Il Trebbiano Fiammarossa 2022 profuma di frutta gialla e fiori di glicine, con tocchi di erbe aromatiche e cenni iodati e terrosi. Il sorso è polposo e fruttato con buona acidità diffusa che rafforza scorrevolezza e sviluppo, terminando in un finale dal piglio decisamente sapido. Carlo Cracco, chef da anni sulla cresta dell’onda, si è cimentato anche come produttore di vino in tempi recenti. Il suo progetto enologico, nato con l’acquisizione dei terreni nel 2019 e condiviso con la moglie Rosa Fanti, ha come perno fondamentale la Romagna, precisamente le colline di Santarcangelo di Romagna, ed affianca la produzione di materie prime di primissima qualità da portare nei piatti dello chef stellato. 14 ettari gli ettari complessivi coltivati in biologico ed occupati in prevalenza da un frutteto (che alimenta la linea di succhi di frutta e marmellate, acquistabili nel e-commerce del cuoco di origini vicentine che ha trovato il successo a Milano) e da un orto, a cui si aggiungono: poco più di 5 ettari a vigneto - allevati con le varietà Albana, Pagadebit, Rebola, Trebbiano Sangiovese e Cabernet Franc, destinati ai vini aziendali “La Ciola”, “Colle Giove” e “Fiammaroosa”; 2 ettari coltivati ad ulivo e, infine, una struttura ricettiva avviata nel 2026. Al centro della produzione agricola aziendale la sostenibilità: con le bucce della frutta, per esempio, riutilizzate per ottenere la carta da usare nel ristorante.
(are)
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