È scattata la raccolta delle castagne italiane che quest’anno vedranno un calo della produzione del -25% sul 2025, dovuto principalmente agli effetti del cambiamento climatico, con il caldo che potrebbe aver fatto diminuire le rese, anche se la qualità si annuncia ottima. Sono le prime stime Coldiretti su quello che è uno dei tradizionali simboli dell’autunno, ma che, negli ultimi anni, ha visto anche una crescente attenzione legata alle proprietà salutistiche, evidenziate dalle ultime ricerche scientifiche.
Le castagne contengono amido resistente, che contribuisce al benessere del microbiota intestinale, e sono ricche di fibre, sali minerali e potassio - rileva Coldiretti - elementi preziosi per sostenere l’organismo durante l’attività sportiva, oltre ai flavonoidi per la salute cardiovascolare. Apportano, inoltre, polisaccaridi associati a effetti benefici sulla fertilità maschile e polifenoli dalle proprietà antiossidanti. Naturalmente prive di glutine, rappresentano un alimento adatto anche all’alimentazione dei bambini, grazie alle loro caratteristiche nutrizionali e alla buona digeribilità. Accanto al lato salutistico, la castanicoltura resta una risorsa strategica per l’economia delle aree interne - continua Coldiretti - oltre a garantire reddito alle imprese agricole, i castagneti contribuiscono alla tutela del territorio, alla prevenzione del dissesto idrogeologico e al contrasto dell’abbandono delle montagne.
La raccolta delle castagne avviene, però, per oltre il 60% ancora manuale, risentendo della carenza di manodopera nelle aree montane. Per sostenere il settore servono innovazione tecnologica, nuovi sbocchi commerciali e sistemi di conservazione più efficaci, in grado di rafforzare la competitività delle produzioni italiane.
Per acquistare castagne italiane, Coldiretti consiglia di verificare l’origine in etichetta. Nel 2025 le importazioni hanno superato i 14 milioni di chili, soprattutto da Turchia, Grecia, Portogallo e Spagna. Per le castagne fresche, mercati di Campagna Amica, sagre e vendita diretta sono occasioni per scegliere prodotto italiano. Restano, invece, criticità per i trasformati, come la farina di castagne, per i quali la provenienza non è sempre chiaramente identificabile.
L’Italia è il primo produttore europeo di castagne e marroni, con una produzione di alta qualità molto apprezzata anche al di fuori dei confini nazionali. La superficie in produzione ammonta a quasi 40.000 ettari, di cui oltre un terzo in Campania, prima regione produttrice davanti a Calabria, Piemonte, Lazio e Toscana, mentre il valore alla produzione è stimato in 200 milioni di euro. Sono 16 i prodotti a denominazione legati al castagno e riconosciuti a livello europeo: Marrone di San Zeno Dop (Veneto), Marrone di Caprese Michelangelo Dop (Toscana), Farina di Neccio della Garfagnana Dop (Toscana), Farina di Castagne della Lunigiana Dop (Toscana), Castagna di Vallerano Dop (Lazio), Castagna di Montella Igp (Campania), Marrone di Roccadaspide Igp (Campania), Marrone di Serino/Castagna di Serino Igp (Campania), Marrone di Castel del Rio Igp (Emilia Romagna), Marrone di Combai Igp (Veneto), Marrone del Monfenera Igp (Veneto), Castagna Cuneo Igp (Piemonte), Marrone della Valle di Susa Igp (Piemonte), Castagna del Monte Amiata Igp (Toscana), Marrone del Mugello Igp (Toscana) e Castagna di Roccamonfina Igp (Campania).
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