È ancora in calo, ma in recupero sul 2025, almeno in volume l’export di vino nel 2026, che a luglio ha ridotto il gap con le performance dell’anno precedente, soprattutto grazie al recupero degli Stati Uniti, che restano, però, ancora decisamente in territorio negativo. Così come avviene in tutti i principali mercati del Nord America e d’Europa, mentre segnali di crescita importanti, dopo anni di arretramenti, arrivano dall’Oriente e dal Sudamerica e, soprattutto, dalla Russia. Secondo i dati Istat sui primi 7 mesi dell’anno analizzati da WineNews, a livello globale le esportazioni di vino italiano hanno raggiunto i 4,35 miliardi di euro (-5,3% su luglio 2025) per 1,19 miliardi di litri (-0,8%), recuperando sul dato di metà anno che vedeva l’export contrarsi del -6,2% in valore, e nei volumi, che erano a -4%. Con un dato quantitativo tornato quasi in partita a scapito, evidentemente, del prezzo medio di uscita dalla cantina.
Tra i singoli Paesi, significativa la riduzione del divario con i primi 7 mesi 2025 negli Stati Uniti, che, fino a luglio, hanno importato vino italiano per 997,4 milioni di euro (-11,2% sul 2025, ma con un dato in miglioramento dal -14,1% di metà anno) per 196,1 milioni di litri (-5,7%). Restando in Nord America, in recupero anche il Canada, che contiene la diminuzione a 229,5 milioni di euro (-5,5% sui primi 7 mesi 2025) per 41,8 milioni di litri (-1,6%).
In grande affanno, ancora, i mercati europei: la Germania fa 632,7 milioni di euro (-6,6%) per 266,6 milioni di litri (-11,9%), il Regno Unito si ferma a 420,9 milioni di euro (-6,3%) per 135,1 milioni di litri (-5,7%), la Svizzera tocca i 204,1 milioni di euro (-10,7%) per 36 milioni di litri (-8,6%), e la Francia arretra a 186,5 milioni di euro (-1,84%) per 56,2 milioni di litri (-5,70%).
Note largamente positive arrivano, invece, dalla Russia, che schizza a 177,3 milioni di euro (+82,4% sui primi 7 mesi 2025) per 31,9 milioni di litri (+19,9%), ma anche da Oriente, dove il Giappone recupera fino a quasi alla parità in valore (106,4 milioni di euro, -0,9%) e cresce in volume (29 milioni di litri, +9,4%), e dalla Cina, che, pur partendo da valori più piccoli, è in forte recupero (+22,6% in valore, a 46,6 milioni di euro, +7,4% in volume, per 8,7 milioni di litri). Guardando al Mercosur, contrastato l’andamento del Brasile, che cresce nettamente in valore (+6,7%, a 25,5 milioni di euro), ma arretra in volume (-3,2%, a 6 milioni di litri).
Sono solo alcuni mercati, tra quelli più importanti o promettenti per il vino italiano, i cui numeri disegnano un quadro ancora evidentemente difficile, dunque, ma in progressivo miglioramento, per le esportazioni del vino italiano nel suo complesso. Regalando un po’ di speranza per una fine d’anno meno negativa di quanto lasciavano pensare i primi mesi 2026.
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