L’annata 2023 è stata impegnativa: inverno secco, germogliamento anticipato, gelate tardo primaverili, maggio e giugno piovosi (con una forte pressione da peronospora, che ha raggiunto addirittura la Sicilia), un’estate nella norma con un picco di calore nella seconda metà di agosto, seguita però da pioggia ed escursioni termiche marcate, che hanno permesso una vendemmia a cavallo fra settembre e ottobre. Le uve dedicate alla Riserva di Rocca delle Macìe hanno chiuso la fermentazione in 8-10 giorni con altrettanti giorni di malolattica effettuata in cemento; il vino è poi stato trasferito in botti grandi di rovere francese per 2 anni per poi affinare 6 mesi in bottiglia. Ne è risultato un fino dai profumi di fiori appassiti, di prugna e ciliegia (anche sotto spirito), note terrose e di sottobosco. Un naso scuro eppure aperto, che anticipa un sorso sia aderente che succoso, dove acidità e calore alcolico conducono il ritmo con armonia, lasciando il palato impresso di sapori fruttati, balsamici e leggermente speziati. La Riserva raccoglie i grappoli migliori delle 4 tenute chiantigiane dell’azienda - cioè Fizzano, Sant’Alfonso, Le Macìe e Tavolelle - poste fra Castellina in Chianti e Colle Val d’Elsa. Un patrimonio di 500 ettari di proprietà a cui contribuiscono anche le tenute di Campomaccione e Casamaria a Scansano, per un totale di 200 ettari, costruiti dalla famiglia Zingarelli a partire dal 1973.
(ns)
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