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CURIOSITÀ

Da Margaux a Chardonnay, la Top 10 dei nomi legati al vino più diffusi in Gran Bretagna

A seguire Shiraz, Tawny, Cristal, Syrah, Tuscany, Petrus e Champagne, secondo “The Drink Business”. E in Italia? Il più noto è Brunello
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Il magazine “The Drink Business” ha analizzato i nomi di bambini legati al vino in Uk

Al primo posto c’è il femminile Margaux, seguito da Chardonnay (sempre per bambine), con le sue varianti Shardonnay e Chardonnai, e al terzo posto Sherry: sono le prime tre posizioni nella Top 10 dei nomi legati al vino più diffusi in Gran Bretagna, secondo il magazine “The Drink Business”. Nella classifica seguono Shiraz, Tawny, Cristal, Syrah, Tuscany, Petrus e Champagne, in posizione n. 10 insieme a Dioniso, Mimosa, Morgon, Rioja. E in Italia? Nel nostro Paese non è concessa - forse per fortuna - tutta questa fantasia all’anagrafe, eppure non mancano esempi di nomi propri che rimandano all’universo enoico. Uno su tutti? Brunello, come uno dei più famosi brand del vino made in Italy, prodotto a Montalcino.
Un’analisi di “The Drink Business” su tre decenni di registrazioni di nascite in Inghilterra e Galles ha rivelato che Margaux è oggi il nome più diffuso tra quelli ispirati al vino, superando Chardonnay; quest’ultimo aveva visto crescere la propria popolarità in seguito alla messa in onda della serie tv “Footballers’ Wives” nel 2002.
Il magazine ha esaminato tutti i nomi registrati in Inghilterra e Galles tra il 1996 e il 2025 - quasi 40.000 in totale - alla ricerca di nomi tratti da vitigni, regioni vinicole, tipologie di vino o etichette di bottiglie celebri. Nei casi in cui i genitori avessero scelto grafie diverse per lo stesso nome, le varianti sono state raggruppate e conteggiate come un unico nome; di conseguenza, le sei grafie di Chardonnay e le tre di Sherry compaiono una sola volta nella classifica. Margaux conquista il primo posto con 922 registrazioni, tutte riferite a bambine. Il nome era scarsamente diffuso alla fine degli anni '90 (nel 1996 fu scelto per sole quattro neonate), ma ha registrato una crescita costante nel corso degli anni 2010, raggiungendo un picco di 102 registrazioni nel 2024, per poi scendere a 88 l’anno successivo.
Si tratta, naturalmente, anche della grafia francese di Margot; è quindi impossibile stabilire quanti genitori avessero in mente, in effetti, l’omonimo paese del Médoc o il celebre Premier Cru prodotto in quella zona. Chardonnay, che occupa la seconda posizione con 631 registrazioni complessive (considerando le sue 6 varianti grafiche), vanta la storia più singolare tra i dati analizzati. Nel 2001 il nome fu assegnato a sole tre bambine, ma la cifra balzò a 79 nel 2002, anno in cui debuttò la serie “Footballers’ Wives”, con l’attrice Susie Amy nel ruolo della modella glamour Chardonnay Lane.
Il nome raggiunse il picco di 119 registrazioni nel 2003, quando Amy faceva ancora parte del cast, e si mantenne stabile a quota 117 nel 2004, per poi perdere popolarità con la stessa rapidità con cui l’aveva acquisita. Nel 2023, l’ultimo anno in cui compare nei dati, il nome Chardonnay è stato assegnato a sole quattro bambine; chi lo ha scelto ne ha variato la grafia nel corso del tempo, scrivendolo come Shardonnay, Chardonay o Chardonnai.
Sherry, al terzo posto con un totale di 196 registrazioni tra le varianti Sherry, Sherrie e Sherri, ha registrato un lieve calo. Il suo anno migliore è stato il 1996, con 29 registrazioni, mentre dal 2014 è apparso solo due volte; va detto, tuttavia, che molti genitori potrebbero aver tratto ispirazione dal termine francese “chérie” piuttosto che dalla città di Jerez.
Shiraz è l’unico nome maschile tra i primi cinque; la sua diffusione deve tanto alla città persiana e al tradizionale nome iraniano quanto alla regione vinicola della Barossa. Ciò potrebbe spiegare perché abbia raggiunto il picco nel 1996 con dieci registrazioni, per poi comparire l’ultima volta nel 2022. Tawny - nome che richiama una tipologia di Porto - ha mantenuto un andamento costante, oscillando tra le 3 e le 6 registrazioni nella maggior parte degli anni, il che lo rende uno dei nomi più stabili dell’elenco. Cristal, nome della prestigiosa cuvée di Louis Roederer nonché nome proprio di origine spagnola, è apparso l’ultima volta nel 2018. Syrah è stato registrato 23 volte tra il 1996 e il 2020, concentrandosi soprattutto nel periodo tra il 2007 e il 2010; Petrus, che è anche la forma latina di Peter, è stato assegnato a dei bambini nel 2000 e nel 2009 - quest'ultima un’annata che gli estimatori della tenuta di Pomerol apprezzerebbero senza dubbio. Cinque nomi condividono il decimo posto, essendo apparsi ciascuno in un solo anno con tre registrazioni. Champagne è stato registrato nel 2009, Rioja nel 1998 e Mimosa nel 2011, mentre tre bambini hanno ricevuto il nome di Dioniso, il dio greco del vino, nel 2012. Morgon, uno dei dieci cru del Beaujolais, è stato scelto per tre bambine nel 2005; tuttavia, in alcuni casi può trattarsi di una variante ortografica insolita del nome Morgan, piuttosto che di un riferimento al vitigno Gamay.
In Italia gli esempi di nomi legati al mondo del vino sono molto ridotti e anche meno eclatanti: il caso più noto è Brunello, come l’omonimo vino di Montalcino, uno dei brand enologici più famosi del made in Italy. Diminutivo di Bruno, è diffuso anche con il femminile Brunella. Ma ci sono anche altri esempi, in cui il nome rimanda al vino ma viene prima di esso: per esempio Vittoria, come Vittoria Colonna Henriquez, contessa di Modica. Proprio il Cerasuolo di Vittoria è l’unica Docg siciliana, dal 2005. Qui il nome di persona sta all’origine del luogo e quindi della denominazione. Nel 2022 Vittoria era il quinto nome femminile più diffuso in Italia. Oppure Colombano, monaco irlandese che visse tra il 543 e il 615. Secondo la tradizione, fu lui a insegnare la coltivazione della vite agli abitanti di San Colombano al Lambro, unica Doc della provincia di Milano. O ancora Alba, nome latino da albus, “bianco”, che compare nelle denominazioni Barbera d’Alba, Dolcetto d’Alba e Nebbiolo d’Alba.

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