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TURISMO ENOGASTRONOMICO

Agrituristi, da inizio 2026 in Italia 33 milioni: l’8% cerca cantine, frantoi e Strade del Vino

Lo stato dell’arte del comparto consolidato, che riflette sul futuro, tracciato al “Forum di Agriturist” (Confagricoltura) dall’Isnart
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Agrituristi, da inizio 2026 in Italia 33 milioni

Sono 33 milioni i turisti (di cui 18,5 stranieri, in crescita del 3% sul 2025) che, da inizio 2026, hanno scelto vacanze che tengono insieme natura, cultura ed enogastronomia. Un segmento in cui gli agriturismi italiani - oltre 25.000 quelli attivi in Italia - la fanno da padrone, grazie alla loro posizione, che permette di muoversi agevolmente tra territori naturali, borghi storici, aree archeologiche ed esperienze enogastronomiche. Il 62% degli agrituristi è, infatti, alla ricerca di centri storici da visitare, il 12% di parchi naturali e aree protette, l’11% sceglie le botteghe artigiane, mentre l’8% vuole visitare cantine, frantoi, Strade del Vino, ma anche dell’olio, a conferma anche di quanto il turismo enogastronomico sia un trend sempre più sviluppato e ricercato. Lo rileva un recente report di Isnart, l’istituto di ricerca sul turismo di Unioncamere, presentato, nei giorni scorsi al “Forum di Agriturist” a Rimini, e dove Confagricoltura ha delineato lo stato dell’arte del comparto, tra numeri e case history, in un convegno. Dati, quelli di Isnart, che confermano anche un altro elemento positivo: il flusso di visitatori che sceglieranno un agriturismo è destinato a crescere. Da inizio settembre, infatti, le strutture del settore hanno già registrano un livello di prenotazione per novembre e dicembre, in media, del 35%.
L’agriturismo sta vivendo una fase non solo di consolidamento, ma anche di riflessione sull’importanza crescente che ricoprirà nel futuro del settore primario, con la ricezione turistica che si conferma uno dei canali più importanti per le aziende agricole che vogliono investire sulla diversificazione della propria attività. La propensione alla multifunzionalità è sempre più forte tra le imprese del settore primario, che stanno attraversando una fase particolarmente difficile per diversi fattori: il clima, che colpisce le produzioni, la crisi geopolitica, che fa lievitare i costi di produzione e colpisce il potere d’acquisto dei cittadini, e gli scambi commerciali internazionali.
Una “policrisi”, come l’ha definita il dg Confagricoltura, Roberto Caponi, da affrontare con nuove strategie non solo produttive, ma anche di vendita dei propri prodotti: “bisogna, quindi, mettere le imprese agricole nelle condizioni di poter affrontare la sfida con progetti di formazione del personale e con strumenti per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro”, ha detto, facendo riferimento a ConfagriJob, la piattaforma realizzata da Confagricoltura insieme a Indeed e Umana.
“Le imprese agricole e zootecniche sono le protagoniste del settore agrituristico con le loro produzioni e le loro strutture - ha dichiarato il presidente Agriturist, Augusto Congionti - gli agriturismi devono rappresentare il giusto equilibrio tra passato e futuro, tra identità, tradizione e innovazione”.

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