Appuntamento ad Alba sabato 24 ottobre per la mobilitazione - che unirà realtà del terzo settore, collettivi e sindacati - per contrastare il caporalato e lo sfruttamento lavorativo tra le vigne di Langhe e di Roero, facendo seguito all’atto di accusa arrivato dalla Caritas Diocesana di Alba, in un rapporto dai toni durissimi, intitolato “L’altra vendemmia” e che parla di “vendemmia da record per violazioni e ingiustizie” (come WineNews ha raccontato qui), nel quale si denuncia il peggioramento delle condizioni di legalità e dell’accoglienza per i lavoratori nella stagione di raccolta appena conclusa e dopo che, il 9 ottobre, sempre ad Alba, un vasto incendio ha interessato un capannone dismesso a ridosso del centro, nel quale avevano trovato rifugio persone in difficoltà e stagionali delle vigne. L’obiettivo del corteo è proprio quello di accendere i riflettori sul tema, così che le istituzioni e gli organi competenti attivino soluzioni concrete, oltre a richiamare una presa di responsabilità da parte del comparto agricolo, a partire dalle organizzazioni di categoria e dai Consorzi del territorio.
“Il fenomeno dello sfruttamento lavorativo nelle nostre vigne non è certo nuovo e tutta la filiera ne è al corrente. Ci siamo imbattuti nelle storie e nel dramma di chi lo subisce: pensiamo sia doveroso parlarne e portarlo all’attenzione di tutti”, ha dichiarato don Domenico Degiorgis, direttore Caritas Diocesana che, nella conferenza (19 ottobre) del corteo, ha poi chiesto una serie di azioni per risolvere il problema: “promuovere assunzioni dirette dei lavoratori (così da togliere spazio all’intermediazione), valorizzare i Centri per l’Impiego, una regia pubblica nell’accoglienza e nei trasporti, l’applicazione della legge 199 del 2016 sul caporalato, con estensione della responsabilità alle aziende agricole” e infine “potenziare i controlli, che oggi soffrono di una gravissima carenza di personale”.
Il corteo (ritrovo alle ore 14 in Via Pola, al Centro di prima accoglienza della Caritas Diocesana, con partenza alle 14:30 per un corteo che proseguirà fino a Piazza Michele Ferrero) è promosso da Caritas Diocesana, Cgil, Cisl, Uil, Libera Piemonte e Cuneo, Arci Cinema Vekkio ed ha visto le adesioni di realtà come la Comunità Laudato si’ Alba e il coordinamento piemontese, Slow Food Alba, Langhe e Roero, Acia, ComuneRoero, Osservatorio per la Tutela del Paesaggio di Langhe e di Roero, Canale Ecologia, Il Paese, Salviamo il paesaggio, Altritasti, Pronatura Piemonte. È stato anche sottoscritto un documento, che racchiude i punti salienti e che è stato firmato dalle varie realtà. Al corteo parteciperà anche il collettivo Mononoke.
“Il fenomeno del caporalato riguarda non solo l’aspetto lavorativo, ma anche la questione abitativa e i trasporti - ha aggiunto Enrico Solavagione, segretario generale Cisl Cuneo - è un discorso esteso, che oggi si è persino ampliato rispetto al passato. Grazie alla Caritas, abbiamo aderito con convinzione, convinti che questa battaglia sia di tutti e che sia fondamentale la collaborazione con le istituzioni. Chiediamo l’attivazione di un tavolo che affronti il problema a 360 gradi”.Nicola Miraglio (Cgil Cuneo) ha, invece, presentato un focus sul decreto flussi: “il sistema attuale è inefficiente e incapace di rispondere alle domande del mercato produttivo, che dalla provincia di Cuneo sono numerose. Il paradosso è quello di un meccanismo che dovrebbe regolare gli ingressi e invece crea condizioni di precarietà. Non dimentichiamoci che un lavoratore fragile è anche più ricattabile”. “Parliamo un territorio ricco, che può fare la differenza - ha aggiunto Piertomaso Bergesio, segretario generale Cgil Cuneo - le bottiglie di vino delle Langhe e del Roero vengono vendute a prezzi elevatissimi, a fronte di uno sfruttamento diffuso. Tutto questo danneggia lo stesso indotto e per questo è inaccettabile”. Per Valentina Sandroni, coreferente Libera Piemonte, “questo corteo nasce per portare al centro le persone. Dobbiamo preoccuparci quando, di fronte alla marginalità, finiamo per considerare le persone stesse il problema - ha detto - come Libera vogliamo prendere posizione, senza alimentare schieramenti. Viviamo in un Paese che è già multiculturale, con settori in cui anche il 40% della manodopera è straniera. Alba è una città medaglia d’oro alla Resistenza: sono valori che appartengono all’oggi e farsi carico dei diritti di ognuno è una responsabilità di tutti. Contrapporre chi non ha un tetto a chi non arriva a fine mese è mettere gli ultimi contro i penultimi, favorendo sempre i primi”.
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