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LO SCENARIO

Cibi ultraformulati, educazione e guerre: al Forum Coldiretti lo stato dell’arte dell’agricoltura

La necessità di politiche europee forti e di visione, negli interventi, tra gli altri, di Massimo Cacciari, Luciano Canfora, il Cardinale Zuppi …

La diffusione di cibi ultraformulati in Europa che incidono sulla salute dei consumatori e sul reddito degli agricoltori e per i quali il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, ha annunciato di star preparando “una class action contro l’Unione Europea”, ma anche l’educazione alimentare da coltivare nei ragazzi fin dall’infanzia e attraverso il contributo delle scuole e, perché no, anche dei videogiochi, fino all’importanza della trasparenza in etichetta dei prodotti alimentari italiani al 100% troppo spesso “mescolati” negli scaffali con altri di provenienze più remote e l’attualità più stretta con le guerre attualmente in corso che gioco-forza incidono anche sulla tavola. Ecco i temi più importanti discussi oggi a Palazzo Rospigliosi, a Roma, nel “Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione”, edizione n. 24, organizzato da Coldiretti, guidata da Ettore Prandini, con la collaborazione di The European House - Ambrosetti, con tanti, tra politici, medici, addetti ai lavori, ma non solo, che si sono susseguiti sul palco con i loro interventi. A partire dall’attacco lanciato da segretario generale Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, contro i cibi ultraformulati: “per tutelare la salute dei cittadini, a partire dai bambini, si stanno verificando condizioni e tempi per una class action per poi arrivare alla Corte di giustizia Ue per denunciare le politiche che favoriscono la diffusione dei cibi ultraformulati nonostante le sempre più numerose evidenze scientifiche ne abbiano dimostrato i rischi legati al loro consumo - ha detto - non informare, non regolare e non limitare il consumo di questi cibi è un crimine contro l’umanità e come tale vogliamo perseguirlo”.
Le ricerche scientifiche più recenti segnalano infatti un’associazione tra il consumo di questi prodotti e 32 effetti avversi, che interessano soprattutto la salute gastrointestinale, metabolica, respiratoria e cardiovascolare, oltre al rischio di obesità e all’infertilità.
Secondo uno studio, realizzato da Carlos Augusto Monteiro, medico ed epidemiologo brasiliano che ha partecipato al Forum, famoso per aver sviluppato il metodo Nova per la classificazione degli alimenti - e pubblicato su The Lancet nel 2025, un maggiore consumo di cibi ultraformulati è associato a un aumento del rischio di diverse patologie: diabete di tipo 2 (+25%), depressione (+23%), sovrappeso e obesità (+21%), mortalità per tutte le cause (+18%) e malattie cardiovascolari o mortalità cardiovascolare (+18%). “Questi cibi sono progettati per essere iperappetibili e irresistibili”, ha sottolineato Monteiro, richiamando le tecniche utilizzate per raggiungere il cosiddetto bliss point, il punto di massimo piacere che spinge a continuare il consumo. Una sostituzione che, secondo il ricercatore, ha conseguenze culturali, economiche e sanitarie, e dove gli ingredienti sono a basso costo e vengono uniti agli additivi al solo scopo di aumentare i profitti.
Ma la cattiva alimentazione rappresenta un costo rilevante anche per il sistema sanitario nazionale. Secondo uno studio della Fondazione Aletheia, in Italia le spese per curare le malattie croniche legate a scorretti stili alimentari ammontano a 13 miliardi di euro all’anno. Un fenomeno che colpisce soprattutto i giovani e per il quale, spiega Gesmundo, “è inaccettabile che manchi ancora una normativa europea che vieti la somministrazione di questo tipo di prodotti nelle mense scolastiche e negli altri luoghi pubblici di cura e assistenza”, portando ad esempio il caso del Comune di Roma Capitale che nel nuovo bando per la ristorazione scolastica, ha deciso di escludere i cibi ultraformulati dalle mense valorizzando i prodotti del territorio, la stagionalità e la qualità delle filiere agricole. Ed è in questo contesto che è nata “Campagna Amica per la Salute“, l’iniziativa promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, che ha dato vita al primo Patto nazionale tra medici e agricoltori per la salute dei cittadini, a partire dai più piccoli, promuovendo i mercati contadini all’intero degli ospedali.
L’orientamento dell’Unione Europea sulla messa al bando dei cibi ultraformulati, inoltre, è nettamente contrario alla volontà degli italiani: quasi otto su dieci infatti vorrebbero che l’Ue intervenisse per ridurre il consumo di questi alimenti, secondo il rapporto Coldiretti/Censis realizzato in occasione del Forum.
Nel suo intervento il segretario generale Coldiretti Gesmundo ha dedicato un passaggio anche ai cibi da laboratorio “su cui abbiamo acceso la luce” e rivendica il ruolo del patto con i consumatori e il sostegno al divieto italiano, riconoscendo l’impegno del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e del Ministro della Salute, Orazio Schillaci. Ribadita quindi la richiesta di ulteriori garanzie: “continueremo a chiedere all’Europa l’effettuazione di test clinici e preclinici a garanzia di produttori e consumatori”.

Focus - Tra guerra e tecnocrazia, il destino dell’umanità
“O l’Europa si dà una vera dimensione di unità politica o si sfascerà anche l’unità economica. Non ci saranno più politiche unitarie davvero per l’agricoltura”. È l’allarme, lanciato dal filosofo Massimo Cacciari, nel “Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione” by Coldiretti, edizione n. 24, nel confronto con il cardinale Matteo Zuppi sul tema “Magnifica humanitas”. “Se l’Europa non diventa un corpo politico, a guidare la danza saranno sempre le strutture tecniche e tecnocratiche”, ha affermato Cacciari, richiamando gli obiettivi che avevano accompagnato la nascita della moneta unica: “tutti quelli che hanno affrontato quella grande svolta lo hanno detto e ripetuto: questo è un passo decisivo per l’unità politica”. Un percorso che non può essere rinviato ulteriormente: “Le riforme istituzionali per far funzionare l’Europa sono ormai necessarie”.
“La difesa è una cosa, il riarmo è un’altra. La difesa deve essere proporzionata”, ha affermato il cardinale Matteo Zuppi. “Sulla deterrenza ci sarebbe da discutere, perché funziona, ma deve essere molto calmierata, molto calcolata. Altrimenti la deterrenza ridiventa riarmo, e il riarmo ha un’altra logica: una logica di forza, per cui necessariamente devi essere più forte. Se a questo non si accompagna un investimento nel dialogo, credo che siamo messi male: dobbiamo preoccuparci moltissimo”.
“Chi ha in pugno la produzione di armi o gli strumenti sofisticati in mano, per esempio, al signor Musk, ha di fatto l’egemonia mondiale”. Lo ha affermato il filologo Luciano Canfora intervenendo al panel “Tra guerra e tecnocrazia, il destino dell’umanità”, con Massimo D’Alema e Antonio Spadaro, sottosegretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Città del Vaticano. Al centro dell’intervento la concentrazione del potere militare e tecnologico. Richiamando la categoria della “classe armata”, Canfora ha descritto un sistema legato alla produzione bellica che “cresce su se stesso, produce in vista di altre armi, di altre guerre” e “non ha neanche un obiettivo politico e strategico”. Una trasformazione che impone di riflettere “sui rapporti sociali che si sono determinati a seguito di questo radicale stravolgimento”.
“Si è determinato un buco nero impressionante, che mette in discussione un sistema di valori”. Ha detto Massimo D’Alema, il cui intervento è ruotato attorno alla perdita di capacità della politica di governare i processi economici, sociali e tecnologici. “In Occidente abbiamo visto un declino della politica e l’insorgere di un potere tecnocapitalistico: un’accumulazione progressiva, come mai si era avuta nella storia umana, di ricchezza e potere tecnico nelle mani di una ristretta élite, che ha sostanzialmente soggiogato i sistemi politici”, ha affermato D’Alema. Al centro dell’intervento del Sottosegretario alla Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Città del Vaticano, Antonio Spadaro, il rapporto tra tecnologia, concentrazione del potere e responsabilità delle scelte politiche e militari: “questi strumenti costituiscono politica, fanno politica e sono degli Stati dentro gli Stati. La tecnologia genera potere. La questione è come viene distribuito il potere che la tecnologia genera e chi risponde delle decisioni che vengono prese. Con l’Intelligenza artificiale decidere sta diventando ratificare”.

Focus - Il segretario generale Coldiretti Vincenzo Gesmundo: “la guerra è già nelle case e nelle imprese, non c’è alternativa alla pace”
Il discorso di Vincenzo Gesmundo, in apertura del Forum, è stato a sua volta preceduto dall’interpretazione dell’attore e regista Michele Placido del discorso all’umanità di Chaplin nel film “Il grande dittatore”. Il segretario generale Coldiretti ha così denunciato anche gli effetti della guerra sui costi dei fattori della produzione agricola e sulla vita quotidiana dei cittadini, dalla spesa alle cure fino alla scuola: “la guerra è già entrata nelle case e nelle imprese degli italiani. Negli ultimi dieci anni, la spesa militare sul pianeta è aumentata del 40%, con un balzo particolarmente significativo per i Paesi europei, che hanno più che raddoppiato le risorse destinate agli armamenti”, ha detto richiamando gli agricoltori ucraini morti sulle mine nei campi e i contadini russi mandati a combattere. “Il nostro non è esercizio astratto di contabilità, è riaccensione di memoria, in un momento in cui la retorica bellicistica sommerge i popoli europei - ha sottolineato - l’alternativa è la speranza, la ricerca attiva della pace”. Gesmundo rivendica quindi l’indipendenza dell’organizzazione: “Coldiretti non è in prestito alla politica, sia essa di destra o di sinistra o di centro. È una forza sociale autonoma che cerca interlocuzioni con chi governa a Bruxelles, a Roma e nelle Regioni. Abbiamo riportato sotto l’euro il costo del gasolio agricolo in quasi tutta Italia, grazie a questo modo di fare e alla nostra capacità di mobilitarci e presentare non solo proteste, ma proposte concrete. Noi siamo al servizio dei nostri soci e siamo certi che gli interessi dell’agricoltura italiana coincidano con gli interessi generali del Paese”.

Focus - Il cibo sano vs cibo che ammala
“Noi medici non possiamo che dire: bisogna fare qualcosa ora”. È il richiamo di Antonio Gasbarrini, dell’ospedale Gemelli, intervenuto nel “Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione” by Coldiretti, nel panel “Il cibo sano vs il cibo che ammala”. Al centro dell’intervento, la necessità di rafforzare la prevenzione attraverso una corretta alimentazione e una maggiore consapevolezza dei consumatori, affrontando un problema che riguarda il singolo e l’intera collettività. Gasbarrini ha ribadito la distinzione tra sicurezza alimentare e salute alimentare, sottolineando quanto sia importante intervenire fin dall’infanzia. “Un’alimentazione ricca di prodotti processati non può diventare la base dell’alimentazione di un bambino italiano”, ha affermato. “La longevità parte da quando siamo bambini”. “Stiamo crescendo tantissimi soggetti che avranno problemi di salute e che impegneranno immense risorse. Questo è dolorosissimo, perché è evitabile”. È l’allarme lanciato dal professor Alberto Villani dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, al “Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione” della Coldiretti, nel panel “Il cibo sano vs il cibo che ammala”. “Parlare di malattie croniche nell’età evolutiva sembrava qualcosa di inverosimile fino a vent’anni fa”, ha ricordato Villani. Oggi un’alimentazione scorretta produce conseguenze già nei bambini e pone le basi per patologie future. “Prevenire significa risparmiare risorse che possono essere utilizzate per situazioni che realmente non hanno altro rimedio”. Centrale il ruolo della scuola, “dove vanno tutti i bambini e dove l’educazione può cominciare fin da subito”. Educazione alimentare e al benessere, ma anche sport, musica e occasioni di aggregazione possono contribuire alla salute generale e avere ricadute positive sul comportamento. “Questo sarebbe l’investimento migliore che si potrebbe fare per la salute dei bambini che saranno gli adulti di domani”, ha concluso Villani.

Focus - Il Ministro Schillaci: “importante favorire il consumo di alimenti freschi e poco processati
“Credo sia sempre più importante favorire un consumo consapevole e incoraggiare la presenza nella dieta di alimenti freschi o minimamente trasformati, offrendo ai cittadini informazioni chiare, corrette e basate soprattutto sulle evidenze scientifiche. Abbiamo rivolto un’attenzione particolare alla promozione della Dieta Mediterranea, che io definisco italiana. Questo impegno sta dando i suoi frutti. È un buon segno il dato che emerge dall’ultimo rapporto Censis, secondo il quale il 90% degli italiani ritiene che la Dieta Mediterranea sia uno strumento efficace di prevenzione. Anche la grande attenzione che gli italiani sembrano mostrare, sempre secondo il Censis, al tema degli alimenti ultraprocessati dimostra un’accresciuta consapevolezza”. Lo ha detto, intervendo al Forum Coldiretti, il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, per cui, “investire in un'alimentazione sana significa anche investire sul futuro e sulla sostenibilità del nostro Servizio sanitario nazionale”, in un’ottica di prevenzione di molte patologie.

Focus - Al Forum Coldiretti, lo scaffale del vero made in Italy e “la fabbrica dei malati”
Proprio il legame tra cibo e salute è al centro dell’installazione “La fabbrica dei malati” che campeggia all’ingresso del Forum: una figura di uomo attraversato da snack, merendine, bibite zuccherate e altri prodotti ultraformulati che gli vengono iniettati dentro da una grande provetta, a simboleggiare l’origine “chimica” di quel tipo di alimenti. Oltre all’allestimento, a Palazzo Rospigliosi, che mette a confronto alcuni prodotti simbolo della spesa quotidiana (dalla pasta all’olio extravergine di oliva, fino al riso e agli snack) disponendo da una parte quelli 100% italiani, che garantiscono tracciabilità, qualità e controlli lungo la filiera, e dall’altra i prodotti d’importazione, realizzati secondo regole che possono essere meno rigorose e con l’impiego di sostanze vietate in Italia, mettendo a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Entrambi messaggi che puntano a promuovere scelte di consumo più consapevoli, valorizzando il cibo fresco, genuino e legato alla tradizione agroalimentare italiana, partendo, in primis, dalle giovani generazioni.

Focus - Il Sindaco di Roma Gualtieri: “via gli ultraprocessati dalle mense di Roma, gara da quasi 800 milioni”
“Nelle mense di Roma Capitale non ci potrà più essere cibo ultraprocessato”. Lo ha annunciato il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri al “Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione” by Coldiretti, illustrando la scelta di introdurre nel nuovo appalto per la ristorazione scolastica criteri che escludano questi prodotti e valorizzino la qualità dell’alimentazione. Una gara pluriennale da quasi 800 milioni di euro, per un servizio che eroga 150.000 pasti al giorno. Una scelta condivisa con Coldiretti, ha spiegato Gualtieri, che lega la tutela della salute dei bambini al rapporto con le produzioni agricole del territorio e al contrasto alle disuguaglianze: “qualità, convenienza e gusto possono stare insieme. Per il 10% dei bambini il pranzo a scuola è il pasto più sano della giornata”.

Focus - Coldiretti porta l’educazione alimentare tra i giovani con Minecraft
Un apposito allestimento è stato è stato dedicato anche alla presentazione di “Farmcraft- Coltiva il tuo mondo”, il nuovo progetto di Coldiretti che porta l’educazione alimentare nelle scuole attraverso il mondo di Minecraft, il videogioco più venduto della storia, con oltre 400 milioni di copie. Coltivare un orto, allevare animali, scoprire la biodiversità, imparare a leggere le etichette e distinguere gli alimenti freschi da quelli ultraformulati, sono alcune delle missioni del videogioco. L’obiettivo è utilizzare uno degli strumenti di intrattenimento più popolari tra le nuove generazioni per costruire un ponte tra il mondo digitale e quello reale.
Farmcraft trasforma il gioco in un’esperienza educativa: un mondo virtuale dedicato all’agricoltura, nel quale i partecipanti potranno gestire una fattoria, seguire il ritmo delle stagioni, conoscere le produzioni agricole e portare i prodotti in un mercato contadino di Campagna Amica. Le attività comprenderanno missioni sulla Dieta Mediterranea, la sostenibilità e il rapporto tra alimentazione e attività fisica.
Una proposta che risponde, peraltro, ad una domanda che arriva direttamente dal mondo scolastico. Secondo il rapporto Coldiretti-Censis 2026, condotto su 800 dirigenti scolastici, il 91% ritiene che la tecnologia possa affiancare i ragazzi nell’apprendimento della corretta alimentazione, il 79% considera efficaci gli strumenti digitali e il 53% è pronto ad adottare programmi educativi basati su videogiochi, quiz e piattaforme interattive. Il 95% giudica inoltre utile far conoscere agli studenti il mondo agricolo. Ma l’educazione alimentare è una priorità anche per le famiglie: l’82% dei genitori chiede un piano pubblico per proteggere i figli dai rischi legati al consumo di cibi ultraformulati, come snack, merendine ed energy drink, sempre secondo il Censis.

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