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AL MARE O IN MONTAGNA, LE FERIE POSSONO DIVENTARE UNA BUONA OCCASIONE PER PROVARE NUOVI VINI. ECCO I CONSIGLI DI WINENEWS PER L’ESTATE 2004 ... CON GLI AUGURI DI BUONE VACANZE A TUTTI GLI ENONAUTI!

Italia
Un brindisi sotto le stelle

E’ proprio nella tranquillità della vacanza e nella calma dei luoghi di villeggiatura, spesso coincidenti con i “santuari” del vino oppure ad essi assai vicini, che l’enonauta può essere assalito dalla tentazione irresistibile di andare a caccia di alcuni vini, che durante l’inverno non è possible scovare facilmente. L’indicazione per l’estate 2004 della redazione di www.winenews.it è, quindi, da una parte, di soddisfare il più possibile le proprie curiosità, e, dall’altra, di osare senza limiti o limitazioni. Con un’unica raccomandazione: il vino resta il compagno ideale della buona tavola e consumarlo senza un adeguato supporto “gastronomico” (anche semplicemente un po’ di pane o della focaccia), risulta, spesso, un piacere deludente. Quindi, continuiamo ad abbinarlo al cibo, senza però lo “stress” dell’abbinamento perfetto e avventurandoci magari in accostamenti fantasiosi e originali. Ma veniamo ai vini.
L’associazione estate-vini bianchi è diventata banale? Niente affatto. L’Italia ha una ricchezza di vitigni unica al mondo (molti dei quali sono a bacca bianca) e una varietà di terroir impressionante. Ogni estate accompagnata dai bianchi del nostro Paese sarà sempre un’estate diversa. Alcuni esempi? Cominciamo dal Friuli, terra di grandi bianchi dalla decisa personalità, strutturati e complessi, ma anche eleganti e freschi. Il Mario Schiopetto Bianco 2002 (assemblaggio di Chardonnay e Tocai friulano) indugia soprattutto sulla sua “storica” eleganza, ogni volta sempre proverbiale. Il Collio Sauvignon de la Tour 2002 di Villa Russiz è un vino di grandissima ricchezza sia olfattiva che gustativa, sostenuta quest’ultima da un’acidità da brividi. Il Colline del Friuli Bianco Rosazzo Terre Alte 2001 di Livio Felluga (blend di Tocai friulano, Sauvignon e Pinot Bianco) rappresenta uno dei migliori bianchi dell’enologia italiana. Quest’ultima versione svela al naso aromi di albicocca e pesca gialla e in bocca è cremoso e lunghissimo. Il Collio Tocai Friulano Ronco delle Cime 2002 di Venica&Venica è concentrato e complesso al naso, assai avvolgente e di lunga persistenza in bocca. Il Vintage Tunina 2002 di Jermann è diventato un piccolo classico della produzione friulana e ha raggiunto una costanza qualitativa ormai consolidata. Il Colli del Friuli Bianco Rosazzo Ronco delle Acacie 2001 de Le Vigne di Zamò, è semplicemente splendido. Classico e inossidabile il Friuli Isonzo Sauvignon Piere 2001 di Vie di Romans, dai profumi di pompelmo, pesca bianca e susina e dalla bocca di incredibile progressione. Infine, i vini di Gravner. Il Breg 1999 (assemblaggio di Sauvignon, Chardonnay, Pinot grigio e Riesling italico) è all’inizio un po’ ostico al naso, per poi aprirsi su toni di pesca, frutta candita e caramello, davvero grande la struttura che si percepisce in bocca. La Ribolla Gialla 1999 è meno complessa, ma si rivela ugualmente un vino capace di segnare una nuova frontiera enologica.
Altro terroir d’elezione per i vini bianchi (ma non solo) e in grande crescita enologica è senz’altro l’Alto Adige. L’Alto Adige Sauvignon St. Valentin 2002 della Cantina di San Michele Appiano evidenzia un equilibrio ed una eleganza, che non a caso lo hanno portato sull’Olimpo dei vini bianchi italiani. Piccola, ma grande allo stesso tempo, Kuenhof è un’azienda che produce l’Alto Adige Valle Isarco Sylvaner 2002, un vino capace di conciliare aromi, espressività al palato e complessità con una grandissima eleganza. Altro incredibile vino è l’Alto Adige Valle Isarco kerner 2002 di Manfred Nossing, dai profumi di frutta esotica, peperone e scorza di cedro, che in bocca cedono il passo ad una intnsa mineralità, unita a grande freschezza e bevibilità. Non da meno l’Alto Adige Gewürztraminer Castel Turmhof 2002 di Tiefenbrunner, dagli intensi sentori di ginestra e miele di acacia e dalla bocca concentrata, ma fresca e godibile. Classico l’Alto Adige Terlano Sauvignon Quarz 2001 della Cantina di Terlano, complesso e armonico nel frutto esotico che propone al naso, aristocratico in bocca, dove il minerale preannuncia una grande profondità. Davvero un vino di riferimento l’Alto Adige Gewürztraminer Kolbenhof 2002 di Hostätter, esotico nei suoi profumi di mango e intenso e sapido al gusto. Infine, l’Alto Adige Stoan 2002 della Cantina Produttori di Termeno. Si tratta di un blend di Chardonnay, Pinot bianco, Sauvignon e Gewürztraminer, dal naso che rimanda a frutti esotici e mandorla e dalla bocca avvolgente, con un finale lunghissimo. Ancora dal nord e sempre in tema di bianchi: classico nella sua piacevolezza (e dal buonissimo rapporto qualità/prezzo) il Trentino Chardonnay Ritratti 2002 e il Trentino Müller Thurgau Vigna delle Forche 2002, dalla spiccata tipicità, entrambi della Cantina La Vis. Viene dalla Val d’Aosta il Valle d’Aosta Chardonnay Cuvée Cuvée Bois 2001 dell’azienda Les Cretes, dai profumi marcati e dalla bocca intrigante.
Scendendo lo stivale, ecco i vini bianchi di un altro territorio di elezione per questa tipologia: le Marche, che spesso diventa sinnonimo di Verdicchio. Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Villa Bucci Riserva 2000 di Bucci, si dimostra come uno dei migliori bianchi della regione, inconfondibile nel suo stile elegante e di estrema finezza. Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Massaccio 2000 di Fazi Battaglia è un vino dagli intensi sentori di fiori di acacia e dal palato elegante ed equilibrato. Godibile anche il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Serra Fiorese Riserva 2000 di Gioacchino Garofoli, dalle note agrumate al naso e dalla bocca armonica e fresca. Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Verde Ca’ Ruptae 2002 di Terre Cortesi Moncaro, è intensissimo nei profumi e sapido e gustoso al gusto. Gradevolissimo il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Casal di Serra 2002 di Umani Ronchi dal naso fresco e dalla struttura fragrante, che garantisce piacevole bevibilità. Infine, il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Contrada Balciana 2001 di Santarelli, ha sentori di mela, timo e muschio, mentre al palato è carnoso e morbido. Rapido passaggio in Umbria per segnalare un altro classico: il Cervaro della Sala 2001 del Castello della Sala, un prodotto dal gusto pieno, fresco e agile, che non risulta mai appesantito dai decisi sentori vanigliati dei legni. Ennesima segnalazione doverosa per un altro bianco “storico” e allo stesso tempo atipico: il Trebbiano d’Abruzzo 2000 di Valentini, forse in una delle sue migliori versioni.
Anche a sud i vini bianchi hanno i loro territori d’elezione, specialmente in due regioni: Campania e Sicilia. Il Fiano d’Avellino 2002 di Mastroberardino ha grande personalità e caratteri varietali ben espressi, mentre la Falanghina del Beneventano 2002 di Terredora, esprime complessità ed eleganza. Di bella bevibilità e freschezza il Campanaro 2002 (blend di Fiano e Greco) di Feudi di San Gregorio. Il siciliano Insolia 2002 dell’azienda Feudo Principi di Butera di Gianni Zonin dai sentori di frutta esotica e fiori di ginestra, si fa apprezzare al palato per pulizia, freschezza e intensità varietale. Molto buono anche il blend di Chardonnay e Ansonica Contessa Entellina Chiarandà del Merio 2002 di Donnafugata, uno dei migliori bianchi siciliani. Fresco e di carattere il Gruali 2001 delle Cantine Rallo, da Grillo in purezza. Eccellente (ma non è una novità) lo Chardonnay 2002 di Planeta, come molto buoni sono lo Chardonnay Mandrarossa 2001 e il Grecanico Mandrarossa 2002 di Settesoli, di estrema gradevolezza e dai prezzi lodevolmente corretti. Di grande classe lo Chardonnay Jalé 2002 di Cusumano, mediterraneo, con acidità e morbidezza in perfetto equilibrio. Infine, l’Etna Bianco Superiore Pietramarina 1999, da uve Carricante in purezza, dalla struttura possente e dall’acidità viva. Dalla Sardegna ancora bianchi di estrema piacevolezza: il Vermentino di Sardegna Costamolino 2002 di Argiolas è fresco, pieno ed avvolgente in bocca. Di pari livello il Nuragus di Cagliari Pedraia 2002 della Cantina Sociale Santadi, fresco e fruttato e ancora il Vermentino di Gallura Superiore Monteoro 2002 di Sella & Mosca, ricco al naso e morbido in bocca.
Ma non dimentichiamoci le bollicine, che, d’estate, forse più in d’inverno, sono l’idelae, magari a tutto pasto con il pesce, ma anche con delle verdure e alcuni formaggi. Il Franciacorta Satèn 1999 di Contadi Castaldi ha profumi intensi e delicati, una bocca polposa, carezzevole nell’effervescenza e fresca. Di grande classe il Franciacorta Brut Cabochon 1999 di Monte Rossa, dai profumi di frutta a polpa bianca, impreziositi da complesse sfumature speziate e dalla bocca di struttura ricchissima, di grande personalità. Molto buono il Franciacorta Antica Cantina Fratta 1998 di Guido Berlucchi & C, dal naso invitante e dalla bocca fine ed elegante. Il Franciacrota Satèn 1999 dell’azienda Ferghettina, possiede un perlage finissimo, profumi eleganti di rara limpidezza e una bocca controllata e scorrevole. Sempre gradevole il Franciacorta brut de Il Mosnel, dal naso armonico e dalla bocca fresca, equilibrata e morbida. Altrettanto piacevole il Franciacorta Brut Cuvée n.4 di Bersi Serlini, dai profumi di lievito e crosta di pane, solido e persistente in bocca. Godibilissimo il Franciacorta brut Novalia della Cantina Muratori, elegante al naso e dalla bocca armonica e strutturata. Arriva invece dal Veneto il Prosecco di Valdobbiadene Dry Garnei 2002 dell’azienda Bisol, ricco al naso e dalla bocca equilibratissima. Molto buono anche il Prosecco di Valdobbiadene Extra Dry Giustino B. 2002 di Ruggeri, elegante nei profumi e dalla piena bevibilità. Pieno e polposo il Prosecco di Valdobbiadene Dry Giardino 2002 di Adami, riuscitissimo il Prosecco di Valdobbiadene Dry Millesimato 2002 di Col Vetoraz, fresco ed elegante. Convincente il Prosecco di Valdobbiadene Brut Rive di S. Floriano 2002 di Nino Franco.
Per brindisi eccezionali non c’è che l’imbarazzo della scelta fra etichette top come il Franciacorta Gran Cuvée Brut 1999 di Bellavista, ricco, complesso e profondo. Altro pezzo da novanta il Franciacorta Cuvée Annamaria Clementi 1996 di Ca’ del Bosco, semplicemente leggendario per eleganza, finezza e complessità. Ha tutto ciò che ci si può aspettare da un Franciacorta importante il Franciacorta Extra brut Comari del Salem 1998 di Uberti, dai vivi sentori fruttati e dal gusto minerale. Classico il Trento Brut Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 1994, semplicemente strepitoso per fascino e complessità.
E non potevano mancare i rossi … anche con il pesce. E’ proprio con i rossi, infatti, che si possono sperimentare gli abbinamentii più arditi. Un esempio? Scampi appena scottati, rigorosamente freschi, con il Barolo (sì avete letto bene) Cerequio 1999 di Michele Chiarlo, oppure con il Brunello 1999 di Biondi Santi. Provare per credere triglie (di scoglio) alla livornese e Masseto 2000 di Ornellaia. Naturalmente, al ristorante, non esitate a chiedere un secchiello di ghiaccio per metterci la bottiglia e abbattere così la temperatura.
Ma per chi fosse in vena di sperimentazioni un po’ meno estreme (e costose) esiste un’ampia gamma di vini rossi, che vanno benissimo. Un vino originale e perfetto con il pesce potrebbe essere l’Alto Adige Lagrein Riserva 2000 di Josephus Mayr, un vino di grande carattere ed eleganza e dalla freschezza sorprendente. Di grande piacevolezza la Barbera d’Asti Zucchetto 2001 de La Morandina, dalla succosa polpa fruttata che ne decreta un’appagante beva. Altre alternative potrebbero essere l’immediato Morellino di Scansano Campomaccione 2002 di Rocca delle Macìe, oppure il Morellino di Scansano Riserva 2000 del Castello di Montepò di Jacopo Biondi Santi, o, ancora, un Chianti Classico fruttato e di bellissima bevibilità come La Pieve 2002 del Podere Il Palazzino.
Ma non dimentichiamoci dei rosati: come il Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo 2001 di Valentini, dal bel colore di petalo di rosa, con profumi di macchia mediterranea e struttura da rosso. Godibile anche il Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo 2002 di Luigi Cataldi Madonna, fine e strutturato. Classico il pugliese Rosa del Golfo 2002 dell’omonima azienda, da anni tra i migliori rosati italiani assieme all’altro rosato pugliese per eccellenza, il Five Roses 2002 di Leone de Castris.

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