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Agroalimentare italiano da record: a novembre 2025 export a 67 miliardi di euro (+5%)

Il report AgriMercati 1/2026 by Ismea: nei 9 mesi crescono anche le vendite dei prodotti alimentari domestici. Spumanti a +5,8%, vino a -2,6%

Prosegue la marcia positiva dell’agroalimentare italiano nei mercati del mondo. Nei primi 11 mesi 2025, le vendite estere sfiorano 67 miliardi di euro (+5%), con segnali positivi anche sul fronte del valore aggiunto agricolo (+0,6% nel terzo trimestre 2025 sul terzo trimestre 2024) e della produzione dell’industria alimentare (+4,5% nei primi 9 mesi 2025 sullo stesso periodo 2024). A dirlo, è il report AgriMercati 1/2026 by Ismea sottolineando che, nel complesso, l’andamento dei flussi lascia prevedere una chiusura d’anno che possa assestarsi intorno ai 73 miliardi di euro, segnando un nuovo record per il comparto.
Secondo i dati dell’Osservatorio Ismea-Niq, raccolti su un campione di 16.000 famiglie, le vendite di prodotti alimentari domestici, dopo il +6,8% del 2022, il +8,6% del 2023 e il +2% del 2024, hanno evidenziato un’ulteriore accelerazione nei primi 9 mesi 2025 (+4%). Confermato il recupero dei volumi nel carrello per molti prodotti che recuperano le quote perdute. In particolare, sono tornati a crescere i volumi venduti di olio extra vergine di oliva (+14,8%) per il quale c’è stata una contestuale flessione del prezzo (-21%), dei vini spumanti (+5,8%), di uova (+6,7%), ma anche di pane (+3,1%), ortaggi freschi (+2,9%), passate di pomodoro (+2%), formaggi freschi (+3,9%), yogurt (+4,9%), carni avicole (+2%). Al contrario, invece, si sono ridotte le quantità acquistate di latte fresco (-3,3%), olio di semi (-7,1%) e vino (-2,6%); anche le merende dei più piccoli stanno cambiando: meno succhi di frutta (-6,2%) e meno merendine (-3,8%). Per le bevande alcoliche, vino escluso, il periodo gennaio-settembre 2025 ha registrato più acquisti (+1,9%) sullo stesso periodo 2024. I maggiori incrementi di prezzo che i consumatori hanno dovuto affrontare sono stati per il caffè (+16%), per le carni bovine (+10,4%) e per i formaggi “duri” (in cui rientrano Grana Padano e Parmigiano Reggiano: +9,5%).
Gli italiani nel carrello mettono equilibrio e salute, riducendo l’eccesso calorico e introducendo alternative più sostenibili. A livello di canali, il supermercato resta quello prevalentemente utilizzato (41% della spesa) con una dinamica positiva dei fatturati superiore alla media nazionale (+5%); in rallentamento, invece, la crescita dei fatturati del discount (+2,4%). Particolare interesse è rivestito dalla ripresa delle vendite nei piccoli negozi di prossimità specializzati: con una quota del 6,4%, segnano un recupero del 20% del valore del venduto, frutto, secondo il report, oltre che della rivalutazione dei prezzi medi anche di un incremento dei volumi venduti per molti prodotti.
Guardando al “sentiment”, dall’indagine al panel di imprese agricole dell’Ismea realizzata nel terzo trimestre 2025, è emerso che per la maggior parte degli agricoltori intervistati (53%) l’andamento degli affari aziendali nel trimestre è stato normale, per il 19% è stato positivo o molto positivo, per il 29% è stato negativo. Sempre nel terzo trimestre 2025, circa il 55% delle imprese agricole intervistate ha sostenuto di aver incontrato delle difficoltà nella gestione dell’attività aziendale; per il 26% si è trattato di criticità rilevanti, per l’11% molto rilevanti. Le “condizioni meteorologiche” sono state il primo fattore negativo indicato dal 51% degli intervistati, e nel settore dell’olivo da olio questa quota ha raggiunto circa il 70%. Ma a pesare sulle difficoltà ci sono anche i “costi correnti” ed i “problemi nella ricerca del personale”, selezionati rispettivamente dal 27% e dal 17% degli intervistati.
Per quanto riguarda il panel delle imprese dell’industria alimentare, il 16% degli intervistati ha dichiarato che il livello degli ordini ricevuti nel terzo trimestre è stato superiore rispetto a quello del terzo trimestre 2024, il 64% lo ha trovato in linea con quelli dell’anno precedente, mentre un 19% ha evidenziato una riduzione del livello. Per il 29% degli intervistati il fatturato del terzo trimestre 2025 è stato superiore a quello del terzo trimestre 2024, per il 48% è stato allineato, per il 20% si è ridotto.
Dunque, nel terzo trimestre 2025, in un contesto internazionale ancora incerto per tensioni e politiche commerciali, l’agroalimentare italiano rimane vincente grazie alla capacità delle imprese e alla varietà produttiva. Il quadro è sostenuto anche da interventi pubblici mai visti prima, afferma il report: dall’inizio del mandato il Governo, tramite il Ministero dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha reso disponibili oltre 15 miliardi di euro di investimenti per il settore primario, mobilitando risorse nazionali ed europee.
Se in Italia, nel terzo trimestre 2025, il Pil cresce dello 0,1% sul trimestre precedente e dello 0,6% su base annua, anche il valore aggiunto agricolo è in aumento: +0,8%, sul trimestre precedente e +0,6% sullo stesso trimestre dell’anno precedente. Gli occupati agricoli sono in crescita del +1% sul secondo trimestre 2025 e +1,5% sul terzo trimestre 2024.
Un contributo a questa dinamica è arrivato dal vino, la cui produzione nella campagna 2025/2026 è stimata intorno ai 47 milioni di ettolitri (+8%)
, conferendo all’Italia il primato mondiale in volume; positivi anche i risultati del raccolto del pomodoro da industria (+11% sul 2024) e della frutta estiva (ad esempio, +0,5% la produzione di pesche e nettarine sul 2024). A traino della fase primaria aumentano anche i ritmi produttivi dell’industria alimentare, con l’indice della produzione industriale che ha guadagnato il 3% sul secondo trimestre 2025 e il 4,5% sullo stesso trimestre del 2024.
Guardando ai trend per comparto, bene il frumento duro, a circa 3,6 milioni di tonnellate (+3,4%), grazie all’aumento delle rese e ad un andamento climatico più favorevole. L’ortofrutta, nei primi 8 mesi 2025, segna esportazioni a +3,9% in quantità e +6,3% in valore, con saldo commerciale ancora positivo a 1,7 miliardi di euro, generato soprattutto dalla componente dei prodotti trasformati, con 1,68 miliardi di euro, mentre i prodotti freschi hanno contribuito con 59 milioni. Per le carni bovine, In Italia nei primi 9 mesi 2025, la produzione è a +1,2%, in controtendenza rispetto al contesto Ue (-4% nei primi 8 mesi); prezzi dei ristalli fino a +45% su base annua, vitelloni +25% sul terzo trimestre 2024, vitelli +15%, e vacche a +43%. Per le carni avicole, nei primi 9 mesi 2025, si registrano una produzione a +4,3%, l’export a +2,3% con saldo commerciale positivo per oltre 70.000 tonnellate. In positivo anche la voce carni suine e salumi: da gennaio ad agosto 2025, l’export di salumi aumenta del 5,7% sia in volume che in valore. Crescono le esportazioni di prosciutti disossati (+1,8% in volume e +3,7% in valore), di insaccati (+5,3% in volume e +6,9% in valore) e di prosciutti cotti (+8,7% in volume e +5,2% in valore). In lieve recupero anche i consumi domestici di salumi (+0,7 in volume nei primi 9 mesi 2025). Per quanto riguarda il latte, in Italia, nei primi 9 mesi 2025, la produzione di latte vaccino cresce a +0,3% ed a ottobre 2025 il prezzo alla stalla è pari a 57,3 euro/100 litri. Tra gennaio e agosto 2025 l’export di formaggi aumenta +14,9% in valore e +5,6% in volume; per Grana Padano e Parmigiano Reggiano si registra +2,2% in volume e +20,4% in valore. Il Parmigiano Reggiano conferma una dinamica molto positiva, con prezzi che continuano a salire e variazioni a doppia cifra.

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