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CURIOSITÀ

Al via la vendemmia nel vigneto urbano più grande d’Europa (4 ettari), nato nell’anno Mille

Il Vigneto Pusterla - oggi di Emanuele Rabotti - si trova ai piedi del castello di Brescia: qui si coltiva l’uva Invernenga, che matura ad ottobre

La storia del Vigneto Pusterla, il vigneto urbano più grande d’Europa (4 ettari), che si trova ai piedi del Castello di Brescia, ha origini antiche: era il 1037 e il monastero regio di Santa Giulia coltivava uva sulle pendici del Cidneo. Una posizione geografica unica che garantisce un’esposizione al sole per tutto l’arco della giornata e condizioni particolarmente favorevoli per la coltivazione della vite. Raro esempio di agricoltura produttiva urbana, nel Vigneto Pusterla - che oggi appartiene a Emanuele Rabotti, patron di Monte Rossa, tra i più noti brand della Franciacorta, e presidente del Consorzio Franciacorta - è stata vendemmiata in questi giorni l’uva Invernenga, uva a bacca bianca coltivata “a pergola” nota anche con i nomi di Ua ‘mbrunesca, Invernesca, Brunesta e Bernestia proprio per la sua caratteristica maturazione che da tradizione avveniva tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. 
Protagoniste della raccolta anche piante di vite che vantano un ceppo originale di quasi un secolo, custodite con la massima cura all’interno dell’area vitata urbana più grande d’Europa.
“Questa raccolta di inizio ottobre ci dà soddisfazione: l’uva è buona e altrettanto il suo grado alcolico potenziale, la quantità rispetta le medie considerando la resa delle viti che hanno oltre 100 anni e l’impatto dei fenomeni atmosferici - commenta Emanuele Rabotti - tra i fattori che maggiormente hanno influito nella resa di quest’anno, infatti, c’è sicuramente da annoverare la grandine che ha impattato più del caldo torrido sulle viti”.
Con l’uva raccolta verrà prodotto il Pusterla, il vino di Brescia e dei bresciani: bianco fermo, giallo dorato brillante alla vista e con nota fresca e salina con chiusura profonda e ammandorlata al gusto. Si prevede una produzione di 5-6.000 bottiglie.
Il medolo, dove dimora il vigneto, è caratterizzato da una stratificazione calcarea, con marne e noduli di selce. La composizione e la pendenza del suolo assicurano il drenaggio, mentre le correnti pomeridiane purificano l’aria e l’esposizione permette all’uva di essere baciata dal sole perfettamente.

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