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ECCO L'AUTOREVOLE “SUPER-CLASSIFICA” DEL SETTIMANALE “IL MONDO”, L’UNICA REDATTA CON METODI DA ANALISI FINANZIARIA: AL VERTICE IL MASSETO, SEGUITO DA DUE VINI DELLA FEUDI DI SAN GREGORIO PATRIMO E SERPICO

Italia
Enzo Ercolino, patron di Feudi di San Gregorio, piazza due vini (Patrimo e Serpico) nei primi tre posti nella superclassifica de "Il Mondo"

A dicembre, quando il clamore sollevato dalle guide sul vino si è appena sopito, è di nuovo tempo di classifiche, o meglio, di “super-classifiche” enologiche: i settimanali e le riviste specializzate si divertono ad incrociare i giudizi espressi dalle guide più importanti, ottenendo così una graduatoria assoluta dei migliori vini in Italia. L’ultima uscita è quella del settimanale Il Mondo, a cura della giornalista Anna di Martino, che si distingue da tutte le altre perché adotta metodologie abitualmente utilizzate in analisi finanziaria. Di Martino ha preso in esame le cinque guide più autorevoli, ovvero Gambero Rosso-Slow Food (curatori Daniele Cernilli e Gigi Piumatti), Duemilavini dell’Associazione Italiana Sommelier (direttore Franco Ricci), la Guida dell’Espresso (a cura di Alessandro Masnaghetti, con la collaborazione di Massimo Zanichelli), la Guida Oro di Luigi Veronelli (curata da Luigi Brozzoni e Daniel Thomases) ed infine la Guida di Luca Maroni, che usano però diversi tipi di punteggio: il Gambero Rosso-Slow Food assegna il voto attraverso il numero di bicchieri, da uno a tre. Duemilavini utilizza i grappoli d’uva, da 3 a 5, precisando che i 3 grappoli equivalgono a un punteggio da 77 a 83/100, i 4 grappoli indicano un voto da 84 a 90/100 e infine i 5 grappoli un voto da 91 a 100/100. La Guida Oro di Luigi Veronelli assegna i voti direttamente in centesimi (e in più contiene i Soli attribuiti da Luigi Veronelli) e anche Luca Maroni ha scelto il sistema centesimale. L’Espresso invece ha optato per un giudizio in ventesimi. Per arrivare al punteggio complessivo e stilare la sua “super-classifica”, Il Mondo ha cercato di rendere omogenee le votazioni delle cinque guide traducendole tutte in centesimi. Nei casi in cui un vino non sia stato degustato da una singola guida, invece di penalizzare quel produttore (come accade in altre “super-classifiche”) Il Mondo ha utilizzato un metodo correttivo, adottato in analisi finanziaria, usando il punteggio medio di quella guida e indicandolo nella tabella con un diverso colore. Non sono rientrati nella graduatoria i vini, anche eccellenti, che non sono stati degustati in quell’annata da più di una guida.

Ed ecco allora la superclassifica de Il Mondo, ovvero le 135 etichette al vertice del mercato enologico italiano
Al primo posto, a pari merito, il Masseto 1999 e il Bolgheri superiore 1999 della Tenuta dell’Ornellaia dei Moldavi e dei Frescobaldi.Al secondo posto il Patrimo 2000 e il Serpico 2000 dei Feudi di San Gregorio, delle famiglie Ercolino e Capaldo. Al terzo posto La Firma delle Cantine del Notaio dell'agronomo lucano Gerardo Giuratrabocchetti e il Siepi del Castello di Fonterutoli dei marchesi Mazzei. Ecco le sei etichette, tre toscane, due campane e una lucana, che si dividono, a pari merito, i primi tre primi posti al vertice della “super-classifica” 2003 dei migliori vini d'Italia. Detto questo, e mettendo in conto inevitabili imperfezioni o lacune, la graduatoria stilata da Il Mondo costituisce la prova del nove definitiva dell'alta qualità raggiunta dal vino italiano. Si scopre infatti che in una scala di soli 25 gradini si concentrano ben 135 etichette, con un punteggio totale che va dai 468 punti ottenuti dai primi due vini in classifica ai 439 punti totalizzati dai tre vini che chiudono la graduatoria: il Percarlo 1999, prodotto dalla famiglia Martini di Cigala nella Fattoria di San Giusto a Tentennano nel Chianti; il Barbaresco Sorì Paitin Vecchie vigne della famiglia Pasquero Elia; il Barolo Grambussia di Aldo Conterno, tra i grandi produttori di vini di Langa, oggi coadiuvato dai figli Giacomo, Franco e Stefano.Su oltre cento aziende presenti in classifica, solo due si tolgono la soddisfazione di godersi un posto in beata solitudine. Quella del piemontese Angelo Gaja, tra i vignaioli più famosi al mondo, che si è piazzato da solo al quarto posto, con i due Langhe Nebbiolo Sorì San Lorenzo e Sorì Tildin (ed è anche presente al 21mo e al 22mo posto con il Brunello della fattoria di Pieve Santa Restituta e con il Langhe Nebbiolo Costa russi). E la toscana Fattoria Petrolo dei Mazzocchi Sanjust, al quinto posto con il Galatrona 2000, un Merlot, come anche il Masseto e il Patrimo. A quota 458 punti, sette rossi occupano la sesta posizione. Tra questi c'è il Solaia dei Marchesi Antinori, griffe enologica che occupa anche il 14mo e il 23mo posto con due etichette della sua azienda umbra Castello della Sala e il 16mo posto con il Negroamaro Masseria Majne 2000 della fattoria di Tormaresca in Puglia, giovane proprietà della casata fiorentina guidata da Piero Antinori. Oltre al Solaia, due Brunelli di Montalcino 1997 (forse la migliore annata del Novecento): quello della Tenuta San Filippodella famiglia Fanti e il Poggio Banale de La Poderina, azienda agricola che fa capo, attraverso Saiagricola, alla Sai di Salvatore Ligresti. Anche un'altra assicurazione può vantare un vino super: è la Ras con il Vigorello, piazzato al 22mo posto. Con 458 punti c'è il Montevetrano di Silvia Imparato in Campania; il nero d'Avola Harmonium della casa vinicola Firriato di Girolamo e Salvatore Di Gaetano. E il Montefalco Sagrantino 25 anni di Arnaldo Caprai e di suo figlio Marco alla guida di un'azienda che rappresenta uno dei successi più concreti del settore e ha contribuito in maniera decisiva al rilancio dell'immagine del suo territorio sul mercato domestico e internazionale. Ancora rossi al settimo posto: come il Lupicaia 2000 prodotto nel Castello del Terriccio di Gian Annibale Rossi di Medelana (grande allevatore di cavalli da corsa). E all'ottavo, dove campeggiano due tra i migliori vini piemontesi firmati da Giorgio Rivetti titolare de La Spinetta e due vini figli del grande enologo Giacomo Tachis: il Sassicaia della Tenuta San Guido del marchese Nicolò Incisa della Rocchetta e il sardo Turriga, di Antonio, Franco e Giuseppe Argiolas. Al nono posto, un bianco siciliano interrompe la supremazia dei rossi: è il Cometa 2001 di Alessio, Francesca e Santi Planeta ormai proiettati tra le star del vino e presenti anche al 12mo posto con il rosso Burdese e al 18mo con lo chardonnay 2000. Tra i compagni di Cometa c'è l'Amarone della famiglia veneta Allegrini, il Montepulciano Villa Gemma dell'abruzzese Gianni Masciarelli, il Barolo di una grande firma come Roberto Voerzio, il Granato della trentina Elisabetta Foradori. Il Fratta di Fausto Maculan (cui va il merito di aver riscoperto il Torcolato, vino passito delle colline del vicentino) è al decimo posto, come il bianco di Les Cretes, la prima maison vinicola privata valdostana di proprietà di Costantino Charrère, o come il Deliella 2000, il nero d'avola del Feudo Principi di Butera di Gianni Zonin Vineyard: uno dei vini rivelazione del Sud. In effetti l'alto e condiviso punteggio del nuovo vino siciliano al suo esordio premia il viticoltore-banchiere veneto, il più grande proprietario di vigne in Italia con più di 1.800 ettari, che è stato tra i primi a credere nel rilancio della vitivinicoltura siciliana, con il suo corredo di vitigni autoctoni, come appunto il nero d'Avola. A quota 11 un altro exploit: quello del Giramonte 2000, nuovo nato della Tenuta di Castiglioni dei Marchesi Frescobaldi, nel Chianti dei colli fiorentini, che alla sua prima uscita ha già collezionato un ricco medagliere. La famiglia di vignaioli fiorentini (anche il primo posto a braccetto di Moldavi) conquista un altro piazzamento con il Chianti Rufina Montesodi al 12mo posto. Su questo stesso scalino c'è, tra gli altri, la cantina pugliese Conti Zecca di proprietà dell'omonima famiglia di Leverano nel Salento e la toscana Tenuta Sette Ponti dell'imprenditore della moda e del vino Antonio Moretti. Come si vede, tra un posto e l'altro della classifica dei vini superstar, la differenza è quasi sempre di un solo punto. In questa gara sul filo di lana, il supertuscan Casalferro prodotto dal barone Francesco Ricasoli, si colloca con 450 punti al 14mo posto. Stesso piazzamento per il Collio chardonnay di Villa Russiz: una realtà friulana che oltre a fare ottimo vino è anche un ente pubblico che destina i proventi della gestione vinicola al mantenimento della casa famiglia per minori disagiati. Poco sotto, ecco a quota 16 la chiantigiana Agricola Querciabella di Giuseppe e Sebastiano Castiglioni con il suo supertuscan Camartina ed ecco la cantina friulana Venica & Venica con il delizioso Ronco delle Mele, prodotto da Giorgio, Gianni, Giampaolo e Ornella Venica (anche presidente del Movimento del turismo del vino). Ancora avanti nella graduatoria si incontrano altri vini cult. Come il Passito Ben Ryè della siciliana Donna Fugata della famiglia Rallo, I sodi di San Niccolò del Castellare di Castellina di Paolo Panerai, le Vigne Cinquant'anni delle Vigne di Zamò di proprietà dell'omonima famiglia friulana o ancora l'Apparita del Castello di Ama di Marco Pallanti e Lorenza Sebasti. Complessivamente la ragione più rappresentata nella classifica è la Toscana con ben 45 cantine, seguita da Piemonte a quota 27.
I primi 10 posti della “super-classifica” 2003 dei migliori vini d'Italia
Masseto 1999 - Tenuta dell'Ornellaia - Toscana
Patrimo 2000 - Feudi di San Gregorio - Campania
Serpico 2000 Aglianico dell'Irpinia - Feudi di San Gregorio - Campania
La Firma - Aglianico del Vulture 2000 Cantine del Notaio - Basilicata
Siepi 2000 - Castello di Fonterutoli - Toscana
Bolgheri superiore Ornellaia 1999 - Tenuta dell'Ornellaia - Toscana
Langhe Nebbiolo Sorì San Lorenzo 1998 - Gaja - Piemonte
Langhe Nebbiolo Sorì Tildin 1998 - Gaja - Piemonte
Galatrona 2000 Merlot - Fattoria Petrolo - Toscana
Solaia 1999 - Marchesi Antinori - Toscana
Montevetrano 2000 - Montevetrano - Campania
Brunello di Montalcino 1997 Fanti - Tenuta San Filippo - Toscana
Montefalco Sagrantino 25 Anni 1999 - Arnaldo Caprai - Umbria
Brunello di Montalcino Poggio Banale 1997 - La Poderina - Toscana
Harmonium 2000 - Firriato - Sicilia
Campoleone 2000 - Lamborghini/La Fiorita -  Umbria
Lupicaia 2000 - Castello del Terriccio - Toscana
Barbaresco Vigneto Starderi 1999 - La Spinetta - Piemonte
Bolgheri Sassicaia 1999 - Tenuta San Guido - Toscana
Barbera d'Asti superiore 2000 - La Spinetta - Piemonte
Turriga 1998 - Argiolas - Sardegna
Amarone della Valpolicella Classico 1998 - Allegrini - Veneto
Montepulciano d'Abruzzo Villa Gemma 1998 - Masciarelli - Abruzzo
Cometa 2001 (bianco) - Planeta - Sicilia
San Martino 1999 - Villa Cafaggio - Toscana
Barolo Brunate 1998 - Roberto Voerzio - Piemonte
Granato 2000 Teroldego - Foradori - Trentino
Fratta 2000 - Maculan - Veneto
Deliella 2000 Nero d'Avola - Feudo Principi di Butera - Sicilia
Montiano 2000 Merlot - Falesco - Lazio
Chardonnay Cuvée Frisonnière Bois 2000 (bianco) - Les Cretes - Val d'Aosta
Chianti Classico Giorgio Primo 2000 - Fattoria La Massa - Toscana

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