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NORMATIVA

Vino ed etichette, Lollobrigida firma la deroga sul tema “i” - “ingredienti”, almeno per l’Italia

La deroga al regolamento Ue, in vigore dall’8 dicembre 2023, vale solo in Italia, fino all’8 marzo. Positivo il commento Uiv e Coldiretti

L’Italia prova a prendere tempo, in extremis, sul nuovo regolamento Ue (n. 2021/2117) sulle indicazioni nutrizionali nelle etichette dei vini e degli alcolici in genere, che, come noto da tempo, entra in vigore da domani, 8 dicembre 2023, e che, nelle ultime settimane, sul tema dell’indicazione della parola “ingredienti” (nelle diverse lingue dell’Unione Europea) che secondo alcuni si sarebbe potuta sostituire ad una più pratica “i”, ma non secondo i chiarimenti della Commissione Europea, ha sollevato più di un malumore nella filiera del vino italiano. Secondo il decreto firmato oggi al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida che, almeno nelle intenzioni, almeno entro i confini dell’Italia, di fatto prova a posticipare l’entrata in vigore di una parte del nuovo regolamento, “a decorrere dal giorno 8 dicembre 2023, è consentito etichettare e commercializzare i vini e i prodotti vitivinicoli aromatizzati con etichette riportanti il simbolo Iso 2076 “i” accanto al Qr Code che rimanda alle informazioni relative alla lista degli ingredienti de alla dichiarazione nutrizionale”. Ancora, si legge nel decreto, “La deroga ... è limitata ad un periodo di tre mesi decorrente dall’8 dicembre 2023, fino all’8 marzo 2024 e solo per il vino e i prodotti vitivinicoli aromatizzati circolanti sul territorio nazionale”.
“In merito alle sollecitazioni di alcuni colleghi, vorrei assicurare che, come annunciato nell’incontro con i componenti della Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni, presieduta da Federico Caner, e alle associazioni di settore, ho firmato il decreto che posticipa l’introduzione e l’applicazione della normativa europea sul cambio di etichettatura del vino, permettendo così l’utilizzo e l’esaurimento delle etichette già in magazzino. Il Ministero dell’Agricoltura, infatti, si è attivato sin da subito per arrivare alla data dell’8 dicembre con la soluzione per sostenere e tutelare un comparto fondamentale per l’economia della nostra Nazione. In sede europea, nel prossimo Agrifish, tratterò il tema delle linee guida sulla etichettatura, per risolvere alcune indicazioni che presentano criticità e che ad oggi risulterebbero superabili con il buonsenso”, spiega una nota del Ministro Lollobrigida.
Positiva la reazione di Unione Italiana Vini (Uiv), il cui presidente, Lamberto Frescobaldi, si legge in una nota ufficiale, “ha incontrato ieri il Ministro Lollobrigida in merito alle difficoltà legate alla nuova norma Ue sull’etichettatura.
Le linee guida “last minute” della Commissione Ue hanno infatti generato una babele interpretativa in cui ogni Stato membro esprime una propria lettura, determinando così una mancata armonizzazione delle regole di mercato”. Per Frescobaldi, “il Regolamento comunitario (2021/2117) pubblicato 2 anni fa definiva regole che ora sono state rimesse in gioco da una burocrazia che anziché andare incontro alle imprese le ostacola. Apprezzo il grande supporto del Ministro Lollobrigida che si è impegnato in prima persona a risolvere questo scottante tema, a partire, già oggi, dalla firma del decreto di proroga delle etichette precedentemente stampate. Al contempo, accolgo con favore l’intenzione del Ministro di portare il dossier al prossimo Agrifish (Consiglio europeo di Agricoltura e Pesca) previsto il 10 e l’11 dicembre. Serve anche in ambito comunitario un’immediata sospensione in merito alla principale criticità contenuta nelle linee guida della Commissione (Q&A n.38), al fine di rivederne il contenuto e garantire certezza giuridica alle imprese. Contestualmente, sarà necessario ottenere il consenso all’utilizzo di tutte le etichette stampate prima della pubblicazione delle linee guida e fino a esaurimento scorte”. Da capire, adesso, cosa dirà l’Europa, visto che, in generale, a differenza delle direttive, i regolamenti Ue vanno recepiti così come sono, e le uniche eccezioni consentite a livello nazionale, talvolta, possono essere solo più restrittive di quanto previsto dal regolamento stesso. Unione Europea che, intanto, in un comunicato ufficiale sul sito della Commissione Agricoltura, spiega: “domani, 8 dicembre 2023, entreranno in vigore nuove norme sull’etichettatura degli ingredienti e sui valori nutrizionali del vino e dei prodotti vitivinicoli aromatizzati nell’Unione europea. Le informazioni supplementari fornite sulle etichette consentiranno ai consumatori di compiere scelte più informate.
Le nuove norme si applicheranno a tutti i vini e ai prodotti vitivinicoli ottenuti dalla vendemmia 2024, mentre tutti i vini prodotti prima dell’8 dicembre 2023 saranno ancora esentati dalle nuove norme fino all’esaurimento delle scorte”. Ancora, spiega la Commissione, gli operatori avranno la possibilità di indicare l’elenco degli ingredienti e la dichiarazione nutrizionale sull’etichetta fisica del vino o tramite un apposito mezzo elettronico, come un codice QR. Le sostanze allergeniche continueranno ad essere presentate sull’etichetta fisica come, ora, il valore energetico. Le informazioni fornite online dovranno essere chiaramente visibili e accessibili ai consumatori come le informazioni fornite su un’etichetta fisica. Il termine “ingredienti” dovrebbe essere facilmente identificato dai consumatori nell’etichetta e non confuso con altri mezzi elettronici contenenti messaggi di marketing. Sebbene siano state stabilite norme nel 2021 e norme più dettagliate emanate mesi fa, la Commissione ha recentemente pubblicato una serie di domande e risposte per orientare gli operatori e gli Stati membri nell’applicazione delle nuove norme. Le autorità nazionali saranno responsabili dell’applicazione delle nuove norme”.
Il nuovo regolamento, spiega ancora la Commissione Agricoltura Ue, “coprirà il divario esistente tra il vino e tutti gli altri prodotti alimentari che per molti anni sono stati tenuti a fornire tali informazioni. Il vino è stato finora esentato, come altre bevande alcoliche, dall’obbligo di fornire le informazioni contenute nell’elenco degli ingredienti e nella dichiarazione nutrizionale. Nelle nuove etichette dei vini, i consumatori potranno trovare almeno le seguenti informazioni su tutti i vini venduti nell’Unione Europea: la denominazione della categoria dei prodotti vitivinicoli; il termine “denominazione di origine protetta” (Dop) o “Indicazione geografica protetta (Igp) e il suo nome, per i vini registrati come indicazioni geografiche; titolo alcolometrico volumico effettivo; l’indicazione della provenienza; il nome dell’imbottigliatore o il nome del produttore o del venditore; il contenuto netto; il tenore di zucchero per le categorie di vini spumanti; la dichiarazione nutrizionale; l’elenco degli ingredienti; le sostanze che causano allergie o intolleranze; la data minima di durabilità per i prodotti vitivinicoli sottoposti a trattamento di dealcolizzazione. Queste informazioni complete garantiranno ai consumatori la massima trasparenza nella scelta e nell’acquisto del vino”.

Focus - Il commento Coldiretti: “bene decreto, salva dal macero 50 milioni di etichette”
Sono salve 50 milioni di etichette per il vino Made in Italy messe a rischio dalle nuove norme Ue. Ad affermarlo è la Coldiretti sull’annuncio del Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida della firma del decreto che posticipa l’introduzione e l’applicazione della normativa europea sul cambio di etichettatura del vino, permettendo cosi l’utilizzo e l’esaurimento delle etichette già in magazzino. La norma, che entra in vigore dall’8 dicembre, impone - spiega Coldiretti - l’inserimento delle informazioni relative a ingredienti e valori nutrizionali e inizialmente prevedeva che per gli ingredienti fosse utilizzato un codice QR accompagnato dalla lettera “I”.
A poche settimane dall’entrata in vigore, la Commissione ha deciso di inserire il termine completo “ingredienti”, condannando di fatto al macero tutte le etichette già stampate dai produttori che si erano organizzati per tempo. n problema subito denunciato dalla Coldiretti a tutela di un settore già colpito dall’impennata del costo del vetro cavo per le bottiglie che hanno fatto segnare un aumento che ha raggiunto il 58% nell’arco di 18 mesi mette a rischio la competitività del vino italiano sul mercato nazionale ed estero dove per la prima volta dopo oltre un decennio sono calate le vendite in valore (-1%). Non a caso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria per una presunta intesa restrittiva della concorrenza nella vendita delle bottiglie di vetro.
Non si tratta, peraltro, della prima “grana” - ricorda Coldiretti - causata al Vigneto Italia dalle politiche adottate dall’Unione Europea. Si va dalla scelta della Commissione di dare il via libera all’introduzione di etichette allarmistiche sul vino decisa dall’Irlanda alla decisione della Ue di autorizzare nell’ambito delle pratiche enologiche l’eliminazione totale o parziale dell’alcol anche nei vini a denominazione di origine, dalla pratica dello zuccheraggio fino al vino senza uva con l’autorizzazione alla produzione e commercializzazioni di vini ottenuti dalla fermentazione di frutti diversi dall’uva come lamponi e ribes molto diffusi nei Paesi dell’Est.
Ma a pesare sono anche i rischi legati alle richieste di riconoscimento di denominazioni che evocano le eccellenze Made in Italy - ricorda Coldiretti - come nel caso del Prosek croato, un vino dolce da dessert tradizionalmente proveniente dalla zona meridionale della Dalmazia, contro la cui domanda di registrazione tra le menzioni tradizionale l’Italia ha fatto ricorso, in virtù del fatto che potrebbe danneggiare il Prosecco. “Il vino rappresenta un patrimonio del made in Italy anche dal punto di vista occupazionale che va difeso dai tentativi di colpevolizzarlo sulla base di un approccio ideologico che non tiene contro di una storia millenaria che ha contribuito non solo a far grande il nostro agroalimentare, ma si inserisce appieno nella Dieta Mediterranea che, in questi anni, ha visto gli italiani primeggiare per longevità a livello europeo e mondiale” ha dichiarato il presidente Coldiretti Ettore Prandini.

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