le carte conservate dalla Fondazione: lettere, fotografie, documenti originali e le storiche prime edizioni di capolavori come “America primo amore”, “Lo Smeraldo”, “L’Architetto” e l’indimenticabile “Vino al vino”.
Il viaggio nella memoria e nel genio di Mario Soldati prosegue su scala globale con due appuntamenti di assoluto rilievo: a New York (26 ottobre) l’iniziativa si inserirà nel programma ufficiale di Vinitaly Usa by Veronafiere. A Londra (18 novembre) l’incontro sarà ospitato nella prestigiosa cornice congiunta dell’Istituto Italiano di Cultura e dell’Ambasciata d’Italia nella “Settimana della Cucina Italiana nel Mondo”, edizione n. 11, che quest’anno avrà come tema “Cucina Italiana Patrimonio Unesco: territori e filiere d’eccellenza”.
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