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IL 20 OTTOBRE

Nasce la “Giornata Nazionale del Paesaggio Vitivinicolo” per raccontare un patrimonio vivo

Promossa da Iter Vitis, coincide con l’anniversario della firma della “Convenzione Europea del Paesaggio”

Prima ancora di essere filari, cantine e vigneti, il paesaggio vitivinicolo è il risultato di una storia fatta di lavoro, comunità, saperi e rapporto con la terra. È un patrimonio che cambia da territorio a territorio, dalle forme della viticoltura eroica alle colline modellate nei secoli, e che racconta non soltanto come si produce il vino, ma anche il modo in cui le persone hanno abitato e trasformato quei luoghi. È da questa idea di paesaggio come patrimonio vivo che nasce la prima “Giornata del Paesaggio Vitivinicolo Italiano (Gpvi)”, il 20 ottobre. Promossa dall’Associazione Internazionale Iter Vitis, sezione italiana di Iter Vitis - Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa, la Giornata coincide con l’anniversario della firma della Convenzione Europea del Paesaggio e sarà accompagnata, fino al 25 ottobre, da un programma nazionale diffuso di iniziative promosse direttamente nelle aree vitivinicole italiane. “Paesaggi di vite. Paesaggi di vita” è il tema scelto per la prima edizione, che invita a considerare il paesaggio della vite non soltanto come spazio della produzione agricola, ma come patrimonio vivo, appunto, costruito nel tempo attraverso il rapporto tra comunità, lavoro, biodiversità, saperi, cultura del vino e forme del vivere. Un patrimonio che assume forme diverse lungo la Penisola e contribuisce a definire identità e storia dei territori.
La nascita della Gpvi è stata preceduta da un percorso nazionale di avvicinamento che ha messo in relazione realtà vitivinicole differenti, coinvolgendo amministrazioni, istituzioni, università, imprese, organizzazioni del settore e comunità locali. La prima tappa si è svolta a Pantelleria, dove il confronto si è concentrato sul valore del paesaggio della vite come patrimonio culturale, ambientale ed economico e sulle prospettive di una rete nazionale dedicata alla sua tutela e valorizzazione. Quindi, il percorso è arrivato a Tollo, in Abruzzo, con tre giornate dedicate al rapporto tra paesaggio vitivinicolo, pianificazione, turismo e sviluppo territoriale. Nell’iniziativa, i Comuni di Tollo e Barolo hanno sottoscritto un “Patto di Amicizia” per rafforzare la collaborazione tra due realtà legate alla cultura della vite. L’ultima tappa di avvicinamento si svolgerà proprio a Barolo, in Piemonte. Pantelleria, Tollo e Barolo restituiscono così tre delle molte forme assunte dal paesaggio della vite in Italia e accompagnano la nascita di una rete destinata ad ampliarsi su scala nazionale.
Dal 20 al 25 ottobre, territori, enti e organizzazioni potranno proporre convegni, visite nei vigneti e nelle cantine, escursioni e cammini, degustazioni, laboratori didattici, mostre, attività educative, incontri divulgativi ed eventi culturali, contribuendo alla costruzione di un calendario unitario da Nord a Sud. L’obiettivo è comporre un racconto collettivo dei paesaggi vitivinicoli italiani, affidato direttamente alle comunità che li vivono e li custodiscono.
Nel Programma Nazionale della Gpvi entrerà anche la seconda edizione di “Itinerari diffusi tra arti, vino e paesaggio”, promosso da MetodoContemporaneo, dal 23 al 25 ottobre, con 14 cantine - da Ca’ del Bosco in Franciacorta a Fontanafredda ed al Castello di Perno (dimora storica della casa editrice Giulio Einaudi) nelle Langhe, da Bosca a Canelli a La Raia a Gavi, dal Vigne Museum all’Abbazia di Rosazzo di Livio Felluga nel Collio friulano a Bonotto delle Tezze nelle Colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, dal Castello di Ama in Chianti Classico a CastelGiocondo di Frescobaldi a Montalcino, dalla Rocca di Frassinello (Domini Castellare) in Maremma al Muvit, il Museo del Vino della Fondazione Lungarotti a Torgiano, da Feudi di San Gregorio del Gruppo Tenute Capaldo e dall’Agricola Bellaria in Irpinia alla Tenuta Ulmo di Planeta a Sambuca di Sicilia - distribuite in 8 regioni italiane, dal Piemonte alla Sicilia, che apriranno gratuitamente le proprie porte per visite, incontri ed esperienze dedicate al dialogo tra arte contemporanea, cultura enologica, territorio e paesaggio.
La prima Giornata sarà anche l’occasione per affrontare alcuni dei principali temi legati alla conservazione e all’evoluzione dei paesaggi vitivinicoli: dalla tutela dei paesaggi storici al rapporto tra viticoltura, ambiente e qualità del paesaggio, dalla biodiversità alla sostenibilità delle produzioni, passando per il patrimonio materiale e immateriale della cultura della vite e del vino, le architetture rurali, i cammini e le Strade del Vino, il turismo lento ed enogastronomico, le comunità rurali e gli effetti dei cambiamenti climatici. Al centro anche l’educazione al paesaggio e la trasmissione dei saperi, con una riflessione sul ruolo che istituzioni, imprese, ricerca, amministrazioni, operatori culturali e turistici, associazioni e comunità possono avere nel riconoscere il vigneto non soltanto come luogo della produzione, ma come bene culturale, spazio di identità collettiva e risorsa per lo sviluppo sostenibile dei territori.

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