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IL RICONOSCIMENTO

A Palazzo Chigi i “Maestri dell’arte della cucina italiana”. Per il vino premiato Riccardo Cotarella

Riconoscimenti anche per Iginio Massari, Carlin Petrini e Massimo Bottura, consegnati dalla premier, Giorgia Meloni, e dal Ministro Lollobrigida

Tradizione, cultura, identità, valore, passione. Ecco i tags utilizzati dai “Maestri dell’arte della cucina italiana” premiati oggi nel Chiostro di Palazzo Chigi, alla presenza di numerosi studenti iscritti negli istituti alberghieri, dalla Premier Giorgia Meloni e dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida: termini scelti per definire la nostra cucina, candidata a Patrimonio Immateriale Unesco, punto cardinale sul quale sono ruotati gli otto riconoscimenti assegnati, a seconda delle caratteristiche e del settore di riferimento del “Maestro”. Un premio che il Governo ha voluto celebrare, nella prima edizione, in uno dei luoghi di maggior pregio della sua sede. “Uno dei luoghi più simbolici e solenni - ha detto la premier Giorgia Meloni (nel focus il suo discorso integrale) - delle nostre istituzioni, dove di solito il Presidente del Consiglio, in questo luogo, come sanno bene gli ambasciatori, riceve i propri omologhi, qui ci sono schierati reparti d’onore, suonano gli inni nazionali. Insomma, è un luogo molto solenne per il nostro lavoro e noi abbiamo voluto che questa cerimonia si celebrasse esattamente in questo luogo. Per una ragione precisa: noi oggi abbiamo consegnato un riconoscimento che non esisteva. Aggiungo che incredibilmente non esisteva. Incredibilmente nessuno fin qui aveva pensato a un modo per valorizzare il contributo di chi, con la sua opera, con il suo ingegno, con la sua passione, con la sua competenza, esalta ogni giorno il prestigio della cucina italiana e facendolo rende lustro alla nostra Nazione, valorizza il nostro straordinario patrimonio enogastronomico, lo rende apprezzato e desiderato in tutto il mondo”. Professionisti che si possono, dunque, fregiare del titolo di “Maestro”, appunto. Quello per l’arte vitivinicola è andato a Riccardo Cotarella, “enologo di fama internazionale, ha dato un contributo decisivo alla crescita e alla valorizzazione del vino italiano nel mondo. Fondatore dell’Azienda Famiglia Cotarella e presidente Assoenologi, è anche docente universitario e promotore di numerosi progetti formativi che valorizzano il vino come patrimonio culturale. Il suo impegno sociale si riflette in progetti inclusivi come l’esperienza con la Comunità di San Patrignano. Riconosciuto con importanti onorificenze, continua a rappresentare l’eccellenza enologica italiana con passione, rigore e visione”, si legge nella motivazione. “Un premio che mi impegnerà ancora di più nell’amare il vino - ha detto Riccardo Cotarella - un bene prezioso che dobbiamo mantenere al di là di ogni fattore estraneo. La dedica è per i produttori perché il settore vive un momento di attenzione, ma posso rassicurare: il vino è più forte di tutto e noi enologi siamo in 5.000 in trincea insieme a loro per difendere un prodotto storico e culturale che non può essere minimamente offuscato da fattori esterni”. Il riferimento, tra gli altri, è anche alla minaccia dei dazi sull’agroalimentare europeo da parte del presidente statunitense Donald Trump (il cui annuncio dovrebbe arrivare stasera alle 22 ora italiana, ndr): “ne faremmo volentieri a meno, ma mi preoccupano fino ad un certo punto - ha affermato Cotarella, a margine dell’evento - non so quanto gli americani siano disposti, per un 25% in più, a rinunciare al piacere del vino italiano. Spero non arrivino, ma nel caso ci difenderemo grazie alla qualità del nostro prodotto. Che è insostituibile”.
“Questa cerimonia non è solo una celebrazione del presente. È soprattutto uno sguardo verso il futuro. Ed è a voi, ragazze e ragazzi delle scuole alberghiere e agrarie, che oggi voglio rivolgermi con particolare attenzione. Perché tra voi potranno esserci futuri maestri. Siete voi che, con impegno e passione, raccoglierete il testimone di chi oggi premiamo se ne sarete all’altezza. Oggi non celebriamo solo chi ha già raggiunto l’eccellenza. Celebriamo anche la possibilità di trasmetterla. Perché uno degli aspetti più preziosi di questo riconoscimento è proprio questo: i Maestri premiati saranno coinvolti nel dialogo con il mondo della scuola, per raccontare la loro esperienza, trasmettere competenze, ispirare i talenti di domani”, ha detto il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.
Tra gli altri premiati, il “Maestro dell’arte della gastronomia italiana” è stato conferito Carlin Petrini, fondatore Slow Food, per il suo impegno che coniuga qualità del cibo, biodiversità e diritti delle comunità locali, grazie a eventi come Cheese e Terra Madre Salone del Gusto e progetti come gli Orti in Africa e i Presìdi Slow Food. “La gratitudine è anche per i miei compagni di viaggio che hanno saputo trasmettere conoscenze e cultura che sono alla base nel nostro grande patrimonio alimentare - ha detto in un videomessaggio - mi auguro che questo sapere sia trasmesso alle nuove generazioni, anche attraverso l’introduzione dell’educazione alimentare nelle scuole”. Il riconoscimento al “Maestro dell’arte della cucina italiana”, invece, è andato Massimo Bottura, chef di fama internazionale, con la sua Osteria Francescana, a Modena, da tre stelle Michelin, premiato anche per l’impegno sociale con “Tortellante” a sostegno dell’inserimento lavorativo dei ragazzi con autismo e il progetto “Food for soul”, rete internazionale di refettori per persone in difficoltà: “questo premio è un tributo a una vita dedicata con amore e disciplina alla cucina, che è per me è più di un mestiere - ha sottolineato Bottura - è cultura, identità, memoria e condivisione. L’Italia è una terra dalle tradizioni gastronomiche uniche al mondo, con artigiani che il mondo ci invidia. Con orgoglio ma anche con grande senso di responsabilità continuerò a portare avanti la nostra arte culinaria cercando sempre l’eccellenza, il rispetto delle materie prime e l’anima profonda delle nostre tradizioni”. Premiati poi per l’arte della pasticceria italiana Iginio Massari, tra i promotori del premio, che ha ringraziato la Premier Giorgia Meloni “per avermi ascoltato, e non solo sentito come hanno fatto altri”, ed ancora, per l’arte della gelateria, Carlotta Fabbri, il pizzaiolo campano Franco Pepe per l’arte della pizza, mentre per l’arte olivicola il riconoscimento è stato conferito a Maria Francesca Di Martino. Piercristiano Brazzale infine, ex presidente della Federazione mondiale del latte, è il “Maestro dell’arte casearia italiana”.
“L’Italia è da sempre patria di saperi, mestieri, tradizioni e tecniche che rendono unico il nostro modo di produrre, trasformare e raccontare la nostra cultura alimentare. Eppure, fino ad oggi, non esisteva un riconoscimento ufficiale e strutturato per coloro che hanno saputo distinguersi in questo ambito - ha spiegato il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida - la cucina italiana racconta la fantasia dei nostri cuochi, il valore delle nostre produzioni, il legame dei nostri prodotti con i territori, secoli di contaminazioni culturali dalle quali abbiamo saputo trarre il meglio migliorando ogni cosa. Dando vita a quel made in Italy che è sinonimo nel mondo di bello, buono e di qualità. Ne siamo orgogliosi certo, ma soprattutto consapevoli dell’immenso valore anche economico che ha con la conseguente necessità di proteggerlo in ogni modo”.
Una protezione, oltre che da frodi e contraffazioni, da estendere anche alla minaccia dei dazi americani: “in queste ore l’apprensione dei mercati non ci deve far dimenticare i record raggiunti in questi anni - ha detto ancora il Ministro Lollobrigida - l’Italia è una superpotenza in questo settore e saprà vincere ogni sfida perché ha imprese eccellenti alle quali è sufficiente per un Governo essere di supporto e non di ostacolo”. Sul tema si è soffermata anche Giorgia Meloni, presidente del Consiglio: “l’agroalimentare italiano è richiesto in tutto mondo e bisogna ricordare che gli Stati Uniti sono il secondo mercato di destinazione, con un export salito nel 2024 del 17% - ha sottolineato - ed il mercato statunitense per noi è fondamentale ed è evidente che l’introduzione di nuovi dazi avrebbe risvolti pesanti per i produttori italiani: ma penso che sarebbe un’ingiustizia anche per molti americani, perché limiterebbe la possibilità di acquistare e consumare le nostre eccellenze solo a chi può spendere di più. Resto convinta che si debba lavorare per scongiurare in tutti i modi possibili una guerra commerciale che non avvantaggerebbe nessuno né Stati Uniti né Europa, il che ovviamente non esclude se necessario di dover anche immaginare risposte adeguate a difendere le nostre produzioni”.

Focus - Il primo ministro Giorgia Meloni: ecco il discorso integrale ...
“Benvenuti nel cortile di Palazzo Chigi, uno dei luoghi più simbolici e solenni delle nostre istituzioni, di solito il Presidente del Consiglio in questo luogo, come sanno bene gli ambasciatori, riceve i propri omologhi, qui ci sono schierati reparti d’onore, suonano gli inni nazionali. Insomma, è un luogo molto solenne per il nostro lavoro e noi abbiamo voluto che questa cerimonia si celebrasse esattamente in questo luogo. Per una ragione precisa: noi oggi abbiamo consegnato un riconoscimento che non esisteva. Aggiungo che incredibilmente non esisteva. Incredibilmente nessuno fin qui aveva pensato a un modo per valorizzare il contributo di chi, con la sua opera, con il suo ingegno, con la sua passione, con la sua competenza, esalta ogni giorno il prestigio della cucina italiana e facendolo rende lustro alla nostra Nazione, valorizza il nostro straordinario patrimonio enogastronomico, lo rende apprezzato e desiderato in tutto il mondo. Cioè proprio l’Italia, la Nazione che più di ogni altra è famosa nel mondo per la sua arte culinaria non ha mai ritenuto di dover rendere il giusto merito a chi fa grande quest’arte, a chi la esporta, a chi di fatto costruisce un pezzo fondamentale della nostra reputazione e ci garantisce quella ammirazione che il mondo intero ci tributa.
Allora noi abbiamo deciso, su suggerimento di alcune persone che sono state fondamentali in questo percorso, di colmare questa lacuna e di costruire un sistema di premialità che fosse specificamente dedicato alle professioni della gastronomia, come peraltro lo ricordava bene il ministro Lollobrigida, avviene già da molto tempo in altre Nazioni dalle quali tuttavia non abbiamo da imparare. Lo abbiamo fatto perché, se siamo la Patria del buono e della qualità, noi lo dobbiamo a persone come quelle che sono state premiate oggi, a uomini e donne che sono fondamentalmente innamorati dell’Italia, delle sue tradizioni, del suo territorio, del suo patrimonio unico al mondo. E io penso, noi pensiamo, che fosse giusto per l’Italia ringraziare questi simboli, questi patrioti, questi ambasciatori per il servizio che rendono alla nostra Nazione. E così abbiamo chiesto all’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato - e ringrazio e saluto il Presidente Perrone - di realizzare una medaglia di bronzo, una spilla e un fregio e abbiamo scelto di attribuire e formalizzare per ognuna di queste persone il titolo di Maestro, perché è esattamente quello che sono: Maestri di cucina, di arte, di vita, di Italia.
La loro maestria ci ricorda da dove veniamo ma anche quello che riusciamo a fare. Ci insegna cosa sia la tradizione perché noi si possa essere pienamente consapevoli di quello che abbiamo ereditato e della responsabilità che abbiamo nel trasmettere quella eredità a chi verrà dopo di noi. Con il loro esempio ci raccontano cosa sia l’orgoglio di essere italiani, perché come dice un vecchio proverbio latino - verba movent, exempla trahunt - cioè le parole muovono, ma gli esempi trascinano, e noi italiani abbiamo, sì, bisogno di chi sappia trascinarci per tornare, se vogliamo, a credere in noi stessi, come dovremmo credere in noi stessi, a credere nelle cose straordinarie che questa Nazione sa e può fare, vale ovviamente soprattutto per i giovani a partire dai tanti ragazzi che sono qui oggi, che stanno studiando per diventare domani maestri a loro volta. Il vostro esempio trascina perché è fonte di ispirazione, qualcosa che si può vedere, che si può toccare, che si può gustare e che però ha anche delle ricadute sociali ed economiche particolarmente importanti, come abbiamo intravisto insomma anche nei video che sono stati mostrati durante le premiazioni. Voi ci ricordate che è nostro compito saper accompagnare la grande eredità che abbiamo ricevuto nel futuro consegnando il testimone di generazione in generazione. Ed è il motivo per il quale abbiamo previsto anche che i nostri maestri possano insegnare in qualità di esperti negli istituti professionali per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera.
Anche in questo modo vogliamo preparare i nostri ragazzi a percorrere nuove strade di eccellenza, potendo contare sulla esperienza, sul campo, sull’insegnamento di chi ha fatto della propria passione un lavoro e del proprio lavoro un’arte. Ai premiati di oggi, come ricordava il Ministro, si aggiungeranno negli anni nuovi maestri, ma anche nuove categorie oltre le otto che abbiamo stabilito per ora, insomma, che abbiamo premiato questa mattina, perché il nostro obiettivo è quello di creare una vera e propria comunità di riferimento per l’eccellenza della nostra enogastronomia, farlo in Italia e farlo al cospetto del mondo, perché l’enogastronomia italiana è un’arte capace di raccontare la nostra cultura, il nostro modo di vivere, ma soprattutto di esprimere la nostra identità nazionale in quella che è la sua varietà e la sua complessità e quindi il bello della nostra identità.
Questa è anche la ragione per la quale abbiamo candidato la cucina italiana, la più apprezzata al mondo, a patrimonio immateriale dell’Unesco, per tutto quello che rappresenta in termini di cultura, di storia, ma diciamo anche questo di benessere. E voglio dire, quindi senza esagerare, che mi piace considerare queste persone come una sorta di beni culturali viventi, perché nelle loro mani, nella loro maestria, c’è la sintesi di un patrimonio che continua ad evolversi pur rimanendo ancorato alle proprie radici, fedele alle proprie radici. Il loro valore va al di là di quello che fanno e produce un valore promozionale inestimabile per l’Italia, per la sua agricoltura, per la sua enogastronomia, per tutto il settore agroindustriale e anche per questo abbiamo il dovere e la gioia di riconoscere quello che queste persone fanno per tutti noi.
Per quello che riguarda la politica, ovviamente, il nostro compito non può che essere quello di sostenervi, di valorizzarvi, come stiamo facendo per i nostri prodotti agroalimentari, che sono anch’essi un bene da difendere, perché raccontano la millenaria vocazione produttiva dell’Italia, rappresentano uno dei principali assi strategici dell’economia italiana. Le decine di migliaia di imprese del settore generano occupazione, generano benessere, generano ricchezza. È un settore, se consideriamo la filiera indotto, che vale mediamente più di 600 miliardi di euro e che è in continua crescita anche sui mercati internazionali. I prodotti agroalimentari italiani sono richiesti in tutto il mondo, a partire ovviamente dall’Europa, mentre bisogna ricordare che gli Stati Uniti sono il secondo mercato di destinazione con un export che è salito nel 2024 del 17%.
Quello statunitense per noi è un mercato fondamentale, è evidente che l’introduzione di nuovi dazi avrebbe risvolti pesanti per i produttori italiani. Penso personalmente che sarebbe anche un’ingiustizia per molti americani perché limiterebbe la possibilità di acquistare e consumare le nostre eccellenze solo a chi ha la possibilità economica di spendere di più - è la ragione per la quale resto convinta che si debba lavorare per scongiurare in tutti i modi possibili una guerra commerciale che non avvantaggerebbe nessuno, né gli Stati Uniti e né l’Europa, il che ovviamente non esclude, se necessario, di dover anche immaginare risposte adeguate a difendere le nostre produzioni. Del resto la difesa del nostro agroalimentare è stata una priorità per questo Governo fin dal suo insediamento. Lo abbiamo fatto con stanziamenti e investimenti record, come mai si erano visti. Lo abbiamo fatto investendo sulla competitività delle filiere, contrastando la contraffazione e la concorrenza sleale, lo abbiamo fatto puntando sulla formazione per avvicinare sempre di più i giovani a un mondo che ha bisogno del loro entusiasmo e della loro capacità di innovare, lo abbiamo fatto anche affermando in Europa e non solo che gli agricoltori e i produttori non sono nemici dell’ambiente ma sono semmai i primi custodi della natura.
Questa è la visione che abbiamo incarnato finora, che intendiamo portare avanti, perché l’arte culinaria e l’agroalimentare sono sinonimi di identità e di cultura, ma anche di qualità, di solidarietà, di sostenibilità, di cura del territorio, di energia pulita. Finché ci sarà chi semina, chi coltiva, chi raccoglie e chi trasforma quei prodotti in opere d’arte sulla nostra tavola, ci saranno anche un’Italia e un’Europa capaci di guardare al futuro con speranza e con ottimismo. Siamo fieri di voi, grazie davvero”.

Focus - Le motivazioni dei premi ai “Maestri dell’Arte della Cucina Italiana”

Riccardo Cotarella - Maestro dell’Arte Vitivinicola Italiana
Riccardo Cotarella, enologo di fama internazionale, ha dato un contributo decisivo alla crescita e alla valorizzazione del vino italiano nel mondo. Fondatore dell’azienda Famiglia Cotarella ePresidente di Assoenologi, è anche docente universitario e promotore di numerosi progetti formativi che valorizzano il vino come patrimonio culturale. Il suo impegno sociale si riflette in progetti inclusivi come l’esperienza con la Comunità di San Patrignano. Riconosciuto con importanti onorificenze, continua a rappresentare l’eccellenza enologica italiana con passione, rigore e visione.

Massimo Bottura - Maestro dell’Arte della Cucina Italiana
Massimo Bottura, chef e imprenditore di fama mondiale, unisce tradizione e innovazione, responsabilità e impegno civile. Con Food for Soul, ha creato una rete internazionale di refettori per persone in difficoltà, contrastando lo spreco alimentare e l’isolamento sociale. Con Tortellante, aiuta giovani nello spettro autistico a conquistare autonomia attraverso la pasta fresca. L’Osteria Francescana, tre stelle Michelin e Stella Verde per la sostenibilità, è solo una delle tante espressioni della sua creatività che intreccia arte, cucina e inclusione

Iginio Massari - Maestro dell’Arte della Pasticceria Italiana
Iginio Massari, tra i più grandi interpreti dell’arte dolciaria italiana, ha saputo coniugare tecnica, rigore e creatività. Fondatore della Pasticceria Veneto, ha ricevuto oltre 300 premi internazionali e onorificenze, tra cui il Leone d’Oro alla carriera e la Presidenza d’onore della Coppa del mondo di pasticceria a Lione. Ha promosso la crescita delle nuove generazioni attraverso l’associazione Ambasciatori pasticceri dell’Eccellenza Italiana. Figura di riferimento della pasticceria italiana nel mondo, ha portato il sapere artigiano e l’eccellenza italiana sui più importanti palcoscenici.

Carlo Petrini - Maestro dell’Arte della Gastronomia Italiana
Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, è una delle voci più autorevoli della gastronomia mondiale, grazie a un impegno che coniuga qualità del cibo, biodiversità e diritti delle comunità locali. Con Cheese e Terra Madre Salone del Gusto, ha promosso un approccio al cibo fondato su consapevolezza, sostenibilità e valorizzazione delle tradizioni. Progetti come gli Orti in Africa e i Presìdi Slow Food, sostengono la sicurezza alimentare e i diritti dei lavoratori. La sua visione ha reso la cucina italiana, simbolo di cultura, identità e responsabilità.

Carlotta Fabbri - Maestro dell’Arte della Gelateria Italiana
Carlotta Fabbri, ha contribuito in modo decisivo all’internazionalizzazione dell’azienda, consolidandone il prestigio nel mondo del gelato artigianale. Accanto al successo imprenditoriale, ha promosso iniziative rivolte all’inclusione delle persone con disabilità, alla formazione nei contesti più fragili e al sostegno di realtà impegnate nell’aiuto ai più piccoli. Una visione autentica dell’impresa, che la rende un punto di riferimento nel panorama gastronomico internazionale.

Franco Pepe - Maestro dell’Arte della Pizza Italiana
Franco Pepe, ha trasformato la pizza in un’esperienza gastronomica e culturale attraverso il progetto Pepe in Grani. La sua continua ricerca dell’eccellenza si accompagna a un profondo impegno nella valorizzazione dei prodotti del territorio. Questo approccio ha non solo elevato la qualità delle sue creazioni, ma ha anche stimolato l’economia locale. Accanto alla visione imprenditoriale, ha mantenuto vivo un profondo impegno sociale, offrendo il proprio lavoro come strumento di sostegno e vicinanza nei confronti delle comunità più fragili.

Piercristiano Brazzale - Maestro dell’Arte Casearia Italiana
Piercristiano Brazzale, alla guida di una delle più antiche realtà lattiero-casearie italiane, ha dedicato la sua carriera alla promozione dell’eccellenza produttiva, coniugando tradizione familiare e visione innovativa. Imprenditore di respiro internazionale. È stato Presidente della Federazione Mondiale del latte. Pioniere della sostenibilità nel settore, ha contribuito al dibattito globale sull’impatto ambientale dell’industria lattiero-casearia, sostenendo un’agricoltura capace di generare valore anche in chiave ecologica.

Maria Francesca Di Martino - Maestro dell’Arte Olivicola Italiana
Maria Francesca Di Martino è una delle protagoniste più autorevoli dell’olivicoltura italiana. Ha contribuito in modo determinante alla valorizzazione dell’olio extra vergine di oliva Igp, promuovendo una cultura dell’eccellenza e dell’autenticità. Al suo impegno nel settore unisce una forte sensibilità sociale, testimoniata dalla partecipazione al progetto Garden of Peace, che attraverso la piantumazione di olivi da diversi Paesi del Mediterraneo promuove dialogo, cooperazione e pace.

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