Vinacria 2026 (175x100)
Consorzio Collio 2026 (175x100)
MOBILITAZIONE

Alba, il 24 ottobre il corteo per le vie di città contro lo sfruttamento lavorativo nelle Langhe

La marcia dopo il “j’accuse” della Caritas Diocesana nel Report “L’altra vendemmia. Don Degiorgis: “tutta la filiera è al corrente del fenomeno”
ALBA, CARITAS, LAVORO, vino, Italia
Alba, il 24 ottobre il corteo contro lo sfruttamento lavorativo nelle Langhe

Appuntamento ad Alba sabato 24 ottobre per la mobilitazione - che unirà realtà del terzo settore, collettivi e sindacati - per contrastare il caporalato e lo sfruttamento lavorativo tra le vigne di Langhe e di Roero, facendo seguito all’atto di accusa arrivato dalla Caritas Diocesana di Alba, in un rapporto dai toni durissimi, intitolato “L’altra vendemmia” e che parla di “vendemmia da record per violazioni e ingiustizie” (come WineNews ha raccontato qui), nel quale si denuncia il peggioramento delle condizioni di legalità e dell’accoglienza per i lavoratori nella stagione di raccolta appena conclusa e dopo che, il 9 ottobre, sempre ad Alba, un vasto incendio ha interessato un capannone dismesso a ridosso del centro, nel quale avevano trovato rifugio persone in difficoltà e stagionali delle vigne. L’obiettivo del corteo è proprio quello di accendere i riflettori sul tema, così che le istituzioni e gli organi competenti attivino soluzioni concrete, oltre a richiamare una presa di responsabilità da parte del comparto agricolo, a partire dalle organizzazioni di categoria e dai Consorzi del territorio.
“Il fenomeno dello sfruttamento lavorativo nelle nostre vigne non è certo nuovo e tutta la filiera ne è al corrente. Ci siamo imbattuti nelle storie e nel dramma di chi lo subisce: pensiamo sia doveroso parlarne e portarlo all’attenzione di tutti”, ha dichiarato don Domenico Degiorgis, direttore Caritas Diocesana che, nella conferenza (19 ottobre) del corteo, ha poi chiesto una serie di azioni per risolvere il problema: “promuovere assunzioni dirette dei lavoratori (così da togliere spazio all’intermediazione), valorizzare i Centri per l’Impiego, una regia pubblica nell’accoglienza e nei trasporti, l’applicazione della legge 199 del 2016 sul caporalato, con estensione della responsabilità alle aziende agricole” e infine “potenziare i controlli, che oggi soffrono di una gravissima carenza di personale”.
Il corteo (ritrovo alle ore 14 in Via Pola, al Centro di prima accoglienza della Caritas Diocesana, con partenza alle 14:30 per un corteo che proseguirà fino a Piazza Michele Ferrero) è promosso da Caritas Diocesana, Cgil, Cisl, Uil, Libera Piemonte e Cuneo, Arci Cinema Vekkio ed ha visto le adesioni di realtà come la Comunità Laudato si’ Alba e il coordinamento piemontese, Slow Food Alba, Langhe e Roero, Acia, ComuneRoero, Osservatorio per la Tutela del Paesaggio di Langhe e di Roero, Canale Ecologia, Il Paese, Salviamo il paesaggio, Altritasti, Pronatura Piemonte. È stato anche sottoscritto un documento, che racchiude i punti salienti e che è stato firmato dalle varie realtà. Al corteo parteciperà anche il collettivo Mononoke.
“Il fenomeno del caporalato riguarda non solo l’aspetto lavorativo, ma anche la questione abitativa e i trasporti - ha aggiunto Enrico Solavagione, segretario generale Cisl Cuneo - è un discorso esteso, che oggi si è persino ampliato rispetto al passato. Grazie alla Caritas, abbiamo aderito con convinzione, convinti che questa battaglia sia di tutti e che sia fondamentale la collaborazione con le istituzioni. Chiediamo l’attivazione di un tavolo che affronti il problema a 360 gradi”.Nicola Miraglio (Cgil Cuneo) ha, invece, presentato un focus sul decreto flussi: “il sistema attuale è inefficiente e incapace di rispondere alle domande del mercato produttivo, che dalla provincia di Cuneo sono numerose. Il paradosso è quello di un meccanismo che dovrebbe regolare gli ingressi e invece crea condizioni di precarietà. Non dimentichiamoci che un lavoratore fragile è anche più ricattabile”. “Parliamo un territorio ricco, che può fare la differenza - ha aggiunto Piertomaso Bergesio, segretario generale Cgil Cuneo - le bottiglie di vino delle Langhe e del Roero vengono vendute a prezzi elevatissimi, a fronte di uno sfruttamento diffuso. Tutto questo danneggia lo stesso indotto e per questo è inaccettabile”. Per Valentina Sandroni, coreferente Libera Piemonte, “questo corteo nasce per portare al centro le persone. Dobbiamo preoccuparci quando, di fronte alla marginalità, finiamo per considerare le persone stesse il problema - ha detto - come Libera vogliamo prendere posizione, senza alimentare schieramenti. Viviamo in un Paese che è già multiculturale, con settori in cui anche il 40% della manodopera è straniera. Alba è una città medaglia d’oro alla Resistenza: sono valori che appartengono all’oggi e farsi carico dei diritti di ognuno è una responsabilità di tutti. Contrapporre chi non ha un tetto a chi non arriva a fine mese è mettere gli ultimi contro i penultimi, favorendo sempre i primi”.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

Altri articoli