Vinacria 2026 (175x100)
Consorzio Collio 2026 (175x100)
PRESIDIO DEI MERCATI

Imprese, consorzi del vino, Ice Agenzia, Vinitaly: il sistema del vino italiano a New York

Il 26-27 ottobre in scena Vinitaly.Usa e wine2wine Business Forum, con oltre 300 cantine e 1.000 buyer per rilanciare sul mercato degli States
BUYER, EXPORT, ICE AGENZIA, ITA ITALIAN TRADE AGENCY, MERCATI, NEW YORK, PROMOZIONE, USA, VERONAFIERE, VINITALY, VINITALY USA, WINE2WINE, Mondo
Imprese, Consorzi del vino, Ice Agenzia, Vinitaly: il sistema del vino italiano a New York

Le imprese, i consorzi del vino, Ice Agenzia (ovvero Ita-Italian Trade Agency), Vinitaly: il sistema del vino italiano fa rotta su New York, per ridare forza alla lunga storia d’amore tra Stati Uniti e cantine del Belpaese, che resiste anche se messa alla prova da mille difficoltà, dai dazi di cui ormai si parla poco, ma, comunque, presenti e impattanti, all’inflazione che colpisce anche negli States, alle guerre, al calo dei consumi e così via. Ma quello “a stelle e strisce”, nonostante un calo delle importazioni del -11,2% nei primi 7 mesi 2026 sul 2025, a 997,4 milioni di euro (ma con un trend in miglioramento sul -14,1% di metà anno), resta “il mercato”, vitale e primario, per i produttori tricolore, che saranno in massa a Vinitaly.Usa 2026, di scena il 26 e il 27 ottobre a New York (per la prima volta, dopo due edizioni a Chicago), a chiusura dell’“Italian Wine Week”, messa in campo dal 12 al 25 ottobre da Ice Agenzia, coinvolgendo oltre 100 enoteche tra Manhattan, Brooklyn, Queens e Jersey City, e dopo la celeberrima “New York Wine Experience” by “Wine Spectator” (23-24 ottobre) - che, a Vinitaly.Usa, annuncerà, tra le altre cose, le cantine che saranno protagoniste di “OperaWine” 2027, la ormai tradizionale degustazione che anticipa Vinitaly a Verona, in calendario il prossimo 10 aprile - e che vede come sempre tante cantine italiane protagoniste.
Al centro di Vinitaly.Usa, dunque, al Pier 36 di Manhattan, nel cuore della “Grande Mela”, ovviamente, ci sarà il business - con 300 espositori di primo piano, ed oltre 1.000 buyers tra importatori, distributori e operatori Horeca, già registrati da Veronafiere che, congiuntamente a Ita-Italian Trade Agency (Ice Agenzia), ha guardato non solo agli Usa, ma anche ad un altro mercato di primaria importanza per il vino del Belpaese, come il Canada (a 229,5 milioni di euro nei primi 7 mesi 2026), ed uno ancora agli inizi, ma promettente, come il Messico (a 30,8 milioni di euro nei primi 7 mesi 2026) - ma anche alla formazione, sia dei produttori italiani nei confronti del mercato Usa, sia degli operatori americani nei confronti delle diversità del vino italiano, nel programma di “wine2wine Vinitaly Business Forum”, con un focus particolare sull’enoturismo in Italia, che vede i viaggiatori americani tra i più affezionati (ed importanti) per i territori del vino del Belpaese.
Come detto, tanti i nomi importanti dell’Italia del vino protagonisti a Vinitaly.Usa: da Feudi di San Gregorio a San Salvatore 1988, da Medici Ermete a Cantina Rauscedo, da Famiglia Cotarella a Cantine Lunae Bosoni, da Bellavista a Damilano, da La Scolca a Varvaglione 1921, da Antichi Poderi Jerzu a Mesa, da Cusumano a Donnafugata, da Collemassari a Donatelli Cinelli Colombini, da Frescobaldi a Geografico (del Gruppo Piccini), da Marilisa Allegini a Nardi Viticoltori, da Prosit Group a Tenuta Sette Ponti, dal Gruppo Mezzacorona a Scacciadiavoli, da Angelini Wines & Estates a Farina, da Marilisa Allegrini a Masottina, da Nino Franco a Pasqua, da Ponte 1948 a Serena Wines 1881, da Villa Sandi a Ferrari, da Mack & Schule Italia a Oniwines della famiglia Veronesi, a Nonino, a raggruppamenti di impresa come Consorzio Italia del Vino (che mette insieme 24 aziende leader del settore - Angelini Wines & Estates, Banfi, Bisol1542, Ca’ Maiol, Collis Heritage, Di Majo Norante, Diesel Farm, Donnachiara, Drei Donà, Duca di Salaparuta, Ferrari Fratelli Lunelli, Gruppo Italiano Vini-Giv, Gruppo Mezzacorona, Herita Marzotto Wine Estates, Le Monde, Librandi Antonio e Nicodemo, Lunae Bosoni, Marchesi di Barolo, Medici Ermete & Figli, Mesa, Oniwines, Terre de La Custodia, Torrevento e Zonin1821 - con un fatturato complessivo che supera il miliardo e mezzo di euro e una quota export pari al 15% dell’export nazionale di settore), ma anche consorzi come quello del Prosecco Doc, del Lugana, dell’Asti Docg, del Brunello di Montalcino e della Doc Sicilia, tra gli altri, passando per importatori e distributori focalizzati sui vini italiani, come Banville Wine Merchants, guidato da Lisa Tolaini, o Edoardo Freddi International di Edoardo Freddi, solo per fare alcuni nomi tra i tanti possibili.
“L’obiettivo di Vinitaly.Usa - ha ricordato, nei giorni scorsi, il presidente Veronafiere, Federico Bricolo - è offrire alle imprese italiane occasioni concrete per consolidare la propria presenza, avviare nuove relazioni commerciali e raggiungere ulteriori canali di vendita negli Stati Uniti, che restano il primo mercato extra-Ue per il nostro vino anche nell’attuale congiuntura”.
Obiettivo possibile anche grazie al fondamentale supporto di Ice Agenzia, che, per l’evento americano, ha messo direttamente a disposizione oltre 1,5 milioni di euro sui 5,8 di investimento complessivo a supporto dell’attività in Italia e all’estero di Vinitaly (sui 19 dedicati alla filiera del vino nel 2026, più che raddoppiati rispetto ai 9 del 2025, anche grazie ai fondi aggiuntivi assegnati all’Agenzia dal Governo). “Siamo pronti: aver portato Vinitaly.Usa, a New York, ha mosso un grandissimo interesse, siamo al tutto esaurito, e ora sta a noi far funzionare la manifestazione, e per farlo, come sappiamo, serve che ci siano i giusti importatori e distributori per i giusti produttori, per far incontrare domanda e offerta. Ci sono 600 buyers portati da Ice, da Usa, Canada e Messico, e non solo. Ma dobbiamo spingere molto sul mercato americano, per seminare e raccogliere poi risultati importanti”, ha detto il presidente Ice Agenzia, Matteo Zoppas, a WineNews, a pochi giorni dall’evento.
Che, come detto, accanto al business, metterà al centro la formazione, con un “wine2wine Vinitaly Business Forum” incentrato su mercato, canali di vendita, carte dei vini e ristorazione, enoturismo e formazione, anche questo al Pier 36 in collaborazione con Ita - Italian Trade Agency. Ad aprire i lavori, lunedì 26 ottobre (dove è attesa anche la presenza di Alex Del Piero, storico n. 10 della Juventus, Campione del Mondo con l’Italia nel 2006, oggi Ambassador Lega Serie A, ma anche imprenditore nella ristorazione con il ristorante N.10 a Los Angeles, ndr), un focus sul futuro dell’enoturismo in Italia e su chi orienta le scelte di viaggio degli americani. Con la regia anche di Vinitaly Tourism, il confronto vedrà la partecipazione di Susan Kostrzewa, già direttrice “Wine Enthusiast” e oggi editorialista di Resplendent Ink, e di Riley Pearce, direttore Trip Development per il tour operator Backroads, oltre che di Cristina Mariani (proprietaria e ceo Banfi, cantina di riferimento del territorio di Montalcino, e che ne ha permesso il suo sviluppo negli ultimo 40 anni, tra i più visitati proprio dagli americani, ndr) e Seth Snider (cofondatore di Your Private Italy, operatore specializzato in viaggi di lusso su misura in Italia). Ma il fondamentale rapporto tra vino italiano e mercato americano sarà al centro anche dei due panel realizzati da Ita - Italian Trade Agency: il wine industry forum “Il vino italiano e l’America: le prospettive. Costruire il prossimo capitolo delle relazioni vinicole tra Italia e Stati Uniti”, che vede la partecipazione di Matteo Zoppas, Giovanni Sacripante, dg Veronafiere, Bill Terlato, presidente e ceo Terlato Wine Group, Matteo Lunelli, ad Gruppo Lunelli, Alison Napjus, senior editor “Wine Spectator”, del Master of Wine Tim Marson, direttore Wine.com, e di Bobby Stuckey, Master Sommelier e fondatore Frasca Hospitality Group, moderati dall’autorevole giornalista Maria Luisa Rossi Hawkins, corrispondente da New York per Mediaset. Segue la sessione su “Produttori italiani e Master Sommelier americani: le domande che contano”, con i Master Sommelier Laura DePasquale, Julie M. Dalton (Post Oak Hotel a Houston), Jonathan Eichholz (docente di GuildSomm, con esperienza nella ristorazione stellata di New York) e Jim Bube (National Wine Director del gruppo di ristorazione Hogsalt), moderati da Stevie Kim (managing partner Vinitaly) e Jenny Hemmer DipWset, direttrice esecutiva GuildSomm International. La giornata prosegue nel segno di “Mario Soldati: perché un grande vino ha bisogno di una grande storia” con Giuseppe Pastorelli, Console generale d’Italia a New York, Chiara Soldati, nipote di Mario e alla guida della cantina La Scolca, Claudio Pagliara, direttore Istituto Italiano di Cultura N.Y., e Silvia Baldini, comunicatrice e vicepresidente Icif, Italian Culinary Institute for Foreigners, nel ricordo di un grande protagonista della cultura italiana del Novecento, nei 120 anni dalla nascita. Alla ricerca scientifica e alle abitudini di consumo è dedicato il confronto “La scienza del bere bene. La via del vino: vino, salute e stile di vita mediterraneo”, a cui intervengono Giovanni Scapagnini, professore ordinario di Nutrizione Clinica e Biochimica Clinica all’Università degli Studi del Molise, fondatore e vicepresidente Società Italiana di Nutraceutica, Federico Veronesi, ad Signorvino, Aedin Cassidy, titolare della cattedra di Nutrizione e Medicina Preventiva e direttrice della ricerca interdisciplinare all’Istituto per la Sicurezza Alimentare Globale della Queen’s University di Belfast, e Immaculata De Vivo, docente di Medicina alla Harvard Medical School e docente di Epidemiologia alla Harvard T.H. Chan School of Public Health, moderati dalla giornalista Felicity Carter, fondatrice Drinks Insider. In calendario a New York il 26 ottobre anche quattro masterclass: da quella sui vitigni autoctoni della Sardegna descritti da Stephanie Johnson (DipWset) a quella sul Metodo Classico realizzata da “Wine Enthusiast” con Jeff Porter, e, ancora, dal Friuli-Venezia Giulia a “Sauvignon, Ramato e vini che sfidano le aspettative”, entrambe curate da Filippo Bartolotta. A chiusura della prima giornata, come detto, Alison Napjus e Bruce Sanderson, annunceranno le cantine selezionate da “Wine Spectator” per Vinitaly “OperaWine” 2027 (in programma, poi, il 10 aprile, alle Gallerie Mercatali, a Verona, classico prologo di Vinitaly 2027).
L’enoturismo torna al centro della seconda giornata di wine2wine Vinitaly Business Forum, martedì 27 ottobre, con due appuntamenti: “Dalla cantina all’itinerario: come l’industria turistica internazionale vende l’enoturismo italiano”, con la regia di Ita - Italian Trade Agency e condotto dalla direttrice di “The Travel News”, Sara Magro, mentre a seguire, il Ministero del Turismo con il supporto di Enit (Agenzia Nazionale del Turismo) firma per la prima volta un incontro del format di Vinitaly a New York, “Futuro dell’enoturismo in Italia: destinazioni, esperienze e opportunità per il mercato globale”, con Ivana Jelinic, ad e facente funzioni di presidente Enit, e Gianluca Caramanna, consigliere del Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Ma il focus sarà anche sui consumatori e sul mercato americano, dalla distribuzione fino alla carta dei vini dei ristoranti. “Dove il vino può crescere: come i produttori possono conquistare i Millennials e la Gen Z in età legale per il consumo di alcolici” sarà l’incontro condotto da Erica Duecy, giornalista specializzata nel mercato del vino e fondatrice di “Business of Drinks”, che dialogherà con Max Rohn. L’attenzione si posterà poi sul Texas per leggere un mercato eterogeneo attraverso tre città: Dallas, Houston e Austin. A discuterne saranno Steven McDonald Master Sommelier, Tian Lewis DipWset, Austin Farina, responsabile del programma vini e delle operazioni Mml Hospitality, gruppo presente in cinque Stati americani con ristoranti, hotel e attività commerciali, e June Rodil Master Sommelier. Mentre Francis Creighton, presidente e ad Wine & Spirits Wholesalers of America (Wswa, l’associazione dei distributori americani di vino e distillati), Sean O’Leary, avvocato esperto di regolamentazione degli alcolici e vendita diretta del vino negli Usa, e Bartholomew Broadbent, importatore e fondatore Broadbent Selections (che rappresenta negli Usa oltre 30 produttori internazionali), spiegheranno “Come funziona davvero il sistema di distribuzione del vino negli Stati Uniti articolato su tre livelli”. E poi, ancora masterclass a partire da quelle dedicate ai mille volti dei vini del Friuli-Venezia Giulia, tra altitudini estreme e produzioni dolci curate da Filippo Bartolotta. Alle varietà italiane sarà dedicata la degustazione “Oltre Nebbiolo e Sangiovese: i vitigni italiani che i giovani sommelier dovrebbero proporre oggi”, guidata da Stephanie Johnson e Jack Liggett, cui si affianca l’appuntamento firmato “Decanter”, “Il carattere regionale dell’Italia: qualità premiata e identità dei territori”, condotto da Michaela Morris. A chiudere il percorso formativo sarà la degustazione della Vinitaly International Academy “Oltre le basi: degustare l’Italia” guidata dalla Master of Wine Sarah Heller.
Per una due giorni di business, incontri e degustazioni che saranno un momento fondamentale per un’Italia del vino che fa sistema per tornare a crescere in quegli Usa che, negli ultimi 10 anni, hanno visto l’export enoico dall’Italia passato da 1,28 miliardi di euro nel 2015 a 1,75 miliardi di euro nel 2025, con una crescita del 36,7% (dati Istat), a cui il Belpaese enoico vuole tornare a dare vigore.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026