Antonella Lombardo, ex avvocata di Milano ma calabrese d’origine, ha iniziato la sua avventura enoica nel 2019: abbandonando il caos metropolitano, ha ripristinato una produzione vitivinicola squisitamente artigianale, che fa della tradizione il suo punto di riferimento. E di tradizione, in Calabria, dove si trova la sua cantina - posta nel comprensorio di Bianco nella “Costa dei Gelsomini”, la porzione jonica più meridionale della Regione - ce n’è davvero in abbondanza. È qui che la viticoltura calabra affonda le sue radici più profonde ed è qui che la Lombardo ha messo in produzione un piccolo vigneto di 8 ettari in biologico, affrontandone le difficoltà ambientali, a partire dalla cronica mancanza d’acqua, ed allevando esclusivamente varietà locali, dal Gaglioppo al Nerello Mascalese, dal Calabrese Nero al Greco di Bianco, dal Mantonico all’Alicante. Per una produzione complessiva dai numeri decisamente confidenziali, poco più di 14.000 bottiglie all’anno. Lo stile delle etichette aziendali possiede buona personalità e i tratti migliori della produzione poco o per nulla incline all’“interventismo”, privilegiandone il carattere gastronomico. Il Greco 2025 - maturato in acciaio sulle proprie fecce per otto mesi - profuma di agrumi, albicocca, fiori di sambuco ed erbe aromatiche, con tocchi iodati. In bocca il sorso è teso e sapido, dallo sviluppo fragrante, e dal finale persistente e di nuovo agrumato.
(are)
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