La tutela della natura e del territorio passa sempre più spesso dall’impegno diretto delle imprese, chiamate a trasformare la sostenibilità da concetto astratto ad azione concreta. In questo contesto si inserisce il nuovo riconoscimento ottenuto da Barone Pizzini, storica cantina della Franciacorta che, dopo aver ottenuto nel 2015 la certificazione internazionale “Biodiversity Friend” (schema volontario ideato dalla World Biodiversity Association nel 2010 per valutare la conservazione della biodiversità in agricoltura e in altri ambienti, ndr), ha conquistato anche il riconoscimento di “Custode della Biodiversità” da Legambiente. E che che certifica un ulteriore passo in un percorso di sostenibilità portato avanti da oltre 30 anni.
La consegna ufficiale del riconoscimento al ceo Silvano Brescianini è andata in scena, nei giorni scorsi giorni, da Barone Pizzini a Provaglio d’Iseo, nell’incontro “Biodiversità in vigna”, dedicato al rapporto tra ambiente, suolo e viticoltura sostenibile con Legambiente Lombardia, l’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste della Regione Lombardia Ersaf e Studio Agronomico Sata.
Il premio si inserisce nel “Life NatConnect2030”, acronimo di “Natural Connections for Natura2000 in Northern Italy to 2030” - “Connessioni naturali per Natura2000 nel Nord Italia fino al 2030”, progetto, cofinanziato dall’Unione Europea e coordinato da Regione Lombardia con il supporto di Fondazione Cariplo, che coinvolge 16 partner. Avviato nel 2024 e in programma fino al 2032, interessa Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Provincia Autonoma di Trento. L’obiettivo è rafforzare la biodiversità e la connessione della rete ecologica attraverso interventi di ripristino degli habitat, sviluppo delle connessioni ecologiche, adattamento ai cambiamenti climatici e gestione delle specie invasive.
Ma entrare nella rete dei “Custodi della Biodiversità” non significa solo ricevere un attestato, ma assumere volontariamente precisi impegni per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale. Alla base vi è il principio della “custodia del territorio” promosso da Legambiente Lombardia, che coinvolge chi opera e vive quotidianamente un’area rendendolo protagonista della sua tutela attraverso interventi concreti a favore della conservazione della natura, della cura dei luoghi e della protezione di un bene comune.
“Abbiamo sempre visto gli enti certificatori come un punto di vista nuovo, un occhio che guardava cose diverse rispetto a quelle che guardavamo noi e, quindi, come un’opportunità e non come un limite, in quanto fai il biologico perché per il pezzo di terra che lavori, tu stai cercando di cambiare il mondo”, ha detto Silvano Brescianini, ceo Barone Pizzini, sottolineando come “incoraggiando la biodiversità, permettiamo alla vite di crescere in un suolo ricco di vita, sviluppando una maggiore resistenza alle malattie”.
Per la cantina franciacortina, il premio è il naturale sviluppo di una filosofia che non vede il vigneto come una semplice superficie produttiva, ma come un ecosistema complesso, sia sopra che sotto il terreno. La qualità dell’uva dipende dalla vitalità del suolo, dalla presenza di diverse specie vegetali e animali, e dall’equilibrio ambientale. Un approccio che trova ora nella qualifica di “Custode” nuovi strumenti di osservazione, monitoraggio e approfondimento scientifico.
“Tutto questo implica più impegno, sia intellettuale che operativo, e richiede di adattarsi ai ritmi della natura, ma non sarebbe incoerente pensare a un prodotto di qualità fatto con cose che non hanno nulla a che fare con la natura? Del resto il biologico e la sostenibilità sono il mezzo, il fine è la qualità”, ha aggiunto Brescianini.
Tra gli impegni previsti dal programma figura il monitoraggio della biodiversità del suolo, attività che Barone Pizzini svolge già da anni insieme allo Studio Agronomico Sata. L’attività comprende il censimento dei microartropodi utilizzati come indicatori della salubrità e della fertilità biologica del terreno e l’attribuzione dell’indice Qualità Biologica del Suolo - Arthropods (Qbs-ar), indice della qualità biologica del suolo, in collaborazione con l’Agrofood Research Hub dell’Università degli Studi di Brescia. In parallelo, verrà monitorata anche la biodiversità aerea: in particolare carabidi, coleotteri, ditteri e imenotteri, gruppi di insetti che fungono da indicatori della ricchezza biologica. Sarà valutato anche il ruolo degli agroecosistemi: si osserveranno i siti di nidificazione, le aree umide e gli spazi che favoriscono gli insetti impollinatori. Inoltre, si calcolerà la capacità di sequestro del carbonio all’interno dell’ecosistema agricolo. Tutti i dati raccolti e le attività svolte saranno resi pubblici, per condividere conoscenze e promuovere la trasparenza.
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