Il Fiorfiore rappresenta per Roccafiore «il meglio delle nostre vigne di Grechetto»: proviene da una specifica particella che ospita vigne di oltre 40 anni, coltivata su suoli calcarei e gessosi con argille bianche. Viene prodotto dal 2006 e sottoposto ad una fermentazione spontanea in tini di acciaio e una successiva maturazione di 12 mesi in anfora e in grandi botti di legno. La versione 2024 profuma di agrumi chiari, fiori di biancospino, pesca gialla, melone bianco e nepitella. Un naso tendenzialmente appuntito, arricchito da un tocco educato di talco e iris e da note di pietra focaia in sottofondo. Subito fresco in bocca, si diffonde con morbida sapidità, acquista poi aderenza agrumata, si trasforma infine in calore pepato e dolcezza orzata. Sul Grechetto di Todi l’azienda ha investito molto, sperimentando per esprimerne tutta la potenzialità, smussandone gli spigoli. Oggi Roccafiore, dopo anni di ricerca, ha maturato una profonda competenza su questo vitigno bianco umbro, che coltiva insieme al Sangiovese, al Trebbiano e al Sagrantino nelle sue vigne nella Valle del Tevere, proprio ai piedi del paese di Todi. Gli ettari a vigneto sono 15 in totale, a corpo unico, e si estendono oltre i 300 metri di altezza. Ma la proprietà è decisamente più vasta: Roccafiore coltiva anche olivi, nocciole e alberi da frutto, oltre ad allevare maialini di Cinta Senese e gestire un importante progetto di ospitalità.
(ns)
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