Oltre 2,5 milioni di ettari e una percentuale di superfici bio sul totale pari al 20,2% (contro una media europea ferma al 11,2%), sempre più vicino al target del 25% di superficie agricola biologica fissato dalle strategie europee Farm to Fork e Biodiversità per il 2030 e che l’Italia, in accordo con quanto previsto dal Piano Strategico della Pac, ha deciso di anticipare al 2027. Ed ancora, vendite alimentari bio per consumi domestici che hanno raggiunto quota 5,5 miliardi di euro con un incremento annuo del +6,2%, e dove la Distribuzione Moderna rimane il primo canale per gli acquisti degli italiani (64% del totale) e un 2025, per le vendite di biologico nel canale, che si attestano a 3,5 miliardi di euro, +6,1% sul 2024 (fonte: stime Nomisma su dati Nielsen Iq). Senza dimenticare che i consumi bio fuori casa rappresentano un canale rilevante, non solo in termini numerici (20% dei consumi sul mercato interno, 1,3 miliardi di euro nel 2024), ma anche per la capacità di attrattività alla sperimentazione. Dalle prime anticipazioni dell’Osservatorio Sana 2026 si evince poi che, negli ultimi due mesi, 7 italiani su 10 hanno consumato pietanze, vini o bevande bio nel canale away from home e il 35% lo ha fatto almeno una o due volte al mese. Un interesse, quello verso l’offerta di prodotti bio, non ancora pienamente soddisfatto, soprattutto se si guarda a mense ospedaliere o ristorazione aziendale o scolastica. Il biologico sarà, come sempre, il “cuore verde” di Sana Food 2026 (22-24 febbraio) a BolognaFiere, in contemporanea con la Slow Wine Fair 2026, edizione n. 5 (con al centro il dibattito sull’impatto positivo che il vino può avere su territori e comunità, come motore di sviluppo e inclusione sociale). Il format b2b di BolognaFiere in programma quest’anno (e presentato, oggi a Roma, al Ministero dell’Agricoltura, che ha dato anche il proprio patrocinio), dedicato al mondo Horeca, al risto-retail e alle specialità artigianali e gourmet, per la prima volta è realizzato, infatti, in collaborazione con Slow Food, per una tre giorni che offre a buyer, operatori professionali e appassionati la possibilità di approfondire, in un unico contesto, il ruolo che cibo e vino possono avere nella transizione ecologica e sociale delle filiere. E la presenza della Chiocciola a Sana Food porta nel cuore della fiera una riflessione ampia e attuale sul settore alimentare, fondata su tutela della biodiversità, pratiche agroecologiche, qualità delle filiere, giustizia sociale, valore per le comunità rurali e per chi lavora la terra, oltre ai produttori delle reti Slow Food. L’evento è organizzato da BolognaFiere in collaborazione con FederBio e Slow Food Promozione, in partnership con V Label Italia, Associazione Italiana Cuochi e World Iac, e con il supporto di Ice Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.
A Sana Food saranno presenti referenze biologiche, biodinamiche, veg e certificate Dop, Igp, Stg e funzionali, oltre a produzioni agricole solidali e sostenibili, nate da percorsi di reinserimento sociale o da terreni confiscati alla criminalità. Il leitmotiv è che il futuro del settore fuori casa si costruisce su scelte consapevoli, filiere trasparenti e prodotti che raccontano la storia dei territori e delle realtà produttive. Un approccio all’ospitalità che coniuga qualità, sostenibilità e bilanciamento di tradizione e innovazione, rispondendo alle esigenze di ristoratori, buyer e operatori del comparto. Un modello apprezzato anche a livello internazionale, con la cucina italiana, simbolo di identità e saperi, territori e biodiversità, recentemente riconosciuta Patrimonio Unesco. Tra i momenti più attesi, gli Stati Generali del Biologico di Rivoluzione Bio, edizione n. 7, in programma il 23 febbraio. Promosso da BolognaFiere e realizzato in collaborazione con FederBio e AssoBio, con la cura scientifica di Nomisma e il supporto di Ice-Agenzia, questo appuntamento riunisce istituzioni, imprese, esperti e stakeholder in un confronto qualificato sul presente e sul futuro del biologico. A Rivoluzione Bio, saranno illustrati in anteprima i dati dell’Osservatorio Sana 2026 sui consumi bio nel canale Horeca e sulle esportazioni del biologico italiano. Le iniziative speciali e gli eventi di Sana Food ruoteranno intorno all’OoH Lab!, che proporrà degustazioni, incontri e masterclass per il canale Horeca, e alla Lab Academy, che ospiterà workshop, seminari e convegni.
Sana Food è, dunque, la prima fiera in Europa ad aprire le porte al mondo del biologico e del naturale, con l’intento di dare voce ai prodotti di nicchia e ad alto contenuto innovativo, guardando al futuro dei consumi e caratterizzandosi per l’attenzione all’eccellenza, all’innovazione dell’alimentazione biologica, ad alto valore nutritivo e di origine certificata. Un’opportunità per il comparto anche per affermarsi, ancora di più, nei mercati esteri. Per l’edizione 2026, Ice Agenzia organizza una delegazione di circa 150 operatori complessivi (food & wine) provenienti dai mercati europei, specialmente Nord Europa e Uk, America del Nord, Nord Africa, Middle East e Asia, e sono attesi oltre 300 buyer (tra importatori e distributori, si registra il +10% sull’edizione 2025). Saranno, inoltre, presenti in delegazione anche Trade Analyst, dagli Uffici Ice con maggior numero di delegati per questa edizione (Usa, Canada, Scandinavia, Germania, Uk).
Un evento, Sana Food, che parla anche di etica e di sostenibilità. Così come la Slow Wine Fair accende i riflettori sul tema del vino giusto, anche la presenza di Slow Food a Sana Food contribuisce a estendere il dibattito sull’alimentazione nel suo complesso: non solo qualità organolettica e ambientale, ma anche qualità del lavoro, dignità dei produttori, inclusione sociale, salvaguardia delle Terre Alte e delle comunità rurali, contrasto allo sfruttamento e alla perdita di valore lungo la filiera. Negli spazi dedicati a Slow Food, i produttori delle reti dell’associazione portano storie, competenze e buone pratiche: produzioni prive di ogm e chimica di sintesi, coloranti e additivi; attenzione alla fertilità del suolo, alla gestione dell’acqua e al benessere animale; tutela dei paesaggi rurali e delle economie locali; promozione di pratiche di pesca, allevamento e agricoltura sostenibili e difesa del latte crudo e dei metodi artigianali. La loro partecipazione si articola in degustazioni guidate, incontri formativi, tavole rotonde e momenti di confronto con chef, buyer e operatori dell’Horeca, offrendo modelli concreti e replicabili anche su scala più ampia.
“Questo appuntamento - ha detto Luigi D’Eramo, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura - vede protagonisti i territori, l’alimentazione sostenibile e di qualità e la tutela della biodiversità del Paese, coniugando insieme identità, tradizione e innovazione, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese che rappresentano un valore aggiunto dell’agroalimentare italiano. Un’occasione per promuovere nuovi mercati e la ricchezza del nostro patrimonio culinario, sostenuto anche dal recente riconoscimento della cucina italiana Patrimonio Culturale Immateriale Unesco. Come di consueto, nel corso della manifestazione, si terrà Rivoluzione Bio, gli Stati Generali del Biologico, importante momento di confronto e di bilancio sullo stato di un settore che rappresenta una leva strategica di sviluppo e sulle prospettive per il futuro”.
Per Rossano Bozzi, direttore Business Unit BolognaFiere, “Sana Food si rivolge in modo mirato alla ristorazione, al retail e alla distribuzione specializzata, offrendo loro un contesto professionale in cui intercettare nuove idee, nuovi fornitori e nuove proposte. Il sodalizio con Slow Food consolida il ruolo di Sana Food come luogo in cui la Pmi del settore agroalimentare, chiamata a rispondere a una crescente domanda di responsabilità, trasparenza e qualità, viene valorizzata in un contesto che promuove un modello di produzione e consumo a elevato valore aggiunto, a salvaguardia di territori e biodiversità. Anche quest’anno stiamo lavorando con le istituzioni e con Agenzia Ice per dare continuità al supporto, per noi strategico, alle attività di incoming di buyer e di promozione internazionale della manifestazione e delle imprese italiane sui principali mercati di sbocco. Puntiamo a fornire strumenti concreti per interpretare un mercato in profonda trasformazione, dove la valorizzazione della nicchia, l’origine dei prodotti, la sostenibilità e il benessere diventano fattori altamente competitivi e rilevanti per il fuori casa”.
Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio, ha affermato che “i cittadini sono sempre più attenti alle storie dietro al cibo, anche quando consumano fuori casa. Il nuovo format di Sana Food, intercettando questa sensibilità crescente, ha scelto di mettere al centro le piccole e medie aziende agricole biologiche e le produzioni di cibo locali all’insegna del buono, pulito e giusto. Realtà che custodiscono un patrimonio di conoscenze importantissimo, fondato sul rispetto della fertilità del suolo e della biodiversità. Storie di resilienza, spesso poco note, ma decisive, perché preservano tradizioni, varietà antiche e identità dei territori, generando lavoro e futuro. Oggi, il biologico non è solo una scelta di consumo, ma un patto di fiducia tra agricoltori, imprese, ristorazione e cittadini. Sana Food rinnova questo accordo, promuovendo una filiera capace di produrre qualità e valore tutelando i servizi ecosistemici. La manifestazione ospita Rivoluzione Bio, gli Stati Generali del Biologico, un momento di confronto tra organizzazioni, esperti, istituzioni e ricercatori sul futuro del settore, chiamato a rispondere alle grandi sfide del nostro tempo, dalla salute delle persone e dell’ambiente all’emergenza climatica. In questa settima edizione vogliamo ribadire un messaggio molto chiaro: il biologico unisce tradizione e innovazione per costruire un domani più equo e sostenibile, proponendosi come modello di sviluppo per l’intero comparto agroalimentare italiano”.
Barbara Nappini, presidente Slow Food Italia, ha evidenziato come “la contemporaneità di Slow Wine Fair e Sana Food, sotto l’egida di BolognaFiere, non è un caso, ma una naturale tappa della solida collaborazione tra Slow Food Italia e FederBio, impegnate a promuovere la transizione agroecologica e un modello agricolo biologico, sostenibile e privo di chimica di sintesi. Un’unione che nasce per dare risposte concrete alle sfide che il settore alimentare e vitivinicolo affronta ogni giorno: dalla crisi climatica alla tutela del suolo, dall’ampliamento dei mercati all’educazione alimentare. Un percorso comune che ribadisce la necessità di un cibo buono, pulito, giusto e sano per tutte e tutti, e di costruire relazioni commerciali fondate su criteri etici, ambientali e culturali”. Nappini ha ricordato che “il nostro obiettivo è mettere in relazione chi lavora ogni giorno per un cibo migliore e contribuire a una ristorazione capace di scegliere, valorizzare e raccontare filiere che rispettano territorio, ambiente e persone. Il cibo è cultura, responsabilità e futuro: per questo abbiamo il dovere di costruire un modello più giusto e più sostenibile, insieme a chi opera nella filiera ogni giorno”.
In contemporanea al Sana Food, ci sarà, dunque, dal 22 al 24 febbraio, la Slow Wine Fair, organizzata da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food. Dopo aver indagato la salute del suolo, il packaging e la logistica come elementi chiave della sostenibilità, per la sua edizione n. 5, la Slow Wine Fair apre un nuovo fronte di riflessione e confronto: quello del vino giusto, inteso come strumento di integrazione dei lavoratori stranieri, di promozione dell’imprenditoria femminile e giovanile, e di rigenerazione delle Terre Alte. Temi che vengono approfonditi nelle quattro conferenze dell’Arena Slow Wine Reale Mutua, negli incontri in Casa Slow Food, ma anche nelle degustazioni guidate nelle Sale Masterclass, che spaziano tra terroir unici, modelli di cooperazione e sistemi di allevamento. Sono oltre 1.000 le cantine espositrici provenienti dall’Italia e dall’estero: vignaioli e vignerons che condividono i valori del “Manifesto per il vino buono, pulito e giusto”, applicando principi di sostenibilità ambientale, rispetto del paesaggio e del terroir, valorizzazione delle comunità agricole e tutela della biodiversità. Novità dell’edizione 2026 è l’area dedicata alle vecchie annate della Banca del Vino di Pollenzo, che dopo oltre vent’anni di attività rende disponibili bottiglie rare e millesimi introvabili, offrendo al pubblico l’opportunità di degustarli e scoprirne la storia attraverso la rotazione quotidiana di etichette nella Wine Emotion e nei Temporary Tastings, incontri programmati tra visitatori e produttori. Sempre presente il Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow, attribuito alle migliori carte dei vini italiane e internazionali, che quest’anno si arricchisce di nuove categorie territoriali, confermando la sezione dedicata al mondo degli amari e introducendo una novità legata alla selezione del caffè. Confermata l’edizione n. 6 della Fiera dell’Amaro d’Italia, organizzata in collaborazione con Amaroteca e Anadi (Associazione Nazionale Amaro d’Italia). Tornano anche l’area espositiva riservata alle imprese della filiera vitivinicola, oltre ai torrefattori e agli esperti della Slow Food Coffee Coalition e ai produttori di sidro, bevanda sempre più diffusa e apprezzata a livello internazionale.
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026