02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2025 (175x100)
DAI TERRITORI AL MONDO

“Chianti Lovers & Rosso Morellino” 2026: Sangiovese “continentale e costiero”, ecco le nuove annate

Mercati nuovi per il Chianti, novità in disciplinare per Scansano: gli annunci dei due Consorzi, nell’ultima edizione del loro evento congiunto

“L’attuale congiuntura politica ed economica, per non parlare del calo dei consumi, ci pone come obiettivo prioritario quello di cercare nuovi mercati. Sono anni che investiamo in Brasile, quindi ben venga il Mercosur, e abbiamo aperto i primi contatti in Africa, andando di recente in Nigeria. Nel 2027 investiremo, invece, anche sul mercato indiano”. Suona così l’annuncio del presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi, alla “Chianti Lovers & Rosso Morellino”, l’anteprima promossa dal Consorzio Vino Chianti e del Consorzio Morellino di Scansano delle nuove annate dei due territori - principalmente 2025 e 2023, entrambe meno produttive della media - organizzata a Firenze nelle Anteprime di Toscana 2026. A fianco a lui Bernardo Guicciardini Calamai, presidente Consorzio di tutela del Morellino di Scansano, che si è detto ottimista sull’attuale congiuntura, “perché il vino esiste da 11.000 anni e ha affrontato tante crisi cicliche, dimostrando di essere sempre stato capace di reinventarsi. Il Morellino di Scansano, in questo senso, ha deciso di puntare sulla tipologia Superiore che, confermo, è appena stata approvata con modifica del disciplinare: ora dobbiamo iniziare a spiegarla e a comunicarla bene”. Scelte, da parte dei due Consorzi, che hanno trovato d’accordo l’Assessore Regionale alle Attività Produttive Leonardo Marras, il quale, dal canto suo, ha promesso sempre il supporto del settore pubblico a questo tipo di iniziative.
Nei calici, in assaggio il Chianti Docg 2025, con le menzioni aggiuntive Colli Aretini e Colli Senesi; il Chianti Colli Fiorentini, Montespertoli, Rùfina e il Chianti Superiore, tutti 2024; e, infine, il Chianti Riserva Docg 2023, con le menzioni aggiuntive Colli Fiorentini, Colli Senesi, Montalbano, Montespertoli e Rùfina. Insieme anche le nuove annate di Morellino di Scansano 2025 e Riserva 2023. Una formula - quella del “Chianti Lovers & Rosso Morellino” - che, quest’anno, è andata in scena per l’ultima edizione. “Una collaborazione proficua - ha ammesso Guicciardini Calamai - che ci ha dato molte soddisfazioni, ma che si conclude nel 2026 perché stiamo cercando di esplorare nuove sinergie con le altre denominazioni locali della Maremma Toscana”. Una novità inattesa, dunque, come sorprende l’inserimento della tipologia Superiore nel disciplinare del Morellino di Scansano. Attualmente la colonna portante della denominazione, infatti, è il Morellino Annata: la Riserva copre solo il 4% della produzione. “Il Morellino “superiore”, in realtà, di fatto, si è sempre prodotto ed è stata in effetti la tipologia - ha precisato Guicciardini Calamai - che ha fatto da ambasciatrice per le aziende più affermate del territorio. Prevediamo che in futuro possa coprire il 30% della produzione, a partire dall’annata 2024, la prima vendemmia che se ne potrebbe fregiare se dimostrerà di avere le caratteristiche giuste. Il disciplinare prevede rese più basse rispetto alla tipologia annata, un uvaggio con l’85% di Sangiovese minimo e l’immissione sul mercato due anni dopo la raccolta, senza l’obbligo di maturazione in legno. Abbiamo infine ammesso la dicitura di “Toscana” in etichetta”, ha aggiunto Guicciardini Calamai. Con le perplessità espresse da alcuni in merito all’eventuale indebolimento della denominazione, con l’aggiunta di questa dicitura, che sono scomparse di fronte alla necessità di esplorare nuovi mercati, dove il marchio Toscana è sicuramente più conosciuto di alcune sue denominazioni. Elemento particolarmente vero nel caso del mercato statunitense, dove il Consorzio finora era poco presente (punto di forza in quest’ultimo anno, ostaggio di dazi umorali da parte dell’amministrazione Trump) e su cui vorrebbe però investire nel prossimo futuro. “In questo periodo in cui ci sono meno soldi in generale, il Morellino di Scansano e il Chianti sono vini più che mai attuali per il loro imbattibile rapporto qualità-prezzo. Nel nostro caso - ha specificato ancora Guicciardini - è confermato dalla crescita costante dell’imbottigliato negli ultimi anni, con un +4% del 2025 sul 2024, a fronte di una resa sempre minore per via dell’emergenza climatica (75.000 quintali nel 2025 su una produzione che può toccare anche i 100.000 quintali); di un mercato in generica contrazione, soprattutto per il rosso; e di un consolidamento dell’incremento del prezzo medio avvenuto negli ultimi anni. Ci aiuta anche l’unicità identitaria del “Sangiovese della costa” toscana, la cui freschezza va incontro ai gusti attuali dei consumatori”. Il 30% della produzione del Morellino di Scansano, secondo i dati del consorzio, va all’estero, il resto è dedicato al consumo interno, anche locale. L’obiettivo del Consorzio e dei suoi 201 soci (a cui si aggiungono 168 produttori non soci rivendicatori) è di consolidare i mercati attualmente esistenti ed esplorarne nel contempo di nuovi, senza dimenticare l’enoturismo, che in questo territorio ancora molto isolato quindi autentico è necessario come l’ossigeno, dal potenziale solo in piccola parte già espresso. La stima del valore della produzione totale del Morellino di Scansano è superiore a 50 milioni di euro e parte da un patrimonio viticolo di 1500 ettari (registro chiuso da ormai 10 anni), certificato biologico per un 30%.
Gioca tutto un altro campionato, invece, il Chianti, se confrontiamo i numeri dei due Consorzi: sono 2.500 i produttori associati (erano 2000 nel 2023) e 13.100 gli ettari da loro rivendicati (che erano quasi 12.400 nel 2023). Gli ettolitri di vino prodotti nel 2025 sono stati 619.000 (80 milioni le bottiglie prodotte) e 503.000 ettolitri nel 2023, due rese molto basse - dovute all’andamento stagionale - rispetto al 2024, quando la produzione era stata significativamente maggiore: 805.000 ettolitri, dato che rappresenta una produzione “nella norma” per il Chianti. Oltre alla produzione, anche l’andamento del valore delle vendite è calato: dal 2018 il picco era stato raggiunto nel 2021, con 95 milioni di euro, che, dal 2023, non supera i 75 milioni di euro, registrando un -1% di vendite nel 2025 sull’anno precedente. “Numeri che sembrano piccoli, ma che cambiano drasticamente se rapportati alle quantità che produce il Chianti, intorno alle 100 milioni di bottiglie all’anno” ha commentato Giovanni Busi, anche riflettendo sulle conseguenze di rese più basse. “Il Chianti si vende per il 60% in Gdo, dove, ad inizio anno, si contrattano i prezzi in base alle disponibilità: meno prodotto disponibile, meno vendita. E sono scaffali abbandonati che si recuperano a fatica, se l’anno dopo la disponibilità torna nella media”.
Ecco che bisogna cercare nuovi mercati, come ad esempio la Nigeria, esplorata nello scorso mese con qualche perplessità da parte degli osservatori esterni: “ma se non ci andiamo noi che siamo la prima denominazione d’Italia, chi altri potrebbe aver la forza di farlo? - si chiede Busi - lì si sta sviluppando la ristorazione e consumano tanto Champagne, c’è quindi interesse per il vino. Certo ci sono problemi nei trasporti e nella rete di distribuzione, ma intanto un primo bancale di vino è partito i giorni scorsi verso Lagos. Abbiamo piantato un seme in Africa e nel 2027 andremo in India” ha appunto annunciato Busi. I primi investimenti in Brasile sono ormai di qualche anno fa e per quanto il presidente Busi sia favorevole al Mercosur, prevede che non ci sarà un impulso immediato alla vendita dopo la riduzione di dazi: “sono accordi che richiedono anni di trattative: magari i dazi ora sono calati, ma nel frattempo sono aumentati altri costi e il caro-vita”. Il gusto del Chianti ad ogni modo lì è già conosciuto e apprezzato, esattamente come in Asia, dove anni di educazione e racconti del territorio hanno reso la Cina ormai un mercato sempre più importante per i produttori, insieme a Vietnam, Thailandia e Giappone. Cercare mercati nuovi, “senza perdere nemmeno mezza occasione”, secondo l’Assessore alle Attività Economiche Leonardo Marras, è una chiave necessaria ma non sufficiente per superare crisi come quella di oggi: bisogna anche lavorare sulla qualità del prodotto, come investimento di sostegno al consumo, e poi “condividere e collaborare fra produttori, enti e istituzioni come queste due denominazioni hanno fin qui fatto, proprio come atto di resistenza. La Toscana è ancora oggi capace di dimostrarlo egregiamente a tutti, anche fuori regione, e in questo sarà sempre sostenuta dalle politiche pubbliche”.
Politiche pubbliche e strategie future a parte, se però parliamo di vini dal gusto riconoscibile sui mercati - in questo caso il Sangiovese continentale del Chianti e il Sangiovese costiero di Scansano - allora l’andamento climatico delle tre annate, presentate in anteprima, potrebbe essere un problema. Secondo i dati Copernicus, il 2024 è stato l’anno più caldo a livello globale, seguito proprio dall’anno 2023 e quindi dal 2025. In Italia il 2024 è stato riconosciuto ufficialmente come il più caldo mai registrato con +1,33°C (seguito dal 2022 e dal 2023) mentre giugno 2025 ha registrato temperature record di calore. L’Italia oltretutto subisce questo surriscaldamento in modo più marcato, per via delle anomalie termiche del Mediterraneo che circonda le sue coste, il quale rilascia il calore assorbito anche durante l’inverno. Al netto di questa considerazione generica, nel 2025 nel Chianti le piogge tardo primaverili in fioritura e alcune sporadiche grandinate hanno contribuito al calo produttivo rispetto al 2024 di un 20%. Le temperature elevate dell’estate non hanno messo in difficoltà idriche le vigne, ma hanno aumentato il grado alcolico degli acini sul 2024. La qualità delle uve resta buona, grazie anche ad un autunno più regolare, con le tipiche escursioni termiche delle colline Chiantigiane. Anche per il territorio di Scansano il 2025 ha portato ad una riduzione delle rese, dopo un buon contributo idrico dall’inverno e dalla primavera e un’estate meno torrida del solito. Restano stagioni molto irregolari e di difficile gestione in vigna dal punto di vista fito-sanitario, che, però, hanno portato in cantina uve sane, dall’apporto equilibrato fra zuccheri e componenti fenoliche. I vini hanno in effetti grado alcolico percepibile e persistente con tannini ancora molto ruvidi, ma aromaticità carnose e dolci, in parte ben stratificate.
Anche l’annata 2024 ha avuto inverno e primavera piovosi, a ricostruire le riserve idriche inaridite dal siccitoso 2023. Una primavera fresca ha anticipato una estate con meno picchi di calore, ma dalle temperature “tropicali” (caldo persistente, con minime che non scendono sotto i 20 gradi centigradi). Nessuno stress idrico rilevante ma la pioggia è tornata fra fine agosto e metà settembre, rendendo delicata la raccolta e variegato il risultato in cantina fra chi ha aspettato e chi ha anticipato la vendemmia. La produzione nel Chianti è tornata nella media, con grappoli sani ma disomogenei e una vendemmia complicata da gestire in vinificazione. Nella Maremma di Scansano la 2024 veniva da un inverno mite ma piovoso ed è proseguita con una primavera altrettanto umida: ma era verde, dai colori saturi, con suoli idratati e uve arrivate sane in cantina, grazie a piogge meno incisive, un caldo più secco e brezze a togliere umidità. Annata quindi più fresca (nel quadro di un surriscaldamento globale generalizzato), con tenori alcolici più bassi, ma qualche sgraziatura aromatica e strutturale dovuta alla (ormai cronica) irregolarità climatica. Ricordiamo, infine, i picchi di calore estremo del 2023 e la sua prolungata siccità, come il record di caldo superato ogni mese fino a dicembre: le piogge torrenziali primaverili su suoli secchi hanno portato più danni che benefici, fra cui una peronospora diffusa su tutto lo Stivale. Produzione più bassa ovunque, quindi, comprese le denominazioni del Chianti e di Scansano (anche di succo rispetto alla buccia): il risultato erano vini disequilibrati, con alcol e tannini severi, che però il tempo ha in parte smussato o reintegrato. Ecco quindi i vini alla prova del bicchiere, lungo un percorso che ha visto partecipare 14 aziende del Morellino di Scansano Docg, per un totale di 21 etichette (di cui 5 Morellino di Scansano Riserva, e, sul totale, una unica eccezione alla quasi totalità di campioni da botte) e 55 aziende del Chianti Docg, per un totale di 103 etichette (di cui 18 tipologia Superiore, 29 Riserva e 26 campioni già in commercio sul totale di quelli presentati).

Di seguito, i migliori assaggi dello staff WineNews ...

Chianti Docg
Leonardo da Vinci, Chianti Leonardo 2025
Dolce di visciole in confettura e lampone in caramella, è appuntito e concentrato; in bocca si mantiene dolce e aderente, ma è sapido e ha acidità agrumata e fruttata, chiudendo floreale.

Poggiotondo di Alberto Antonini, Chianti 2025
Profumi chiari, nitidi e carnosi di lampone, ciliegia e viola mammola; in bocca è aderente ma poi scorrevole e sapido, sa di violetta, glicine, camelia e fiori di rosmarino, delicato ma sostanzioso.

Salcheto, Chianti Biskero 2025
Tonalità più scure, ematiche e calde, definite su piccoli frutti di bosco e rovi, cenni vegetali e di arancia; al sorso l’aderenza è polposa, torna ematico e chiude su note di macchia maremmana.

Vecchia Cantina di Montepulciano, Chianti 2025
Vino che gioca senza sosta fra dolcezza fruttata e freschezza balsamica di macchia mediterranea, su una trama tannica sapida, cedendo su delicate note floreali e agrumate sul finale.

Paterna, Chianti Colli Aretini Paterna 2025
Vino appuntito da volatile e calore ma sostanzioso di frutta a polpa rossa e decise note floreali; in bocca è subito aderente, sapido centralmente poi floreale ed ematico in chiusura.

Fibbiano, Chianti Superiore Casalini 2024
Un tripudio di fiori e frutta rossa, ma chiaro e fine, cui si aggiunge la freschezza di macchia maremmana; in bocca il tannino imprime sapidità al sapore di frutta e fiori, restando materico.

Melini, Chianti Superiore San Lorenzo 2024 (in commercio)
Naso verticale e intenso di ciliegia, arancia rossa ed erbe aromatiche; in bocca ha ritmo costante, fra aderenza materica e scorrevolezza di fiori rossi e nuovamente arancia rossa.

Podere Ema, Chianti Superiore 2024 (in commercio)
Vino dai contrasti chiaro-scuri: viola ma rosso, fitto ma aperto, calmo ma croccante: l’aderenza al sorso è aranciata, poi si diffonde sapido verso un finale pulito e vegetale.

Tenuta SettePonti, Chianti Superiore Vigna di Pallino 2024 (in commercio)
Scuro di sottobosco e goudron, poi ciliegia in confettura e fiori rossi: un naso caldo che anticipa un sorso intenso e pepato, poi molto dolce e molto sapido, materico e fresco di liquirizia e agrumi.

Malenchini, Chianti Colli Fiorentini Vigna di Lappeggi Riserva 2023 (in commercio)
Energia rossa di ciliegia, rosa, susina e arancia, cenni di foglie secche e terrosità; la bocca è ematica, molto aderente ma scorrevole lateralmente, verso una sapidità pepata e un finale fruttato.

Pietraserena, Chianti Colli Senesi Caulio Riserva 2023 (in commercio)
Succo di arancia rossa, potpourri, spezie legnose, cenni di corteccia e sottobosco: profumi intensi che anticipano un sorso inizialmente aderente, poi fresco di acidità fruttata a polpa rossa

Tenuta di Artimino, Chianti Classico Montalbano Riserva 2023 (in commercio)
Vino generoso, largo ma profondo, caldo e calmo: arancia rossa, vaniglia, ciliegia sotto spirito, prugna e note di sottobosco; in bocca aderenza e succosità si accompagnano a tutto sorso.

Casa di Monte, Chianti Montespertoli Riserva 2023
Larghezza dolce di chinotto, fiori appassiti, foglie secche e prugna matura, freschezza balsamica da sottobosco e calore che appuntisce: un naso piramidale per un sorso intenso, carnoso e persistente.

Morellino di Scansano Docg

Antonio Camillo, Morellino di Scansano 2025
Ancora vinoso, è spiccatamente floreale, con note di piccola frutta di bosco e nepitella; si percepisce già il carattere polposo del sorso, dal tannino sapido e dalla progressione vegetale.

Bruni, Morellino di Scansano Marteto 2025
Profumi di ciliegia in caramella e macchia mediterranea, arancia rossa e violetta; fitto anche nella trama tannica che rilascia succo di ciliegia e viola, con risvolti scuri di liquirizia e sottobosco.

Poggio Maestrino, Morellino di Scansano Spiaggiole 2025
Ciliegia e vaniglia, erbe aromatiche succo di melograno, cenni terrosi: un naso più serio degli altri; il sorso è molto aderente, poi fresco di mora e rovi, che si addolcisce su note di rosa e violetta.

Cantina Vignaioli di Scansano, Morellino di Scansano Roggiano Riserva 2025
Appuntito e aperto nel percepito, profuma di ciliegia, spezie dolci, violetta e una certa balsamicità. Al palato è chiaro, fruttato, dai tannini gentili e dal finale sapido.

Fattoria Le Pupille, Morellino di Scansano Riserva 2025
Naso riservato, di ciliegia in confettura e liquirizia e mirto, con note ematiche; il sorso è più balsamico e meno dolce, dai tannini decisi ma floreali, a portare verso una chiusura pulita e docile.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026