I vitigni Piwi, per alcuni, sono poco più di una curiosità enologica, per altri rappresentano invece un bel pezzo di futuro di una viticoltura che dovrà andare verso vigneti sempre più sostenibili, resistenti alle malattie ed al cambiamento climatico, e pensati per un minore consumo di acqua. Ma in ogni caso, ora c’è chi vuole aprire alla possibilità (che poi andrà eventualmente gestita dalla varie denominazioni) del loro impiego nei vini Doc e Docg in Italia (come già, peraltro, prevede la normativa europea), con una modifica al Testo Unico del Vino. Proposta lanciata dall’Oltrepò Pavese, a Voghera, in un convegno sul nel quadro di “50 sfumature di Pinot Noir”, dal senatore della Lega e vicepresidente del Senato (ed ex Ministro delle Politiche Agricole) Gian Marco Centinaio, e dalla deputata Antonella Forattini, capogruppo Partito Democratico nella Commissione Agricoltura della Camera, che hanno promesso una iniziativa parlamentare “bipartisan” per arrivare all’obiettivo, raccogliendo gli spunti di alcuni dei relatori, tra cui i professori Attilio Scienza e Luciano Brancadoro, e l’enologo Nicola Biasi, che ha puntato forte proprio sui vitigni Piwi.
Ad oggi, in Italia, è stato ricordado, risultano 36 varietà Piwi iscritte nel Registro nazionale delle varietà di vite, 18 a bacca bianca e altrettante a bacca nera. La coltivazione di almeno alcune di queste varietà è autorizzata in Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Lazio e Campania, con differenti disposizioni regionali. Le aziende possono impiegarle nella produzione di vini Igt, purché rispettino le norme locali e i relativi disciplinari.
Come, dunque, alcuni vorrebbero ora poter fare anche nelle Doc e nelle Docg, lasciando ovviamente ai consorzi che le gestiscono e le tutelano la possibilità di introdurli o meno. E con Centinaio e Forattini che, ora, hanno assunto pubblicamente l’impegno di attivarsi nelle prossime settimane, con l’obiettivo di completare il percorso prima della fine della legislatura.
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026



























































































































































































