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“Giornata Europea del Biologico”, Wwf: in Italia è biologico un ettaro su cinque

“Servono informazioni più complete nel carrello della spesa, ma il nuovo marchio italiano non è necessario in un settore già certificato”
AGRICOLTURA BIOLOGICA, BIOLOGICO, GIORNATA EUROPEA DEL BIOLOGICO, WWF ITALIA, Non Solo Vino
Oggi è la “Giornata Europea del Biologico”

In Italia il biologico cresce, anche se i consumi interni aumentano più lentamente delle superfici certificate. Nel 2024 la superficie biologica italiana ha superato i 2,5 milioni di ettari, pari al 20,2% della superficie agricola utilizzata. L’obiettivo europeo è raggiungere il 25% entro il 2030, anche con i 2,86 miliardi di euro destinati al biologico dalla Pac 2023-2027, ed anche grazie al lavoro della coalizione “Cambiamo Agricoltura”, coordinata dal Wwf Italia. Che, oggi, in occasione della “Giornata Europea del biologico”, richiama l’attenzione sulla necessità di sostenere la domanda dei prodotti bio e rendere più riconoscibili i benefici di un metodo produttivo che contribuisce alla tutela delle risorse naturali e della salute delle persone. Anche informazioni più chiare e affidabili sugli impatti ambientali degli alimenti possono aiutare chi acquista a orientarsi verso scelte di prodotti più sostenibili. Ma l’associazione ambientalista esprime dubbi sul marchio nazionale “biologico italiano”, per il possibile contrasto con la libera circolazione delle merci in un settore già regolato da norme europee comuni. L’export italiano di prodotti biologici vale 3,9 miliardi di euro (dati Osservatorio Sana, 2025), quindi, il valore del biologico italiano sui mercati europei è già riconosciuto. L’introduzione di un marchio nazionale aggiuntivo rischia di creare una distinzione non necessaria in un settore che ha regole e sistemi di certificazione comuni a livello europeo.
La certificazione biologica consente di riconoscere un metodo di produzione, ma per Wwf Italia, la sfida è valorizzare i benefici associati a questo metodo e, al tempo stesso, aggiungere informazioni solide e comprensibili su ulteriori aspetti della sostenibilità, così da poter considerare anche le differenze tra prodotti ottenuti con metodi di produzione diversi. “Il biologico rappresenta una base importante per costruire sistemi alimentari più sani per le persone e sostenibili per l’ambiente. Il passo successivo è rendere più completo il quadro delle informazioni disponibili per tutti gli alimenti, con l’obiettivo di fornire informazioni comparabili e comprensibili, che aiutino a conoscere meglio ciò che si porta in tavola e permettano alle imprese di rendere visibili e verificabili i miglioramenti realizzati”, ma senza aggiungere complessità per chi acquista e per chi produce, afferma Eva Alessi, responsabile Sostenibilità Wwf Italia.
In questa direzione lavora Environmental Food Label 2.0 (Efl 2.0), progetto europeo coordinato dal Wwf Italia con l’adesione di FederBio e cofinanziato da Eit Food con il supporto dell’Unione Europea. Il progetto esplora l’integrazione delle valutazioni ambientali basate sul ciclo di vita dei prodotti (Lca) con indicatori non Lca dedicati a biodiversità, salute del suolo, circolarità e rischio legato alle microplastiche. Approfondisce, inoltre, il rapporto tra dimensione ambientale e nutrizionale degli alimenti, secondo l’approccio “One Health”, che riconosce il legame tra salute umana, animale e degli ecosistemi. Nei due anni di attività, Efl 2.0 svilupperà uno strumento pilota di informazione ambientale sui prodotti alimentari, da sperimentare in diversi Paesi europei anche in contesti reali di acquisto. I test ne valuteranno comprensione, affidabilità e capacità di orientare le scelte dei consumatori e delle aziende. L’obiettivo è rendere riconoscibili le differenze tra i sistemi produttivi e valorizzare i benefici ambientali dell’agricoltura biologica attraverso informazioni di facile lettura.

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