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IMPRESA E TERRITORIO

Un atto di fede nel futuro del vino: la nuova “Cantina Viva” by Zorzettig, in Friuli

Un investimento di 10 milioni di euro, tra produzione ed accoglienza. Annalisa Zorzettig, a WineNews: “il vino si berrà sempre, crediamoci”

“Devo e dobbiamo credere nel futuro del vino. Non c’è alternativa. E poi, come diceva sempre mio padre (Giuseppe Zorzettig, storico viticoltore dei Colli Orientali del Friuli che ha reso celebre ed affermata la secolare azienda Zorzettig, fondata nel 1874, ndr), il vino si berrà sempre. Cambieranno i consumi, il modo di berlo, ci sarà sempre da lottare sul mercato. E anche lui, se fosse vivo oggi, direbbe che un’epoca come questa, con tutte le difficoltà legate ad un mercato e ad un mondo del vino globalizzati, non si era mai vista, ma che con correttezza, voglia di fare e senza paura, si deve guardare avanti. Io tengo al mio Friuli, e spero che tutti noi produttori di queste zone meravigliose, dal Collio ai Colli Orientali del Friuli, all’Isonzo, abbiamo la grinta, la voglia e la tenacia che hanno sempre avuto i friulani, per andare avanti come abbiamo sempre fatto, anche se non è facile”. Così, a WineNews, Annalisa Zorzettig, custode di una delle più importanti esperienze vitivinicole del Friuli Venezia Giulia, che, oggi, a Spessa di Cividale, nel cuore dei Colli Orientali del Friuli, ha inaugurato la sua nuova “Cantina Viva” - con un investimento importante, intorno a 10 milioni di euro - alla presenza, tra gli altri, del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida (con il quale abbiamo fatto il punto su vari aspetti della filiera del vino), del presidente Ice Agenzia, Matteo Zoppas (al quale abbiamo fatto una video intervista online nei prossimi giorni, ndr) e dell’ex politico, giornalista, direttore de “Il Giornale” e friulano appassionato di vino, Tommaso Cerno (qui l’intervista con WineNews). Un progetto, quello della nuova “Cantina Viva” by Zorzettig (che mette insieme 120 ettari vitati nelle principali aree dei Colli Orientali del Friuli, di cui 15 con vigne ultracentenarie, per una produzione intorno alle 800.000 bottiglie all’anno, sugli 8 milioni di euro di fatturato ed una quota export intorno al 55%) che, spiegano dalla cantina, “nasce dalla necessità di ripensare gli spazi di lavoro in modo più funzionale, ma diventa anche la traduzione concreta del percorso di evoluzione che negli ultimi anni ha ridefinito l’identità dell’azienda”.
Una nuova cantina con parti nuove e moderne che si integrano a quelle storiche, come la barricaia, immaginata e realizzata come un luogo in cui “convivono lavoro, ospitalità, cultura e convivialità”, con una grande attenzione anche all’enoturismo. Con l’apertura di “Cantina Viva” che coincide con una nuova fase sul piano enologico, visto che, dal 2026, Zorzettig collabora con l’enologo Luca D’Attoma, tra i più affermati in Italia, “in un percorso fondato sull’equilibrio del vigneto, sull’attenzione alla biodiversità e sulla capacità del vino di restituire con autenticità il carattere del luogo da cui proviene”.
Per un investimento importante, che, ha spiegato ancora Annalisa Zorzettig (che dal Ministro Lollobrigida ha anche ricevuto il riconoscimento di “Ambasciatrice della Cucina Italiana” nel mondo, ndr), è fatto nel nome - e con gratitudine - di chi c’è stato prima, come il padre Giuseppe, al fianco del quale la produttrice ha sempre lavorato, respirando quotidianamente la “terra friulana” in quel paesino, Spessa di Cividale, “che, da piccola, mi sembrava l’ombelico del mondo”. Ma fatto anche con lo sguardo rivolto al futuro, alle generazioni che verranno dopo, quelle della figlia, e della nipote, e per restituire qualcosa a quelle future e ad un territorio bello e difficile, quello del Friuli, da sempre terra di confine. E che ha formato l’identità di tanti friulani, compresa quella di Annalisa Zorzettig. Un’identità fatta, soprattutto, di tenacia, e della voglia di non fermarsi mai, guardando sempre avanti.

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