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TERRITORI ECCELLENTI

La Sicilia è l’“International Wine Region of the Year” 2026 dei “Wine Enthusiast Wine Star Awards”

Riconoscimento a una lunga storia vinicola, e ad un’“ospitalità senza pari”. Alessio Planeta (presidente Doc Sicilia): “un grande orgoglio”

“Continente enoico” e mosaico di vigneti che affondano le radici tanto sulle coste del Mediterraneo che sui suoli vulcanici dell’Etna, nella Val di Noto come nel trapanese, ma anche di suoli e vitigni autoctoni e internazionali senza pari, regione che in pochi anni ha vissuto un “rinascimento” enoico come poche altre, anche grazie ad una visione comune tra i produttori più virtuosi, come gli oltre cento riuniti in Assovini Sicilia (intuizione di tre grandi “patriarchi” come Diego Planeta, Giacomo Rallo e Lucio Tasca, fondata nel 1998, o oggi guidata da Gabriella Favara) e ad una strategia che, sotto la Doc Sicilia, primo grande esempio di denominazione regionale in Italia, ha riaffermato uno dei brand più forti e diffusi del made in Italy, la Sicilia “terra di ospitalità senza pari, è la regione vinicola internazionale dell’anno”. Con queste parole il magazine americano “Wine Enthusiast” ha annunciato il riconoscimento alla Sicilia come “International Wine Region of the Year” nel quadro dei suoi prestigiosi “Wine Stars Awards” 2026, che saranno celebrati nella tradizionale cena di gale il 25 gennaio a San Francisco.
Un riconoscimento, spiega il magazine americano, ad una storia vinicola che attraversa “almeno 27 secoli e 7 civiltà”, per una Sicilia che non ha mai produtto vini buoni come quelli di oggi. Un premio, quello alla Sicilia (che si unisce a quelli andati, dal 2000 ad oggi, a Franciacorta, Abruzzo e Trentino, ndr), che “è un grandissimo onore e una testimonianza dell’evoluzione della nostra regione vinicola. La forza della Sicilia risiede nella sua straordinaria diversità di vitigni autoctoni e terroir, e nella capacità dei nostri produttori di coniugare tradizione e innovazione. Questo premio è motivo di grande orgoglio e un’importante opportunità per continuare a condividere l’identità, la qualità e l’energia del vino siciliano con il mondo”, ha dichiarato Alessio Planeta, presidente Consorzio Vini Doc Sicilia, che rappresentata quasi 8.000 viticoltori e circa 500 imbottigliatori che valorizzano una viticoltura regionale che conta oltre 96.000 ettari vitali, seconda regione d’Italia (con il 14% dei vigneti, ndr) di cui il 30% in regime biologico, che ne fa il “vigneto bio” più esteso del Belpaese.
Al centro dell’identità siciliana, ricorda il Consorzio Doc Sicilia, c’è la sua straordinaria diversità. Situata nel cuore del Mediterraneo, l’isola è stata crocevia di civiltà per millenni, accogliendo fenici, greci, romani, arabi, spagnoli, francesi e inglesi. Questo ricco patrimonio culturale continua a plasmare le sue tradizioni agricole, culinarie e vitivinicole, e si sposa perfettamente con un paesaggio straordinariamente vario, dove i vigneti si estendono dalle coste mediterranee e dalle dolci colline interne fino ai pendii vulcanici. La Sicilia, ricorda ancora il Consorzio, ospita oltre 70 vitigni autoctoni, tra cui Grillo, Catarratto, Inzolia, Grecanico, Nero d’Avola, Frappato e Nerello Mascalese. Dai bianchi freschi e salini della costa agli eleganti rossi vulcanici, fino ai vini storici di specifici territori e isole della regione, l’isola offre una straordinaria varietà di stili profondamente legati al territorio. Sebbene l’Etna sia diventato uno dei territori vinicoli siciliani più riconosciuti a livello internazionale, l’identità vitivinicola dell’isola si estende ben oltre il vulcano, raggiungendo territori come, Marsala, Noto, Pantelleria, Vittoria, e non solo.
Per una regione “che ospita la zona vitivinicola più verde e sostenibile d’Italia, e ha subìto una profonda trasformazione negli ultimi decenni, coniugando la sua ricca tradizione con pratiche viticole sostenibili e approcci moderni in cantina. Il risultato è una nuova generazione di vini che privilegiano freschezza, bevibilità e una chiara espressione dei diversi terroir dell’isola. La denominazione Sicilia Doc ha svolto un ruolo importante in questa evoluzione, contribuendo a proteggere e promuovere i vitigni autoctoni e a rafforzare l’identità e la reputazione qualitativa dei vini siciliani nel mondo”. Una reputazione altissima, oggi riconosciuta anche dal premio di “Wine Enthusiast”.

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