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VINO & TERRITORIO

“Grandi Langhe e il Piemonte del vino” 2026, nel calice le nuove annate delle Dop piemontesi

L’unione dei territori paga in termini di visibilità e appeal di mercato con un mosaico di rossi, bianchi e spumanti di qualità negli assaggi WineNews

La menzione “Piemonte”, alla fine, ha convinto tutti, andando oltre la possibilità, ormai prossima, di poter essere messa in etichetta insieme ai nomi delle denominazioni. Ed unite sotto lo stesso tetto, insieme ai vini più celebri della regione, tutte le denominazioni piemontesi, grandi e piccole, più famose o ancora da scoprire, confermano il successo di “Grandi Langhe ed il Piemonte del Vino”, di scena ieri ed oggi alle Ogr - Officine Grandi Riparazioni di Torino. Successo ancora più significativo in una fase in cui l’efficacia e l’utilità di piccoli e grandi eventi “fieristici” viene messa in discussione. La due-giorni di degustazione e incontri con i produttori dedicata alle professionalità del settore, ha riunito, infatti, oltre 500 aziende (tra cui anche i grandi nomi del Barolo e del Barbaresco) e un numero di presenze effettive significativo tra giornalisti, importatori e ristoratori (oltre 4.000 solo ieri) da tutto il mondo. Un messaggio di interesse e fiducia importante per tutto lo Stivale, che cerca soluzioni e risposte ad un mercato strutturalmente in contrazione e contesti nazionali, europei e mondiali preoccupanti, che ormai accompagnano il settore da un lustro.
E se il Piemonte può contare su alcuni dei fine wines rossi più celebri al mondo (che non destano ancora troppi grattacapi sui mercati) e su bianchi e bollicine di qualità (che restano le tipologie preferite tra i consumatori anche in questo principio d’anno), ha, comunque, deciso di tenere alta la guardia e lavorare in gruppo, per supportare una delle grandi certezze di chi gira il mondo a vendere e comunicare il vino italiano: i marchi regionali sono facili da ricordare, le frammentazioni territoriali meno. Ecco quindi “Grandi Langhe de il Piemonte del vino”, che nato da un’iniziativa del Consorzio del Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani, e del Consorzio del Roero, ha trovato il supporto di Piemonte Land, che riunisce tutti i consorzi del vino della regione, e che ha messo un unico cappello, agile, comprensibile e compatto alle tante e diverse denominazioni di una delle regioni-simbolo del vino italiano, che lavorano unite verso la conclusione del percorso che porterà alla Menzione Geografica Allargata “Piemonte” (facoltativa per i produttori) sulle bottiglie di tutte le denominazioni.
E i numeri sostengono questa decisione, soprattutto in termini di valore. Secondo i dati più recenti della Regione Piemonte sono oltre 43.500.000 gli ettari di vigneto regionale (circa il 7% in Italia), che hanno prodotto nel 2025 una stima di oltre 2 milioni di ettolitri di vino Dop (il 93% della produzione regionale) e 150.000 ettolitri di vino generico: una produzione che è calata di una media dell’8,5% sul 2024. Il valore della produzione regionale nel 2024 era di 1.180.000 di euro, su un totale di 9.062.000 di euro nazionale: quasi il 12%. Le 19 Docg e 41 Doc (tutelate da 15 consorzi di tutela) coprono l’83% della produzione regionale, in gran parte basate su vitigni storici autoctoni, come Arneis, Cortese, Erbaluce, Favorita, Moscato Bianco, Nascetta e Timorasso per le uve a bacca bianca, e Barbera, Brachetto, Dolcetto, Freisa, Grignolino, Malvasia, Nebbiolo, Ruché, Pelaverga e Vespolina per le uve a bacca rossa. Vitigni che è stato possibile assaggiare tutti a Grandi Langhe 2026, sia in presenza dei produttori ai banchi di assaggio, che nella degustazione tecnica. In assaggio 700 etichette di nuove annate tra cui, ovviamente, Barolo e Barbaresco (presenti rispettivamente con 200 e 100 etichette), ma anche Roero, Alta Langa, Canelli, Carema, Colli Tortonesi e Dogliani, Erbaluce di Caluso, Gavi, Nizza, Verduno, Ghemme e Gattinara, Asti, Alba e molti altri. Una panoramica notevole, che sottolinea la ricchezza viticola regionale, ma anche enologica, con interpretazioni quasi sempre centrate e leggibili, nonostante le sfide che l’emergenza climatica ha portato anche sotto i cieli del Piemonte nelle annate presentate (principalmente 2024 - 2023 - 2022 e 2021). A chiusura delle due giornate di degustazioni, ecco, quindi, i migliori assaggi WineNews, suddivisi tra Barbaresco, Barolo e le altre denominazioni presenti in minor quantità. 

Barbaresco
Figli di Luigi Oddero, Barbaresco Rombone 2023
Nebbiolo che invita con grazia, dal sorso definito e preciso, accogliente e dal finale pulito.
Lodali, Barbaresco Rocche dei 7 Fratelli 2022
Profumi freschi di buccia di mandarino e nepitella, sapore dolce di mora e violetta: chiaro e fine.
Paitin, Barbaresco Sorì Paitin Vecchie Vigne 2020
Note iodate arricchiscono un naso fine di fiori appassiti, buccia di arancia e mentuccia, ad anticipare un sorso teso e sapido, ma soprattutto elegante.
Pasquale Pelissero, Barbaresco San Giuliano 2022
Nebbiolo profondo ed ematico, dai freschi cenni di sottobosco e dal sorso dolce, materico, ma scorrevole.
Piazzo Comm. Armando, Barbaresco Pajorè 2021
Fitto e concentrato al naso, rivela la sua trama espressiva lungo un sorso.
Poderi Luigi Einaudi, Barbaresco Bric Micca 2023
Nebbiolo stratificato di frutta che si approfondisce in bocca su note più scure di sottobosco e cenni terrosi.
Produttori del Barbaresco, Barbaresco 2022
Vino calmo, equilibrato, ma fitto e mai banale, deciso in bocca per poi tornare ad essere disteso, sapido, lungo.
Prunotto, Barbaresco Bric Turot 2022
Trama chiara e sottile di fiori e agrumi appassiti che trova energia pepata e succosa al sorso.
Rizzi, Barbaresco Nervo 2023
Melograno e note ematiche rilasciano freschezza al naso e lunghezza al sorso sapido e pulito.
Scarpa, Barbaresco Tettineive 2021
Naso aperto e goloso, fresco e speziato, anticipano un sorso aderente e profondo, fruttato e floreale in chiusura.

Barolo
Angelo Negro, Barolo Cerretta 2022
Chiaro e vivace, spinoso, giovane anche al sorso, generoso di polpa fruttata e floreale rossa.
Bersano, Barolo Badarina 2020
Esordisce profondo e terroso per poi schiarirsi di frutta rossa in confettura, che si ritrova al sorso intenso e centrale.
Boroli, Barolo del Comune di Castiglione Falletto 2022
La fine freschezza del naso si ritrova al sorso, dove poi guadagna intensità e carnosità elegante.
Casa E. di Mirafiore, Barolo Paiagallo 2022
I profumi delicati di fiori e agrumi si trasformano in un sorso energico, aderente e piccante.
Ceretto, Barolo 2021
Profumi trasparenti e finissimi anticipano un sorso dolce, dall’aderenza salata e lunghissima.
Damilano, Barolo Cannubi 2021
La compostezza di Cannubi con freschezza definita al naso e aderenza succosa in bocca.
Diego Morra, Barolo San Lorenzo di Verduno 2022
Naso aranciato e leggermente speziato, che persistono anche al sorso, ma più fitto e deciso della trama delicata del naso.
Domenico Clerico, Barolo Ginestra Ciabot Mentin 2022
In equilibrio perfetto tra compattezza di profumi, sapori, scorrevolezza e carnosità nella struttura del sorso.
Fortemasso, Barolo Castelletto 2021
Speziature, note di frutta in confettura, di fiori e sottobosco, si stratificano al naso e al sorso, persistendo centrali e saporiti.
Fratelli Alessandria, Barolo Monvigliero 2022
La freschezza dei profumi di arancia e mirto guadagna profondità al sorso, sapido e aderente, allentato nel finale di fiori e frutta rossa.
Giacomo Fenocchio, Barolo Bussia 2022
Tonalità di prugna e fiori appassiti al naso si trasformano in colore rosso e intensità al sorso vivace e fruttato.
Marchesi di Barolo, Barolo Coste di Rose 2022
In effetti un inno alle rose, con un velo di sottobosco e tannini decisi, ma piacevoli a trattenere un sorso sapido e fresco.
Pio Cesare, Barolo Ornato 2022
Profondità speziata e intensità floreale anticipano un sorso che, aderendo, rilascia note di iodio e calore.
Giovanni Rosso, Barolo Serra 2021
Fitto di note floreali e balsamiche è vivace anche al sorso, aderente, carnoso e persistente.
Mauro Veglio, Barolo Arborina 2021
Fine, fine, fine, ma definito e nitido, si trasforma in succo polposo, freschezza elegante e pienezza sapida.

Il Piemonte del vino
Enrico Serafino, Alta Langa Zero 140 Giove Riserva 2012
Versione più complessa e ricca, dalle note evolute di frutta candita e secca e dalla persistenza rocciosa.
Cieck, Erbaluce Vigna Misobolo 2022
Erbaluce algido, chiaro, ma intenso, dall’aderenza saporita, speziata e fruttata.
La Caplana, Gavi del Comune di Gavi 2025
Minuto, ma pieno di carattere, fresco e balsamico al naso, fresco e polposo al sorso.
Bric Castelvej, Ruché Arneis Vigna bricco Novara 2023
Tonalità gialle di melone, ginestra e cedro, anticipano un sorso fitto di frutta ed erbe aromatiche.
Boveri Luigi, Colli Tortonesi Filari di Timorasso 2023
Frutta a polpa gialla, ma anche cenni floreali e di vaniglia, per un sorso dalla freschezza agrumato e l’incedere sapido persistente.
La Spinetta, Colli Tortonesi Derthona 2024
Vino appuntito con note di agrumi, poi di glicine e vaniglia a cui si aggiunge il sapore di frutta gialla in un sorso sostanzioso, ma fresco.
Caraglio, Langhe Nascetta 2023
Sorso pieno di frutta a polpa gialla e miele di girasole, è morbido, ma mentolato, pulito nel finale.
Cascina Chicco, Barbera d’Alba Castellinaldo 2023
Carnoso, intenso di fiori rossi e piccoli frutti di bosco, anticipa un sorso materico, ma fine, e vegetale nel finale.
Ca ed Curen, Barbera d’Asti Generazioni 2023
Iris, glicine, camelia, frutti di bosco: un vino vivace e grazioso, materico al palato e piccante in chiusura.
Gianni Doglia, Barbera d’Asti Superiore Genio 2023
Trama lieve, floreale e vegetale, che si trasforma in un sorso succoso, dissetante, piacevole.
Hic et Nunc, Barbera del Monferrato Superiore Monumento 2020
Barbera aperta e solare, balsamica e agrumata, che si imprime bene al palato, lasciando ricordi carnosi e puliti.
Pecchenino, Dogliani Sirì D’Jermu 2023
Trama fine ed elegante, floreale e agrumata al naso, balsamica e citrina al sorso.
Ioppa, Ghemme 2020
Nebbiolo chiaro e gentile, finemente floreale e dolce di fragola in confettura, pepato in chiusura.
Cantine Valpane, Grignolino del Monferrato Euli 2018
Profumi di viola, mirtilli e camelia, per un sorso fresco e aderente in modo delicato e avvolgente.
Scarzello, Langhe Nebbiolo 2023
Naso complesso e ben integrato di frutta, fiori, balsami e spezie, ad anticipare un sorso ricco di polpa.
Bava, Monferrato Serre San Pietro 2022
Vino dal carattere erbaceo, che si completa di frutta e fiori rossi, anche al sorso di lunga persistenza.
Fratelli Moscone, Nebbiolo d’Alba 2023
Nebbiolo ricco di note fruttate e floreali fresche e appuntite, altrettanto ricco di sapidità agrumata al sorso.
Cascina Cerutti, Nizza Föje Rùsse 2020
Barbera scura e fitta, ma vivace, dal sorso lungo e caldo, vegetale, speziato e fruttato in chiusura.
Michele Chiarlo, Nizza La Court 2022
Trama larga ma intensa, sia di profumi che di sapori che comprendono frutta e fiori rossi, note terrose e speziate.
Monchiero Carbone, Roero Printi 2021
Un Nebbiolo dalle tradizionali note di fiori appassiti, sottobosco e spezie fresche, dal sorso materico, ma fine, balsamico nel finale.
Pelassa, Roero Sterlotti Riserva 2022
Scorrevole e vivace, dalle tonalità rosse e dalla freschezza balsamica, ha persistenza fruttata e pulita.
Ferraris, Ruché di Castagnole Monferrato Vigna del Parroco 2023
Ruché elegante nei profumi, che si trasforma in energia dissetante al sorso.
Michele Reverdito, Verduno Pelaverga 2024
Piccoli frutti rossi, rosa canina, salvia: ricami vivaci e chiari ad anticipare un sorso fruttato e scorrevole.
Braida, Brachetto d’Acqui 2025
Goloso e floreale, profuma di fragoline di bosco e rosa canina, mentre rinfresca sapido al sorso.
Giacomo Scagliola, Canelli Sifasol 2025
Giallo dorato, profuma di cedro candito e cera d’api, lasciando la bocca dolce, frizzante e fruttata di mango e pesca gialla.
Giovanna Macario, Moscato d’Asti 2025
Profumi dolci di pesca bianca e fiori di acacia, albedo e nepitella, anticipano un sorso chiaro, fresco e dolcemente agrumato.

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